Draghi e Moscovici, doppia stoccata al Governo: per l'Ue l'Italia "è un problema"

Il presidente della Banca centrale europea ammonisce: "Danni ai risparmiatori dalle parole del governo", poi spiega di aspettarsi una legge di bilancio che confermi gli impegni presi dall'Italia. E il commissario Moscovici: "In Europa crescono piccoli Mussolini"

La Banca centrale europea mantiene l'indicazione di dicembre come ultimo mese di "quantitative easing" per gli acquisti netti di titoli di Stato, confermando anche la condizionalità dello stop al sopraggiungere di dati che confermino le prospettive per l'inflazione a medio termine.

Il principale tasso di interesse resta fermo a zero. La Bce ha anche mantenuto allo 0,25 per cento il tasso sulle operazioni marginali e al meno 0,40 per cento il tasso sui depositi custoditi per cento delle banche commerciali. Il Consiglio direttivo ha anche ribadito di continuare ad attendersi di tenersi su livelli pari a quelli attuali "almeno nell'orizzonte dell'estate del 2019 e in ogni caso finché ciò sarà necessario".

Draghi: "Dall'Italia danni dalle parole del governo"

Ma l'attenzione del board dell'Eurotower si sposta sull'Italia con parole di fuoco del presidente Mario Draghi sul governo gialloverde.

"Negli ultimi due mesi le affermazioni sono cambiate" più volte, "ora aspettiamo fatti, che sono la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare. A quel punto gli investitori si faranno la loro idea: purtroppo però abbiamo visto che le parole hanno creato danni con una crescita dei rendimenti" che hanno colpito "sia le famiglie che le imprese".

Moscovici: "Italia problema in zona euro"

Draghi ricorda come finora a Roma premier e ministri "hanno assicurato che l'Italia rispetterà le regole" ma le considerazioni di Draghi ricalcano quelle del commissario dell’Unione europea agli Affari economici Pierre Moscovici che ha chiesto al governo di Roma un legge di bilancio "credibile" per il prossimo anno, e l’impegno a continuare il processo di riforme.

"C’è un problema che è l’Italia nella zona euro. C’è bisogno di riformare l’economia. Roma resta il grande malato su cui si concentra l’attenzione (della Commissione Ue, Ndr) più che su chiunque altro".

Intanto, proprio in vista dell'inizio della discussione della legge di bilancio, il presidente della Bce ammonisce il governo italiano di non contare su una sua sponda nell'eventualità di sforare le regole europee sul deficit per finanziare investimenti statali: "Il mandato della Banca centrale europa è quello di assicurare la stabilità dei prezzi, non di assicurare che un deficit pubblico sarà finanziato ad ogni costo".

Moscovici: "Non c'è Hilter ma dei piccoli Mussolini"

In una conferenza stampa a Parigi all'indomani del discorso sullo stato dell'Unione di Jean-Claude Juncker e quando mancano 250 giorni alle elezioni per il rinnovo dell'Europarlamento, il commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici parla dell'ondata populista che potrebbe fare il pieno di voti alle prossime elezioni europee "senza dubbio come le più decisive da quelle del 1979 (le prime, ndr)"-

"Quando dico che ho paura", afferma, è pensando agli anni Trenta del Novecento. "Non c'è Hilter", ma se ci sono "dei piccoli Mussolini è da verificare", sostiene Moscovici, in un'allusione neanche troppo velata a Matteo Salvini, "il più nazionalista" dei ministro degli Interni, "in un momento in cui il suo Paese avrebbe più che bisogno della solidarietà europea".

Salvini conquista la copertina di Time

Il ministro dell'Interno ha concesso alla corrispondente del settimanale statunitense Time Vivienne Walt una lunga intervista. L'articolo tocca temi come immigrazione, lavoro, rapporti Italia-Russia e il nuovo movimento populista lanciato da Steve Bannon, capo stratega di Trump.

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