Lunedì, 20 Settembre 2021
Elezioni Italia

Elezioni, Fontana insiste con la razza: "E' anche in Costituzione, allora cambiamola"

L'ex sindaco di Varese, esponente moderato della Lega, candidato per il centrodestra a governatore della Lombardia, torna sul tema della razza dopo le esternazioni a Radio Padania. E cita l'articolo 3 della costituzione

Il candidato presidente per il centrodestra in Lombardia Attilio Fontana in occasione dell'apertura della sua campagna elettorale a un mercato di San Maurizio al Lambro, zona periferica di Cologno Monzese, alle porte di Milano, 11 gennaio 2018. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Così recita l'articolo 3 della Costituzione italiana e proprio sulla citazione del termine razza si appella il candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia, Attilio Fontana, che domenica aveva suscitato un vespaio di polemiche per aver messo all'indice i migranti che a suo dire metterebbero in pericolo la razza bianca.

Dopo la parziale marcia indietro, "un lapsus" è stata la sua migliore difesa, Fontana è tornato sull'argomento affermando che il problema dell'immigrazione va affrontato e parlando a TgCom: "Dovrebbero cambiare anche la Costituzione perché è la prima a dire che esistono razze". 

E in effetti l’articolo 3 della Costituzione italiana recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza". Lo stesso Istituto Italiano di Antropologia aveva contestato questo articolo e, con un documento approvato all’unanimità dal suo Consiglio Direttivo il 23 ottobre 2014, ne chiese la sostituzione.

Perché non è corretto distinguere gli uomini in razze

Da un punto di vista scientifico l’unico termine che identifica gli esseri umani è specie, mentre il termine "razza" è improprio. Nella zoologia moderna, il termine "razza" si applica solo agli animali domesticati selezionati dall’uomo con incroci specifici effettuati al fine di ottenere particolari caratteristiche. Per definire invece le differenze, a volte sottili, altre marcate, tra gli animali che, pur se appartengono alla stessa specie hanno caratteristiche fisiche diverse, si usa invece il termine "unità tassonomica". La "specie" poi identifica quegli animali (o vegetali) che incrociandosi tra loro generano potenzialmente una prole illimitatamente feconda.

Il "catalogo razziale" generalmente usato, che divide l’umanità in australoidi, europoidi, mongoloidi e negroidi è basato sostanzialmente sull’origine geografica e su caratteristiche fisiche, come colore della pelle, dei capelli e degli occhi,  risultato di processi adattativi a livello di specifici geni rispetto a fattori ambientali e non hanno nessuna relazione con comportamenti sociali o qualità morali ed intellettuali.

Un catalogo che l'Antropologia Generale non ritiene più valido anche se l’Antropologia Forensica continua ad usarlo poiché utile per classificare nell'immediato l’aspetto fisico generale del defunto.

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