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Venerdì, 21 Gennaio 2022
VERSO LE ELEZIONI /2

Elezioni, Riccardi: "Il partito della chiesa non esiste", ma la chiesa nei partiti sì

In un'intervista al Corriere della Sera il ministro alla Cooperazione del governo Monti prova a fare chiarezza sulla spaccatura del mondo cattolico sulle candidature dentro Scelta Civica

Dopo la spaccatura tra i fondatori del Forum di Todi sulla candidatura di molti esponenti del mondo cattolico nelle file della Lista Monti, Andrea Riccardi prova a riportare la calma. E lo fa con una dura e determinata intervista al Corriere della Sera in cui parte da un assunto: in Italia "Non esiste, e da molto tempo, il partito della Chiesa".

Quanto alla lista Monti, Riccardi spiega che questa "non poteva essere costruita con il manuale 'Cencelli' delle organizzazioni cattoliche Bisogna pensare al mondo cattolico in modo nuovo, articolato e comprensibile".

Ma nel mondo cattolico la questione sulla caduta in politica di molti esponenti di quel Forum di Todi che ha provato a mettere insieme le varie anime del mondo civile e imprenditoriale che guardano al Vaticano tiene ancora banco.

E dopo lo scontro tra Natale Forlani e Luigi Marino anche Riccardi torna sul Forum. E lo fa dalla parte del suo ormai collega di partito Luigi Marino, candidato nella Lista Monti: "Non si poteva pensare che l'esperienza di Todi potesse essere travasata direttamente in politica. Anche perchè Todi non è una super organizzazione dei cattolici italiani. Alcuni dei protagonisti del Forum saranno presenti nella lista Monti come Luigi Marino ed Ernesto Olivero, o nell'Udc come Giorgio Guerrini. Ma bisogna essere chiari: i cattolici si ritrovano da tempo in vari schieramenti, ma sarebbe bene che operassero nel promuovere i valori che ci sono cari".

Quanto alla sua candidatura, Riccardi dice: "E' da un anno che dico che non mi sarei candidato in Parlamento. È una prova della gratuità del mio impegno: lo faccio perchè ci credo".

Per quel che riguarda le parole positive spese dalla Chiesa per il governo Monti, il ministro rileva come "non siamo nel 1948. Non ci sono le gerarchie che mandano i cattolici a candidarsi nè nella lista Monti, nè nel Pd, nè nel Pdl. Non si può dire che prima c'è stato l'endorsement per la lista Monti e poi che l'endorsement è stato ritirato: è un modo caricaturale di descrivere le cose. Ho potuto constatare, lungo tutto un anno, una forte simpatia del mondo dei cattolici per la figura di Monti, per il suo rigore, per la sua serietà, per quello in cui crede. Mi fermo qui, rispettosamente".

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