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Lunedì, 17 Gennaio 2022
VERSO LE ELEZIONI / 2 / Italia

Bersani: "Tagliare F35", ma un mese fa votò il loro acquisto

Bersani, "la nostra priorità non sono i cacci". Ma c'è chi gli tira le orecchie come Di Pietro: "Sono lacrime di coccodrillo, avete sempre votato a favore"

Un pomeriggio di ordinaria campagna elettorale. Al centro la questione della difesa, tra armamenti e fondi da investire. Prima la Camera ha dato il via al decreto legge di proroga delle missioni militari all'estero (il testo è passato a Montecitorio con 384 sì, 24 no e 13 astenuti, con il no compatto dell’Idv). Poi, affrontando il capitolo missioni, si è aperto il capitolo sul finanziamento al comparto difesa. Dentro Montecitorio la discussione, fuori le associazioni (Tavola della Pace, Sbilanciamoci e Rete Disarmo, ma anche numerosi gruppi della società civile) a sventolare le bandiere della pace. Con il ministro della Difesa Di Paola che in questo ultimo lembo di legislatura che è riuscito a portarsi a casa un piano di investimenti massiccio per quel che riguarda l’intero comparto militare, da qui ai prossimi 12 anni.

“E’ stato detto che questa riforma era improcrastinabile. Falso!”, ha sottolineato con asprezza il coordinatore della tavola della Pace, Flavio Lotti, candidato nelle liste di Sel. “Le Forze armate – ha continuato – hanno già subìto un taglio strutturale del 10% imposto da Monti per aggiustare i conti dello Stato e gli effetti della riforma Di Paola potranno dispiegarsi solo dopo il 2015. C’era dunque tutto il tempo per mettere a punto una riforma vera ed efficace, fatta nel rispetto delle persone e per il bene del paese”.

“Come dimostrano i dati della legge di stabilità approvata a breve: nel 2013 il comparto della Difesa riceverà in dote un miliardo in più del 2012 – gli fa eco Giulio Marcon della campagna Sbilanciamoci – alla faccia di tutti i tagli operati sulla spesa pubblica per altre e maggiori necessità come sanità, lavoro, welfare”.

BERSANI F35 – In tutto questo è montata la polemica sugli F35, tema carissimo alla sinistra vendoliana. Ed in campagna elettorale i temi cari agli amici fanno presto a diventare cari alle coalizioni. Soprattutto se queste colazioni hanno bisogno di sentire, per rimanere in asse, quel “profumo di sinistra” tanto caro a Vendola. Così nel pomeriggio prende la parola Bersani e prova a dar mano agli amici vendoliani: “Nell'ambito delle spese militari bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F35”, afferma il segretario del Pd ai microfoni del Tg2. “La nostra priorità non sono i caccia, la nostra priorità è il lavoro”. Tradotto, i 15 miliardi per gli aerei da guierra è meglio dirottarli altrove. Con Vendola che applaude su Twitter.

DI PIETRO – Peccato che il Pd poco prima avesse assecondato con il voto favorevole “l’urgenza” sul piano di investimenti di cui si è fatto carico il ministro. E così c’è chi glielo ricorda, come Antonio di Pietro che non perde un attimo per ricordare la storia al candidato premier del centro-sinistra: “Caro Bersani, si vede che siamo in campagna elettorale, visto che, fino ad oggi, avete approvato e sostenuto chi quegli F35 li ha comprati ed ha sprecato i soldi dei cittadini per i sommergibili e missioni di guerra. L'ultima perla di questo esecutivo è l'invio di personale e mezzi in Mali. È grave che, nonostante tutto, continui a dire di volerti alleare con Monti e tutti quegli esponenti di un governo guerrafondaio. Le tue, oggi, sono solo lacrime di coccodrillo, visto che il tuo partito ha sempre sostenuto le politiche di un governo che ha lavorato per le lobby delle armi”.

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