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Venerdì, 20 Maggio 2022
Elezioni europee 2014

L'altra Europa con Matteo Renzi: "rottamata" anche la Merkel

Dopo il voto nasce il trio Renzi, Hollande, Cameron. I tre insieme per "una nuova Ue". Renzi guida il patto: "Rappresento uno dei più grandi paesi dell'Ue". Ma pesa il silenzio della Merkel

ROMA - Uno è naufragato completamente. L'altro ha salvato il salvabile, tra mille difficoltà. L'altro ancora ha esagerato. Ma in un particolare gioco di equilibri, la nuova strana Europa che sta nascendo li ha messi attorno allo stesso tavolo. Da parte i voti, da parte le debacle o i trionfi: tutti sullo stesso piano perché c'è un'Europa da salvare. Così, per ritrovare la forza perduta, gli uni si sono aggrappati all'altro. E l'altro, per mostrare una forza mai avuta, si è aggrappato agli uni. Francia e Inghilterra - il presidente Francois Hollande e il premier David Cameron - hanno chiesto aiuto all'Italia, a Matteo Renzi. Le batoste prese dal Front Nation di Marine Le Pen e dall'Ukip di Nigel Farage in patria sono il segno evidente di una nazione che chiede un cambiamento. Da qui l'idea: chi meglio del rottamatore fiorentino per cavalcare l'onda di una nuova Ue?. 

Dire se funzionerà è difficile, ma l'idea è quella. Il tutto è diventato chiaro ieri dopo l'incontro al Consiglio europeo a Bruxelles. I tre sembravano aver studiato un copione, tutti sintonizzati sulla stesso lunghezza d'onda. Atto primo, firmato Renzi: "Per salvare l'Europa bisogna cambiare l'Europa, nelle prossime settimane dobbiamo verificare se questo atteggiamento produrrà passi in avanti". Atto secondo a cura di Cameron: "La Ue non può ignorare il risultato delle elezioni, non può andare avanti come prima, deve cambiare, concentrarsi su crescita e occupazione, e chi gestisce la Ue deve capire che Bruxelles non può interferire con gli Stati". Quindi, l'ultima sinfonia affidata a Hollande: "La Francia ha espresso una volontà, che l'Ue riprenda in modo maggiore le domande espresse di più crescita e occupazione, quindi di riorientare la costruzione europea". 

L'uomo scelto per la (ri)costruzione è Matteo Renzi, che lo ha capito e non ha rifiutato. "Sono qui a rappresentare uno dei più grandi Paesi dell'Unione - ha esordito ieri da Bruxelles - Vogliamo un'Europa che parla il linguaggio dei cittadini". "L'Europa - ha spiegato Renzi - ha parlato con un linguaggio molto duro rispetto anche alle aspettative di tanti".

Poi, un passaggio sulla trionfante elezione, non senza un pizzico di orgoglio. "In Italia abbiamo qualche responsabilità in più - ha chiarito il presidente del consiglio - la più alta affluenza al voto ed il nostro, il mio, partito, che ha ottenuto il maggior numero di voti in termini assoluti. Un risultato significativo. Undici milioni di voti sono un risultato significativo, che hanno sconfitto il populismo ma hanno chiesto di cambiare l'Europa".

Nella nuova Europa, però, c'è un grande assente: la cancelliera tedesca - tante volte "miss Ue" - Angela Merkel. Che Renzi abbia rottamato anche lei? O che lei abbia capito che non funzionerà

risultati ue-2

Elezioni europee 2014: i risultati

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