Martedì, 3 Agosto 2021
L'INTERVISTA

Europee, parla Furlan: "Aggressivi in Europa e diciamo addio a Renzi"

L'INTERVISTA - Simone Furlan, ideatore dell'Esercito di Silvio e candidato alle Europee con Forza Italia, ha le idee chiare sull'Ue e sul governo italiano: "Soffriamo senza Silvio Berlusconi perché la sua folla ha bisogno di toccarlo, ma andiamo a Strasburgo per alzare la voce. Fosse per me straccerei il patto con Renzi per andare al voto"

ROMA - Tra mille difficoltà, con le limitazioni imposte al leader dalla magistratura e i sondaggi che danno un partito in crisi progressiva di consensi, i "soldati" di Silvio Berlusconi sono in marcia verso le elezioni Europee. A guidarli c'è il "generale" Simone Furlan, 38enne padovano, imprenditore alberghiero e, soprattutto, ideatore e leader dell'Esercito di Silvio. Candidato alle Europee con Forza Italia nella circoscrizione Nord Est, Furlan parla con Today.it della sua campagna elettorale e del futuro del partito.

Il voto del 25 maggio potrebbe tracciare una linea tra la "vecchia" e la "nuova" Europa. La crisi ha minato le basi dell'Unione e portato, in molti Paesi, migliaia di persone in piazza contro quelli che sono stati chiamati "i diktat" di Bruxelles. Che Europa e che Unione immagina Forza Italia a partire dal 26 maggio?

Noi andremo in Europa per rivendicare la nostra sovranità nazionale. L'Italia è uno dei Paesi che hanno dato un impulso maggiore alla nascita dell'Ue ed è al contempo uno dei principali contribuenti. Ma non ne possiamo più dell'asse Germania-Francia e di queste politiche dell'austerità che ci stanno stritolando. Ecco perché dovremo essere aggressivi per rinegoziare trattati e provvedimenti che fanno male alla nostra economia, come il fiscal compact.

Votare Forza Italia alle Europee significa dunque dare un voto a che tipo di Europa?

A un'Europa che la smetta di pensare al rigore e all'austerity. Viviamo in un'Europa in cui non esiste più il principio di solidarietà previsto dal Trattato di Maastricht del 1992. Non esiste più quella idea di unione più stretta fra i popoli d'Europa, in cui le decisioni vengono prese in favore dei cittadini dei singoli Stati. A Strasburgo ci giochiamo una partita importante. Pensiamo che il fiscal compact debba essere immediatamente rivisto. Silvio Berlusconi fece una battaglia durissima proprio sul 'patto di stabilità' (anche se l'allora leader del Pdl alla fine votò sì, ndr), ponendo il suo veto alle istituzioni europee e mettendo a repentaglio i rapporti con la Merkel. Fu poi Mario Monti a firmare l'accordo. Un accordo che non sta più in piedi.

La questione della moneta unica è precipitata nella vita quotidiana dei cittadini e sempre più voci si sono alzate contro l'euro. Qual è la sua idea e quella del partito sulla moneta unica?

Sono molto scettico. Se si va avanti così sarà l'economia reale - e la nostra economia è massacrata - a portarci fuori dall'euro, fuori da queste istituzioni lente e titaniche. E intanto le nostre aziende falliscono ogni giorno. Come ultima strada percorribile, e qui riconosco che sono un 'estremista' nel mio partito, io sarei anche per la linea dell'uscita dall'euro. Non sarebbe una grande catastrofe come tutti la dipingono, perché l'Italia è solida nel settore manifatturiero e nell'export.

In Italia si voterà per le Europee con un governo non eletto ma nominato dal presidente della Repubblica per provare a sbloccare lo stallo politico che si è determinato alle ultime elezioni. Che tipo di impatto avrà il voto del 25 maggio sull'esecutivo di Matteo Renzi?

Queste Europee sono sostanzialmente elezioni politiche: è in ballo il futuro di Forza Italia e del governo stesso. Il governo Renzi è ridicolo: è un esecutivo di sinistra tenuto in vita dalla banda di poltronisti del Nuovo centrodestra eletti sotto il simbolo di Berlusconi. Il premier non ha la capacità di capire il Paese reale, è già fermo al palo e non mantiene le promesse fatte.

Però con Renzi il vostro leader ha stretto un patto per le riforme istituzionali...

Renzi sta cambiando tutto l'impianto del patto del Nazareno. Fosse per me, non avrei problemi a stracciare quell'accordo anche domattina, portando l'Italia alle urne dopo tre governi che non hanno avuto una legittimazione popolare.

L'Esercito di Silvio e i Club Forza Silvio sono due strumenti per avvicinare il partito ai territori. I sondaggi, però, non sembrano dare i risultati sperati: il crollo dei consensi di Forza Italia va di pari passo con una leadership - quella di Berlusconi - che scricchiola. Qual è l'antidoto per frenare l'emorragia di voti? E basterà candidare Marina come anti-Renzi alle prossime elezioni?

L'Esercito di Silvio e i Club sono neonati, ma hanno il merito di aver riportato Forza Italia in mezzo alla gente. C'è entusiasmo nelle piazze: tutti sono contenti di vedere facce nuove che non hanno niente a che fare con i vecchi politici. Sappiamo bene che in queste elezioni Berlusconi non ha la piena agibilità politica per effetto delle limitazioni impostegli dai giudici. Pur avendo ancora un forte appeal sulla gente, la sua folla ha bisogno di vederlo, di toccarlo. E questo noi lo paghiamo. La soluzione? Una rivoluzione dal basso, una nuova classe dirigente che coinvolga sindaci e amministratori locali che conoscono bene il territorio. Per quanto riguarda l'ipotesi di Marina Berlusconi candidata come anti-Renzi, beh, lei potrebbe ridar vita alla nostra rivoluzione. Se si facessero le primarie del centrodestra sono sicuro che asfalterebbe Alfano.

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