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Giovedì, 19 Maggio 2022
VERSO LE ELEZIONI /1

Elezioni 2013: l'8 febbraio Bersani, Monti e Berlusconi su Sky

I tre pesi massimi delle prossima tornata elettorale si confronteranno sugli studi della rete di Murdoch con regole e tempi concordati

Ogni campagna elettorale che si rispetti ha le sue regole. Partendo da un presupposto: è meglio attaccare che ragionare. Chi gioca a convincere l’elettorato passa spesso attraverso la logica dell’avversario. Promesse, affondi, colpi bassi, punti forti e punti deboli. Giusto il tempo per un infarinata di programma che tuttavia spesso si disperde nel ‘chiasso’ pre-elettorale. Un'altra cosa non manca mai: la televisione. I primi ad insegnarlo sono stati gli americani, e prima ancora la teoria della ‘proiettile magico’ di Marshall McLuhan. Si perché ci sono piazze e piazze. Non c’è piazza che possa contenere milioni di persone come quella di uno studio televisivo. E non c’è miglior modo per far arrivare quel messaggio in più a coloro che oggi davanti alla scheda elettorale non saprebbero da che parte farsi.

E allora succede che i politici facciano la collezione dei salotti televisivi, ma di contro succede anche che le tv si facciano la guerra per accaparrarsi le prime serate ‘buone’, quelle che ammazzano lo share. Tutto è iniziato con l’iniziativa di Sky lo scorso novembre, durante le primarie del centro-sinistra. La rete di Murdoch invita i cinque candidati. Lo studio è quello di X-Fattor, la scenografia lo ricorda molto. Domande secche, risposte a tempo. E il toto-quiz della politica fa ascolti record. Per questo la Rai si organizza è inviata Renzi e Bersani nei propri studi a pochi giorni dal ballottaggio. Sempre in piedi, sempre domande a tempo. Ennesimo successone. La tribuna politica più seguita di sempre.

CONFRONTO – Anno nuovo, la campagna elettorale cambia passo. Così Sky ci riprova e invita Bersani, Monti e Berlusconi in un unico studio. I tre accettano e comincia a circolare anche una data, l’8 febbraio, come confermato dal direttore di SkyTg24 Sarah Varetto. “Abbiamo proposto l’8 febbraio – ha spiegato Varetto – o comunque un giorno a ridosso di quella data, per il confronto tra Monti, Bersani e Berlusconi, da cui ora attendiamo risposta dopo aver ricevuto una prima disponibilità. Riteniamo che quello sia un periodo buono per cominciare a tirare le fila e entrare nel vivo della campagna elettorale”.

C’è l’ufficiosità, manca l’ufficialità. Da qui la polemica, con Antonio Ingroia che giusto ieri su Repubblica.it, non ha nascosto di esserci rimasto male per il mancato invito: “Su Sky hanno invitato tutti per un confronto tranne noi. ‘Rivoluzione Civile’ è stata cancellata”. Non ci sarà Ingroia e non ci sarà Grillo. Ma per il leader del Movimento 5 Stelle il caso è un altro. Trattasi di ‘auto-censura’: la televisione e l’informazione sono in gran parte colluse con un sistema da ribaltare. Ingranaggi che Grillo ha severamente vietato di far girare. Il caso Federica Salsi è stato piuttosto emblematico.

MEDIASET – Polemiche o non polemiche il confronto ci sarà. E se Sky punta sui pesi massimi, altrettanto vorrebbe fare Mediaset. Tanto che Clemente Mimun, direttore del Tg5, ha preso carta e penna e ha spedito un invito formale ai tre pezzi forti dell’elezioni di fine febbraio: “Ci auguriamo – ha commentato Mimun – che la nostra proposta venga accolta in applicazione di un antico, ma mai superato, principio evocato da Luigi Einaudi, quello di conoscere per deliberare”.

REGOLE – E come nel caso delle primarie, assicura sempre Sarah Varetto,  anche il confronto sulle politiche si atterrà ad un ventaglio di “regole condivise” e con “domande a tempo sui programmi di ciascuno e sui temi caldi che interessano la gente”. E come successe a novembre a febbraio il confronto andrà in prima serata, oltre che su Sky, anche sul canale in chiaro Cielo.

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