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Sabato, 22 Gennaio 2022
Verso il 24 e 25 febbraio / Italia

Elezioni politiche 2013: Storie da una campagna elettorale di ordinaria follia

La lettera che rimborsa l'Imu di Berlusconi, il caso Giannino, il Pd che non vuol far altro che 'smacchiare il giaguaro', il canino di Monti, Grillo che scappa da Sky e il video omofobo degli uomini della Meloni. Tutto questo è la "pazzia da urna".

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…..”, finte lettere per il rimborso dell’Imu, giaguari da smacchiare, lauree mai conseguite, teneri cagnolini da accarezzare, fughe di fronte alle telecamere. E tutti quei momenti andranno perduti dentro la cabina elettorale. È tempo di votare.

Sporcare una poesia scritta su pellicola come il monologo finale di Blade Runner, infarcendolo di castronerie da campagna elettorale, forse è ancora più grave delle castronerie stesse. Ma visto che la questione comincia ad essere tragicomica, almeno facciamoci due risate.

LETTERA IMU – A cominciare dalla trovata di Silvio Berlusconi sempre più evergreen: prendere un canovaccio amministrativo – con tanto di “modalità e tempi per accedere nel 2013 al rimborso dell’Imu pagate nel 2012 sulla prima casa e sui terreni e fabbricati agricoli” – e spedirlo nelle cassette postali di milioni di italiani passerà agli annali. Di volantini o slogan su carta su cui sono condensate le proposte e i punti chiave dei programmi è pieno il mondo e l’Italia. È la prima volta tuttavia che una promessa elettorale si trasforma in una cambiale in bianco con gli italiani.

Il linguaggio degli uffici, le direttive tecniche, una missiva tanto studiata da indurre uno sguardo distratto al fraintendimento. Ve lo immaginate se tra tutti i riceventi una persona, anche una soltanto, si presentasse ad uno sportello comunale per presentare il conto allo Stato. L’apoteosi.

GIAGUARO – Questa volta però Silvio non è il solo al fronte. Nel Pd va di gran moda il cavallo di battaglia di Bersani: “smacchiare il giaguaro”. Nel bersanese il giaguaro è il Cavaliere, ma più ancora il berlusconismo. Crozza ne fa un tormentone con tanto di accento emiliano e gli strateghi del Partito Democratico ne fanno una bandiera. È ovunque e pare strano che ancora il merchandising di settore non ne abbia approfittato. Ma se l’opportunità per adesso è sfuggita ai designer i geni della comunicazione democratica hanno colto la palla al balzo. Ieri infatti la pagina web ufficiale del Pd ha proposto il gioco più simpatico della storia repubblicana, lo ‘smacchia bufala’.  Un disegno di una bufala abbozzato e dieci mozzarelle da cancellare: le 5 facce degli avversari di Bersani da collegare a 5 promesse ‘patacca’. Una volta finito, con tanto di timer per misurare la prontezza del giocatore, compare una scritta avvincente: “Grande. Hai smacchiato la bufale ora smacchiamo il giaguaro”.

Uno dice, potrebbe bastare. E invece no, la fenomenologia del giaguaro non ha confini. Prima ci si è messo Bruno Vespa che, colto dalla febbre del giaguaro, ha regalato a Bersani, ospite di Porta a Porta, un pupazzo del felino maculato. Un momento di televisione altissimo. Poi in mattinata ci ha pensato il Pd a trasformare la barzelletta in tragedia. Si perché va bene tutto ma prendere in prestito un simbolo del rock come ‘We Will Rock You’ dei Queen per cadenzare il grido “lo smacchiamo, lo smacchiamo”, senza neppure mettere in salvo la schitarrata di Brian May è un peccato pressoché mortale.

Finita qui? Neppure per sogno, il festival del volo rasoterra è solo all’inizio. C’è infatti un video che ha cominciato a circolare su youtube che definirlo di cattivo gusto parrebbe un complimento. Si tratta di una clip pensata da i due capolista in Veneto di Fratelli d’Italia, il nuovo partito fondato da Meloni, Crosetto e La Russa: nella fattispecie il candidato al Senato Raffaele Zanon e alla Camera Alberto Romano Pedrina. Nel breve ‘messaggio’ i due decidono di fare la parodia gelida, da pelle d’oca e bocca aperta, della coppia gay ospite alla prima serata di Sanremo. Il notturno di Chopin, due persone sedute l’una accanto all’altra ed una frase che più omofoba non si può: “Vota con la testa e con il cuore, non votare con il culo”. Che dire, a volte rifugiarsi nelle parole e nella note di ‘Povera Patria’ di Battiato diventa davvero inevitabile.

C’è però ancora spazio nella carrellata di ‘ricordi’. Come dimenticare quel tenerone di Mario Monti che dalla Bignardi si prende quel cagnolino in braccio e l’accarezza come un nonnino contento. E come è possibile non citare, anche qui la cosa è molto più seria, la vicenda di Oscar Giannino e del suo curriculum da ‘sbianchettare’. Pensando al già ex portabandiera di Fare per Fermare il Declino vien da pensare a una massima di Nenni: “C’è sempre uno più puro che ti epura”.

Infine Grillo. Non c’è di mezzo un video vigliacco o un giochino alla FarmVille. Si tratta della mancata intervista promessa a Sky e poi, poche ore prima che si accendessero le telecamere, negata. Un po’ di mistero, giustificazioni fumose, e quella sensazione di aver perso un’occasione, quella delle domande e delle risposte. Il sistema mediatico è corrotto, i giornalisti maniscalchi dei poteri forti, e Grillo che si lascia sfuggire la possibilità di smascherare il trucco…. Che alla fine Montanelli avesse ragione? Che ci sia davvero bisogno di turarsi il naso?

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