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Lunedì, 17 Gennaio 2022
VERSO LE ELEZIONI

Pdl, è ancora rebus liste: candidato Minzolini

Scontro tra il segretario Alfano e il deputato campano Cosentino: Berlusconi chiede un "atto di generosità". Il termine per la consegna delle liste scade oggi

ROMA - Non c'è ancora una parola definitiva del Pdl sulla candidatura di Nicola Cosentino alle prossime elezioni. E così, dopo il lungo vertice di ieri a Palazzo Grazioli, resta insoluto il "nodo" delle liste. In Campania come in altre regioni.

La questione all'interno dei 'berlusconiani' è sempre quella: candidare o meno i cosiddetti "impresentabili". Un lungo elenco di politici alle prese con problemi giudiziari che ha come suoi 'big' alcuni pezzi da novanta come Dell'Utri, Cosentino, Milanese, Papa. La domanda è: candidarli e perdere i voti dei 'garantisti', o non candidarli nelle cosiddette "liste pulite" e perdere il loro bacino di consensi?

Quando mancano poche ore alla consegna delle liste definitive (il termine scade stasera alle 20), non si riesce a trovare un'intesa tra le due posizioni, che con il passare delle ore appaiono inconciliabili.

Tiene banco, tra tutti, il caso di Nicola Cosentino. L'ex sottosegretario all'Economia campano (accusato di concorso esterno in associazione camorristica), ieri, avrebbe litigato con Alfano al vertice di Palazzo Grazioli, minacciando: "Datemi un seggio o vado in galera e vi rovino", come ricostruisce Repubblica. "Cosentino - ha detto ieri il Cavaliere a SkyTg24- è ancora sub iudice, stiamo aspettando". Mentre la non ricandidatura di Marcello Dell'Utri è certa. "Abbiamo chiesto anche a Cosentino - ha detto Berlusconi - di fare lo stesso atto di generosità, anche se nel fare queste richieste ci sentiamo male perché si tratta di persone che stimiamo e che sono ingiustamente perseguitate dai giudici. Sono persone a posto: Dell'Utri è una persona straordinaria, ha bellissima famiglia, è un uomo di grande cultura, ha quattro figli, è un cattolico praticante. Cosentino è un imprenditore che è stato accusato di avere chiesto un sostegno a un'associazione mafiosa invece lui non è mai stato in campo per le elezioni singolarmente, ma sempre nel listino. Io ho letto tutte le carte, su Cosentino non c'è nulla".

"FUORI DELL'UTRI, PAPA, MILANESE E SCAJOLA" - Quindi, ha sottolineato, "Dell'Utri e Scajola non saranno ricandidati e probabilmente neanche Papa e Milanese" mentre "di Cosentino non posso escludere la ricandidatura. Il ritorno negativo sull'elettorato, su quello che i giornali farebbero con questa candidatura, ci porterebbe un danno molto più elevato. Non è vero che Cosentino porta un milione di voti". Quanto a Scajola, il Cavaliere ha detto: "E' stato lui a volersi sottrarre al giudizio del comitato, dunque è stata una sua scelta generosa quella di non ricandidarsi".

MINZOLINI, SCILIPOTI E GLI ALTRI - Nella lunga notte per la compilazione delle liste elettorali del Pdl spunta intanto il nome di Augusto Minzolini. L'ex direttore del Tg1, nel mirino della critica in passato per i suoi editoriali pro-Silvio e accusato di peculato per l'uso "sospetto" della carta di credito aziendale, sarebbe in corsa per essere inserito tra i candidati del Popolo della Libertà in Liguria: per la precisione al secondo posto della lista per il Senato. La candidatura di Minzolini avrebbe il via libera di Silvio Berlusconi. In Abruzzo, poi, si vocifera di una candidatura di Domenico Scilipoti. Fatto che starebbe creando non pochi malumori tra i vertici Pdl sul territorio. Angelino Alfano guiderà la lista Sicilia 1, dietro di lui l'ex ministro Saverio Romano, Dore Misuraca e Gabriella Giammanco. Per il Piemonte si fanno i nomi di Daniele Capezzone, in compagnia di Elio Vito e Annagrazia Calabria.

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