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Martedì, 25 Gennaio 2022
Movimento 5 Stelle

Grillo chiude al Pd: "Mai con loro o lascio la politica"

Il leader del Movimento 5 Stelle lancia l'avvertimento su Twitter: "Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica"

ROMA - "Mai col Pd": un cinguettìo che sa di ultimatum a chi vorrebbe un appoggio "esterno" dei grillini ai democratici, su determinati punti. L'alleanza non s'ha da fare.

Beppe Grillo, che non era presente ieri alla nuova riunione dei neoeletti svoltasi a Roma, ha lanciato il suo avvertimento via Twitter: "Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica".

I 5 STELLE VOGLIONO IL GOVERNO - Nella riunione di ieri in un hotel dell'Eur, i neoparlamentari del M5S hanno annunciato che chiederanno a Napolitano un governo 5 stelle. Il capogruppo al Senato Vito Crimi ha dichiarato: "Al presidente Napolitano chiederemo un governo del M5S. Se Napolitano accetta un governo 5 stelle deve accettare 20 punti di programma, non un nome. Prima viene il programma, poi il nome". Rincara la dose il capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi, nella conferenza stampa dopo l'assemblea: "Non ci sarà nessun referendum su un'eventuale alleanza con il Pd, nessuno l'ha chiesto".

"Non ci sono e non ci sono mai stati margini per alleanze con i partiti, non faremo la stampella di nessuno", ha ribadito la Lombardi, escludendo l'ipotesi di appoggio ad altri esecutivi "che non siano un governo a Cinque Stelle".

Il Movimento si prepara per le consultazioni al Quirinale: "Non abbiamo deciso ancora il nome del nostro premier perché, per noi, l'importante è lavorare sui 20 punti del nostro programma: se Napolitano dovesse accogliere la nostra proposta, noi saremo pronti a comunicare il nome", ha concluso Crimi.

NESSUNA "MARCIA SU ROMA" - I parlamentari del Movimento hanno poi bocciato a maggioranza la proposta di una "passeggiata di accompagnamento" dei parlamentari a Roma in occasione dell'insedimamento delle Camere. La proposta del neoeletto a Roma, Di Battista, prevedeva che venerdì mattina alle ore 8.30 si svolgesse una passeggiata da piazza del Popolo passando da via di Ripetta fino a palazzo Madama. Crimi ha motivato cosi la sua contrarietà: "Non siamo bambini al primo giorno di scuola, abbiamo una dignità, siamo persone serie, non dobbiamo dare l'immagine di una marcia di vittoria, andiamo lì a lavorare". Altri parlamentari contrari hanno suggerito di stare "attenti a chi ci accomuna a CasaPound, è sbagliata la marcia in termini di comunicazione". Quindi l'assemblea ha votato per alzata di mano e due terzi si sono espressi contro la "passeggiata".

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