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Giovedì, 27 Gennaio 2022
VERSO LE ELEZIONI /2 / Italia

La società civile che vuole farsi "casta"

Arci, Acli, Uisp, Confcooperative, Tavola della Pace: il 'terzo settore' si butta in blocco nella sfida elettorale. Sono ben dieci i presidenti di associazioni no profit candidati dai diversi schieramenti.

C’è l’asse tra il Pd e Sel, la nuova intesa tra Berlusconi e la Lega, l’agenda Monti, Beppe Grillo alla testa del Movimento 5 Stelle e il Movimento Arancione di Antonio Ingroia. Ma per comprendere le elezioni politiche di fine febbraio non è più possibile tralasciare il ruolo del terzo settore. Si perché il mondo del no profit, quell’area del sistema economico che si colloca tra lo Stato ed il mercato, ha scelto di mettersi in gioco e lo ha fatto in blocco. Arci, Acli, Uisp, Confcooperative, Tavola della Pace, solo per citarne alcune, saranno della partita. O almeno così hanno deciso i presidenti, o ex presidenti, delle sigle nazionali di maggior peso. Dal sociale alla politica sono ben 10 le caselle di vertice della variegata geografia dell’associazionismo no profit che, ad une chiuse, potrebbero rimanere sguarnite ad urne chiuse.

PARTITO DEMOCRATICO – Si comincia con l’Arci. Il presidente, Paolo Beni, è stato inserito al ventesimo posto della lista alla Camera del Pd in Toscana. Posizione che gli garantisce, stando ai dati delle ultima tornata elettorale, un accesso tranquillo in Parlamento. Per adesso Beni rimane dove è, visto che per l’Arci non è prevista l’incompatibilità tra le due cariche. A meno che non si arrivi alle dimissioni, o per scelte dell’attuale presidente o per volontà della struttura interna, l’Arci dovrebbe mantenere intatta la propria catena di comando.

Cambio al vertice invece per quel che riguarda la Uisp. In casa dell’Unione italiana sport per tutti ci sarà da rieleggere un nuovo presidente visto che Filippo Fossati ha lasciato la carica per presentarsi alle primarie parlamentari del 29-30 dicembre scorso. Si è candidato e ha ottenuto quel consenso che gli è valso un posto buono nella lista toscana alla Camera del Pd, la stessa in cui ha trovato posto Beni. In questo caso Fossati ha solo anticipato i tempi: in scadenza di mandato, il secondo, avrebbe comunque dovuto lasciare la carica.
Dall’impegno per lo sport al mondo del volontariato. Anche Edoardo Patriarca infatti, presidente del Centro nazionale volontariato, ha deciso di buttarsi nella mischia. E per farlo ha scelto le liste piemontesi del Pd. In questo caso sta a Patriarca scegliere se lasciare: per l’associazione non esiste incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di presidente.

MONTI – Dopo i democratici è la volta dei montiani. Luigi Marino, presidente di Confcooperative, la confederazione di cooperative più importante del Paese, ha deciso di giocarsi la carta della politica. Lo ha fatto dando fiducia all’agenda di governo e al nuovo progetto di centro firmato da Mario Monti. Come Marino anche Andrea Olivero, il presidente dell’Acli, rieletto nel maggio 2012, è stato persuaso dal progetto del professore. Il suo successore all’Acli sarà nominato domani all’interno dell’assemblea dell’associazione.

E per quel che riguarda il pianata terzo settore c’è un altro esponente di primissimo piano che è passato con l’ex commissario europeo. Si tratta si Ilaria Borletti Buitoni, numero uno della Fai, sostenitrice del progetto messo in moto dai centristi.

INGROIA – Nel mondo dell’associazionismo c’è chi si butta con il Pd, chi con Monti, Fini e Casini. E chi con Ingroia. Come Flavio Lotti, il portavoce della Tavola della Pace, l’uomo che da anni si batte contro la guerra e la militarizzazione degli stati, che ha dato vita alla Marcia della pace Perugia-Assisi, e che ha battezzato vincente la via intrapresa dalla lista Rivoluzione Civile.

SEL – Ed infine è la volta di Sel. Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) dal 98’ ad oggi, è uno dei volti su cui ha puntato maggiormente Nichi Vendola. La successione alla testa dell’Unhcr, come prevede l’Agenzia delle Nazioni Unite, avverrà passando per bando pubblico. Con lei un altro pezzo da novanta del terzo settore si troverà fianco a fianco del governatore pugliese. Giulio Marcon, fondatore di Sbilanciamoci! (il perno di decine di organizzazioni) sarà infatti eletto nelle fila di Sel. Per ultima, proprio perché la sigla non è correlata al mondo del terzo settore, la scelta di Roberto Natale, ex presidente della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana. Natali entrerà in Parlamento nelle liste di Sel. L’ex presidente durante il proprio mandato ha fatto del sociale una vera e propria bandiera. Ora, dopo aver contribuito alla Carta di Roma su media e immigrazione, ha deciso di portare avanti la propria battaglia all’interno di Sinistra Ecologia e Libertà.

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