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Martedì, 20 Febbraio 2024
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Elezioni politiche 2013: Fatto il governo al via il "toto Quirinale"

Il nuovo Parlamento dovrà eleggere il presidente della Repubblica. I "montiani" vorrebbero un Napolitano bis. Il centrosinistra Prodi. Lungo l'elenco dei papabili: da Amato a Marini, dalla Bonino alla Finocchiaro. Fino allo stesso Monti.

Uno dei primi atti che il nuovo Parlamento dovrà portare a termine sarà scegliere il nuovo presidente della Repubblica. Per questo il "toto Quirinale" è più aperto che mai.

Mario Monti non vuole dare un suo nome per il Quirinale ma ribadisce la sua preferenza per Giorgio Napolitano, anche se il diretto interessato ha già detto di non essere disponibile ad un secondo mandato: "Se candidato a questo stadio vuole dire soluzione preferita, mi permetto di ribadire l'indicazione che ho già dato", dice in una video intervista a Tmnews. E su Napolitano dice: "Credo che sia stata una soluzione molto positiva per il Paese e mi auguro che possa continuare".

Poi, però, Monti ha aperto all'idea di una donna al Quirinale. E il nome più gettonato, in questo caso, è quello di Emma Bonino. La "suggestione rosa" ha però anche altre candidate già in una pole position virtuale, da Anna Finocchiaro ad Annamaria Cancellieri.

Togliendo la gonna e rimettendo i pantaloni al nuovo inquilino del Colle, ecco che spiccano le figure di alcuni candidati già più volte evocati. C'è Romano Prodi, che ha smentito di avere nel suo orizzonte il Quirinale ma la cui presenza sul palco di Milano domenica è stata letta da alcuni osservatori come un viatico per il Colle.

I candidati alla Presidenza della Repubblica

C'è Giuliano Amato, apprezzato dai diversi schieramenti e anche dallo stesso Napolitano. C'è Franco Marini, che molte fonti del Transatlantico vedono come asso nella manica in caso di stallo nelle votazioni.

Quello che ormai appare scontato è che Mario Monti non sia piu' un candidato sostenuto dal Pd, senza il cui voto difficilmente potrebbe salire sullo scranno più alto. Per lui più probabile un ministero di rilievo o anche la presidenza del Senato.

Una poltrona questa, che, insieme a quella della Camera (dove in realtà al momento il Pd, in caso di vittoria, avrebbe destinato Dario Franceschini), sarà il vero banco di prova per le trattative che porteranno a un nuovo inquilino del Quirinale.

Molto, innanzitutto dipenderà dal voto e dagli equilibri che esso consegnerà alle forze politiche. E quindi alla scelta che il vincitore dovrà fare: tenere entrambe le presidenze delle Camere o assegnarne una a una forza di opposizione. Solo dopo, valutata anche l'ipotesi di un esponente della società civile per rispondere alla probabile forza dell'antipolitica nelle urne (e qui il nome caldo è il 'grillino' Dario Fo), si procederà alle votazioni del Presidente della Repubblica. Segnatevi questa data: 15 aprile.

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