Martedì, 3 Agosto 2021
Elezioni europee 2014

Europee 2014, Marco Affronte (M5s): "Basta Unione, parliamo di Comunità europea"

Attivista grillino, scienziato e divulgatore scientifico, esperto di questioni ambientali: Affronte è candidato nella circoscrizione nord est e sogna un'Europa che alzi la voce, forte, che tuteli la salute di territori e cittadini

Marco Affronte è candidato del Movimento 5 stelle per la circoscrizione nord-est e uno storico attivista grillino. La sua candidatura arriva da Rimini e dalla costa adriatica e lui con il mare ha sempre avuto a che fare: è uno scienziato, biologo marino e divulgatore scientifico. Interessato alle questioni ambientali, vuole andare in Europa per poter far alzare la voce alle istituzioni sovranazionali. Il suo 'movimento' ha suscitato polemiche per diverse questioni, dalla moneta unica al forte ostruzionismo alle politiche della 'troika'.

Quello del 25 maggio sarà un voto che potrebbe tracciare una linea tra la "vecchia" e la "nuova" Europa. La crisi ha minato le basi dell'Unione e portato, in molti Paesi, migliaia di persone in piazza contro quelli che sono stati chiamati "i diktat" di Bruxelles. Che Unione europea sarà quella del passato dal giorno dopo le elezioni per il Movimento 5 stelle?

Intanto togliamo la parola Unione e mettiamo comunità. La crisi ha minato più il modo in cui l'Europa era stata concepita. Anni fa 'fare l'Europa' era un sogno e qualcosa di diverso da quello che adesso è diventata: era una comunità politica, solidale, cooperativa, con degli obiettivi comuni. Quest'Europa ci avrebbe fatto crescere. Poi per motivi diversi è diventata qualcosa che si basa su trattati, imposizioni economiche, fiscali e finanziarie. Tutto questo ha lasciato indietro i cittadini.

Votare Movimento 5 stelle alle Europee significa dare un voto a che tipo di Europa?

A un'Europa che si ferma a riflettere su quello che fa e che si renda conto che così non funziona e non si andrà avanti, perché sono gli stessi accordi e trattati europei che aumentano le diseguaglianze. Vogliamo un'Europa che informi i cittadini e che li renda partecipi, cercando di discutere insieme le decisioni, senza più subirle rimanendo inermi perché 'ce lo chiede l'Europa'. Per questo poi le decisioni diventano impopolari,  perché sono vissute come calate dall'alto senza nessun coinvolgimento diretto della cittadinanza. Sarà anche nostra responsabilità informarci più di quanto lo facciamo ora: la gente parla poco di Europa anche se spesso parla di euro. Ma fortunamente non sono la stessa cosa.

La questione della moneta unica è precipitata nella vita quotidiana dei cittadini e sempre più voci si sono alzate contro l'Euro. Qual è l'idea del Movimento 5 stelle sulla moneta unica?

L'idea è quella che quando una decisione politica ha un impatto così forte sui cittadini sono loro i primi che devono esprimersi. Noi andremo a chiedere di ridiscutere alcune decisioni che sono state prese. Nel caso le istituzioni rimanessero sorde chiederemo un referendum sull'euro. Vogliamo capire cosa pensano 'gli europei' e fare in modo che si informino sulle conseguenze dell'uscita dalla moneta unica e sul suo mantenimento. Insomma che il referendum sia l'occasione per aumentare il dibattito pubblico su questo tema.

Quello che proponete non è di uscire dall'euro ma un referendum consultivo sul mantenimento o meno della moneta unica?

Un referendum come quello del 1989 con cui abbiamo chiesto di entrare in Europa. Questa è la nostra proposta e raccoglieremo le firme. Il nostro obiettivo è che i cittadini si informino sul tema e siano più consapevoli.

In Italia si voterà per le Europee con un governo non eletto ma nominato dal presidente della Repubblica per provare a sbloccare lo stallo politico che si è determinato alle ultime elezioni. Che tipo di impatto avrà il voto del 25 maggio sull'esecutivo di Matteo Renzi?

Anche se le elezioni Europee dovrebbero essere qualcosa che va oltre il contesto nazionale credo che comunque il voto avrà una con ripercussione forte sul nostro attuale esecutivo. Le conseguenze precise è difficile prevederle. Noi sappiamo che vinceremo queste elezioni e avremo la maggioranza degli italiani dalla nostra parte. Sarà quindi una situazione difficile per un governo imposto, non eletto e legittimato con manovre che non sono piaciute a nessuno. A livello simbolico insomma l'impatto sarà forte. La mia preoccupazione è che nonostante il risultato elettorale, il governo venga blindato con la scusa delle riforme urgenti, andiamo avanti in ogni caso. Quello sarà il solito paravento dietro cui nascondersi senza rispettare le regole della democrazia

Lei è uno scienziato, si occupa di divulgazione scientifica e di questioni ambientali. Crede che l'Europa possa influenzare i governi nazionali e territoriali per la difesa dell'ambiente e della salute? Concretamente che cosa può fare?

Si può fare molto su questi temi anche se in questa campagna elettorale si sta parlando soprattutto di tematiche legate al mondo dell'economia. Ma per l'ambiente l'Europa è importantissima: qui si prendono decisioni che hanno forti ricadute sui nostri territori. E' giusto che ci sia un certa libertà politica di gestione da parte delle amministrazioni locali. Ma bisogna anche intervenire con direttive comunitarie forti che indichino i limiti oltre i quali non si può andare e che vengano rispettati.
Faccio un esempio: abbiamo visto in questi giorni che un'indagine geologica ha trovato un giacimento di petrolio in Adriatico. L'Italia per una volta si è distinta e ha deciso di non trivellare. La Croazia dall'altra parte ha aperto l'asta per le compagnie petrolifere. Ora in mare la linea che divide i due Paesi è immaginaria ma lì deve intervenire l'Europa, perché ci sono frontiere ambientali che non vanno superate visto che la salute del territorio e delle gente è importante sempre, al di là di ogni confine nazionale. In questi contesti l'Europa deve trovare quella forza decisionale che ancora non ha dimostrato.

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