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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Movimento 5 Stelle

Grillo come Napoleone: "Non facciamo patti"

Non parla con la stampa italiana e sulla comunicazione i grillini spiegano: "Decide lo staff". Cioè Casaleggio. Ma al New York Times il comico genovese spiega: "Non assicureremo la stabilità di un futuro governo italiano"

"Alle consultazioni al Quirinale andrà Beppe". A spiegare che, per il Movimento 5 Stelle, l'unico 'con i poteri' per discutere con Giorgio Napolitano sul futuro governo italiano è Grillo è Massimo Artini, neoparlamentare toscano 'grillino'. Che poi precisa: "Con lui ci saranno anche i capigruppo di Camera e Senato. Chi saranno i due coordinatori dei parlamentari del Movimento è ancora presto per dirlo. Quel che è certo è che a Napolitano difficilmente Beppe Grillo assicurerà un voto "di stabilità".

La conferma arriva direttamente da Beppe Grillo che in un'intervista al New York Times si paragona addirittura a Napoleone Bonaparte. "Sarebbe inammissibile" ha spiegato Grillo "assicurare la stabilità di un futuro governo italiano".

Da qui il paragone: "E' come se Napoleone facesse un patto con Wellington". Quindi la conferma: nessun piano 'di governo' ma un solo obiettivo, raggiunto. "Eliminare un sistema che ha disintegrato il Paese" e "costruire qualcosa di nuovo che ripristini in Italia una vera democrazia partecipativa".

LA PREVISIONE DI GRILLO: "CORRADO PASSERA PROSSIMO PREMIER"

GRILLINI A ROMA. Prima sparsi tra la folla di 'turisti' in visita a Montecitorio. Quindi riuniti all'hotel Saint john di Roma per fare il punto e conoscersi. Oggi, invece, è (dovrebbe essere) il giorno di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Dopo i tre minuti di interventi 'a parlamentare' di domenica per strutturare la comunicazione interna tra gli eletti, l'attesa è tutta per i rapporti con la stampa. E' questo ciò di cui si dovrebbe discutere oggi alla presenza di quello che viene chiamato "lo staff", ovvero Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio su tutti.

Come dice candidamente un eletto siciliano: "Casaleggio ha costruito un impero, ne sa più di noi, parliamone con lui". E un altro eletto aggiunge: "La linea comunicativa da tenere all'esterno ci verrà data domani (lunedì, ndr). I giornalisti - è il consiglio ai 'colleghi' - prendeteli per il culo come ho fatto io oggi, divertitevi... Tanto la nostra notorietà durerà 15 giorni, poi i parlamentari normali non se li fila più nessuno, non sono come i ministri: Scilipoti lo conoscevano tutti solo perchè ha tradito...".

E soprattutto, è il consiglio di un altro eletto, "non tutto quello che diciamo o facciamo lo possiamo riportare all'esterno. Per ora affidiamoci allo staff e al blog". Insomma, "la linea di comunicazione all'esterno ce la darà Beppe, ma noi ci siamo con le nostre facce: basta gossip da pizzeria, pasta parlare con la stampa. Sì invece al feedback con chi ci ha eletto, scrivete sulla vostra pagina Facebook". E soprattutto, è il suggerimento di un altro eletto, "sulla mail ufficiale di Camera e Senato dobbiamo rispondere ai cittadini".

Di temi politici come le alleanze future e la linea da tenere in Parlamento non si discute affatto. Ma qualche perplessità inizia a serpeggiare. Come quella di Paola Taverna, eletta al Senato nel Lazio: "Tutti mi chiedono cosa faremo. E a me la chiusura non piace: da una parte siamo un modello di apertura, e poi ci chiudiamo? Dobbiamo dire qualcosa ai milioni che ci hanno portato qui, la gente vuole sapere che intenzioni abbiamo. Non perdiamo le persone che ci hanno portato qua: è la gente che deve fare politica e noi siamo dei portavoce. Oppure moriamo in tre mesi". La questione delle alleanze e dei possibili 'tradimenti' esce fuori solo come battuta, quando è il turno di intervento di Vincenzo, che però non risponde alla chiamata. E qualcuno scherza: "E' già passato al Pd...".

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