Martedì, 3 Agosto 2021
Elezioni europee 2014

Chi è Guy Verhofstadt, il candidato dell'Alde a Bruxelles

L'Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa "schiera" Verhofstadt per la corsa a Bruxelles. Tre volte primo ministro belga e europeista convinto ha ottenuto l'appoggio di Mario Monti

Guy Verhofstadt (Foto Infophoto)

ROMA - Con Mario Monti ed Emma Bonino. Contro Beppe Grillo e Marine Le Pen. Ha bene in mente amici e "nemici", il belga Guy Verhofstadt, il candidato presidente alla Commissione europea per Alleanza dei democratici e dei Liberali per l'Europa. Netta la vittoria di Verhofstadt sull'amico nemico Olli Rehn, con i delegati del gruppo parlamentare Alde che hanno approvato la sua nomina per le elezioni con più dell'80% dei voti. 

Una sorta di plebiscito giustificato da una carriera politica di altissimo livello cominciata in patria con i Democratici e Liberali fiamminghi - Vld -, grazie ai quali il 13 giugno 1999 diventa primo ministro del Belgio con una coalizione che comprende liberali, socialisti e verdi. Nel 2003 vince ancora le elezioni e guadagna il mandato per altri quattro anni. Nel 2007, l'esperienza di governo sembra finita ma una crisi lunga quasi duecento giorni e una situazione di stallo irrisolvibile danno il là alla terza esperienza consecutiva dell'esecutivo Verhofstadt. Un anno dopo, la fine del mandato governativo con la chiamata alle urne del 2008 che decreta la vittoria dei Cristiani democratici fiamminghi. 

Poco male, però, per Verhofstadt che nel 2009 ottiene un seggio al Parlamento di Strasburgo. "Ambientatosi" al meglio, chiarisce a tutti le sue idee dando vita al Gruppo Spinelli, dal nome di Altiero Spinelli, fondatore del Movimento federalista europeo e considerato da molti il padre dell'Europa unita. Convinto fermamente della necessità di rigore e crescita, il candidato dell'Alde è fortemente critico nei confronti dei partiti eurocettici e populisti. Dopo la formalizzazione della sua candidatura come presidente alla Commissione europea aveva chiarito a La Stampa: 

I populisti dicono che l’uscita dall’Europa è la soluzione, noi diciamo che è una menzogna, perché c’è bisogno di fare squadra a ventotto in quasi tutte le politiche, da soli non ce la si può fare. 

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