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Sabato, 22 Gennaio 2022
Partito democratico

Caos nuovo governo - La soluzione o il problema? Renzi spacca il Pd

Il rottamatore da Fazio prima attacca 'l'interno' - "Non sono ottimista sul futuro governo Bersani" - poi elogia 'l'esterno': "Bella la partecipazione nel M5S". La risposta di Fassina: "Non rispetta la comunità di cui fa parte".

Il senso del 'Renzi pensiero' dalla poltrona dello studio di Fabio Fazio è semplice: "Se non ci sarà governo Bersani sarà giocoforza molto naturale che si torni a votare. Io sono per qualsiasi soluzione che dia chiarezza. Che siano le elezioni o che sia un governo che faccia un piano per il lavoro e una legge elettorale".

Riguardo la possibilità di un governo di larghe intese, Renzi ha spiegato di non credere "alla possibilità di un governo pd-pdl, almeno in un governo politco. La soluzione migliore in un Paese normale è che il giorno dopo le elezioni sai chi ha vinto".

GRILLO. Quindi, mano tesa al M5S ma non a Grillo: "Se Grillo si leva la maschera e decide di fare un governo con Bersani, per carità di Dio... Magari chiariamoci su che cosa vuol dire uscire dall'Euro. Perché la mia opinione è che ci sia poca Europa".

"Nel Movimento 5 stelle di bello c'è che con la partecipazione popolare sta facendo passare un messaggio che il cittadino, anche attraverso il suo contributo con le mail, è importante".

"Il pd - ha osservato Renzi - questa cosa l'ha fatto, poi si è un po' fermato. Se oggi c'è il 46 per cento di donne in Parlamento si deve a questo sforzo del Pd. Non mi preoccupa la discussione interna al pd, ma l'Italia. Se un partito politico rinuncia a coinvolgere i cittadini vuol dire che ha perso la faccia. Speriamo che noi riusciamo a coinvolgerli".

GLI 'OTTO PUNTI'. Secondo Renzi "tutto il Pd ha detto a Bersani di andare avanti con il tentativo degli otto punti di programma da realizzare col prossimo governo. Speriamo che ce la faccia, io non sono molto ottimista ma spero di aver torto. Gli otto punti del pd vanno bene anzi ne aggiungo un altro: aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti, non un atto di demagogia ma un atto di serietà. Non è demagogia ma rimettersi in sintonia con il Paese".

"Se non facciamo subito qualcosa di concreto nei prossimi sei mesi - ha aggiunto il sindaco di Firenze - se non paghiamo semplicemente i debiti della pubblica amministrazione, che sono bloccati dal patto di stabilità, perdiamo tra i tre e cinquecentomila posti di lavoro".

PRIMARIE. Renzi si dichiara poi "assolutamente" a favore delle primarie nel Pd se si dovesse andare al voto anticipato a giugno prossimo. E a Fabio Fazio che gli ha chiesto se ci sarebbe tempo per le primarie in caso di voto a giugno, Renzi ha replicato: "Assolutamente sì. Il tema delle primarie è fondamentale".

IL PD SI SPACCA. "Lui preferisce terapie individuali". Lo dice Stefanno Fassina, parlando di Matteo Renzi in una intervista a Repubblica. "Renzi mostra scarso rispetto per la comunità di cui fa parte e cavalca spregiudicatamente l'antipolitica, provando a ridicolizzare il Pd in una situazione certamente difficile", spiega il responsabile Economia del partito. 

"Gli organismi dei partiti democratici discutono e preoccupano le scorciatoie degli uomini soli al comando", dice ancora Fassina spiegando anche che "a Grillo il Pd non offre nulla, perchè non è proprietrario di nulla. Alla luce del sole si cercherà di comporre il quadro uscito dalle urne". Infine, sul finanziamento ai partiti, l'esponente del Pd specifica: "Inseguire Grillo su queste posizioni non porta da nessuna parte". 

BERSANI vs RENZI. Pier Luigi Bersani, riunendo lunedì deputati e senatori del partito, lancerà un appello a tutte le altre forze politiche per condividere le presidenze delle Camere e delle commissioni. Un modo, secondo il leader Pd, per stanare i grillini e cercare un canale di dialogo.

Canale al quale però non crede affatto Matteo Renzi, in generale scettico sulla riuscita del tentativo del Pd per un governo di minoranza. 

Intanto contatti con gli altri partiti, M5s escluso, sono già in corso. Il presidente della Provincia di Trento, il montiano Lorenzo Dellai, conferma i rumors secondo i quali tra Pd e Scelta Civica si ragiona per l'assegnazione di una delle due presidente ad un esponente dell'area montiana. 

In realtà il vero obiettivo di Bersani è incalzare i grillini, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità a partire dai ruoli istituzionali per arrivare ad un possibile governo. 

Bersani non vuole farsi mettere all'angolo da pretendenti e capi-corrente e per questo ha deciso che saranno i parlamentari, in larghissima parte bersaniani, a decidere quali ruoli e con chi sia meglio condividere responsabilità istituzionali. Chi non crede che questa strategia possa aiutare un futuro appoggio del M5S ad un governo di scopo è Matteo Renzi, che ormai sembra aver rotto gli indugi rispetto ad una linea di non belligeranza verso Bersani. "Non vorrei che lo scilipotismo - avverte - diventasse la caccia al grillino perchè lo abbiamo contestato quando lo facevano altri".

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