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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
VERSO LE ELEZIONI

Elezioni 2013: anche la presentazione dei simboli diventa un caso

Poca politica e molto spettacolo è ormai la norma. E così la fila fuori dal Viminale per depositare liste e alleanze si trasforma in un monologo di Beppe Grillo. Che strizza l'occhio ai fascisti del terzo millennio.

Ha colto l'occasione della coda fuori dal Viminale per presentare i simboli che correranno alle elezioni del 24 e 25 febbraio. E ha trasformato quello che normalmente è un semplice passaggio burocratico in uno show politico. Beppe Grillo, come d'abitudine, ha dato 'la stura' ai cronisti presenti per sbizzarrirsi in titoli belligerosi contro la solita casta.

Ma un passaggio dei suoi vari interventi, anziché far tremare i palazzi del potere, stanno scuotendo i già labili equilibri interni del Movimento 5 Stelle, già minato dai vari casi Favia, Salsi, Tavolazzi, Pirini.

Oltre agli attivisti del M5S, a fare la fila per tutta la notte per presentare i simboli per primi, c'erano anche 'quelli' di Casa Pound, formazione che si definisce chiaramente "fascista" anche se "del terzo millennio".

Finiti più volte sui media più per vicende di cronaca che di politica, i militanti di Casa Pound provano infatti la corsa alla Regione Lazio con una propria lista e un proprio candidato presidente. E così, come riporta Repubblica.it, al momento dell'incontro tra il candidato di Casa Pound, Simone Di Stefano e il leader del Movimento 5 Stelle è scoppiato l'idillio.

"Avete idee condivisibili, alcune più, alcune meno" ha spiegato Grillo. "Ma se un ragazzo di Casa Pound vuole entrare a far parte del Movimento, non vedo problemi oggettivi".

IL CASO - "RUBATI" I SIMBOLI DI GRILLO E INGROIA

Al che, i cronisti presenti chiedono a Grillo se si considera o meno antifascista: "È un problema che non mi compete, questo è un movimento ecumenico, se un ragazzo di Casa Pound volesse entrare nel Movimento Cinque Stelle e ha i requisiti, ci entra". E ancora: "Questa è democrazia". Poi scambia con il candidato di Casa Pound alla Regione Lazio alcune idee di politica economica: "Non possiamo non essere d'accordo sui concetti".

SPUNTA ANCHE UNA "FINTA" LISTA MONTI

Poche parole, ma il caso è scoppiato. La rete, e molti attivisti del Movimento 5 Stelle, si interrogano sulle parole di Grillo. Avere tra le proprie fila chi si definisce "fascista", anche se 'solo' del "terzo millennio", è una cosa che a molti grillini non può far piacere.

"ENTREREMO IN PARLAMENTO". "Noi il Parlamento lo apriamo come una scatola di tonno, sarà trasparente" assicura il comico. "Quando entreremo in Parlamento loro sono morti, lo sanno. E per questo - aggiunge - ci fanno tutte queste difficoltà".

"Quando un ladro lo metti sotto i riflettori non ruba più, noi siamo completamente diversi dagli altri. Io - aggiunge Grillo - voglio una nazione con uno Stato dentro, ci saranno i cittadini. Una madre di tre figli gestirebbe l'economia meglio di questi cialtroni qua". Poi l'accusa ai giornalisti: ""Il Movimento 5 Stelle si presenta alle elezioni con tutto il sistema contro, in modo così plateale e compatto da rendere l'informazione grottesca, surreale".

Poi il consueto violento attacco al sistema. "E' un sistema che sta collassando, è tutto marcio - ha detto - se va avanti così ci sarà una rivoluzione violenta. Quando guardo i politici di oggi, mi chiedo: ma presidente di cosa, ministro di cosa? Hanno l'1,5% e credono di rappresentare qualcuno".

IN CODA AL VIMINALE. Non sono in tantissimi quelli che, simboli alla mano, hanno atteso davanti al Viminale le ore 8: a quell'ora è infatti iniziata la procedura di deposito dei contrassegni delle liste, le dichiarazioni di collegamento in coalizione e del programma elettorale, con l'indicazione del candidato premier.

I primi ad entrare sono stati i (pochi) attivisti del il Movimento associativo italiano all'estero (Maie), al Viminale da lunedì scorso alle 8,30; i sostenitori si sono alternati giorno e notte per mantenere la posizione. Non sono mancati - come d'abitudine - simboli originali come quello del Movimento poeti d'azione, i quali vorrebbero la fantasia al potere, o il Movimento italiano per i disabili e i meno abbienti. In fila anche i rappresentanti del partito di Mario Monti e di quello di Ingroia.

Vi sono addirittura due 'Partito pirata' che si contendono la primogenitura del nome: uno dei due ha come presidente onorario Johnny Depp. La presentazione dei simboli andrà avanti fino alle ore 16 di domenica 13.

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