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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politiche 2013 Italia

Elezioni politiche 2013: Monti perde e occupa Palazzo Chigi

Non era mai accaduto che un premier uscente, e per di più "tecnico", scegliesse di rimanere seduto nella sede del Governo ad aspettare e commentare i risultati

Alle 19:00 di un pomeriggio all’italiana, con una legge elettorale all’italiana, con un solo vincitore morale, Grillo, ma senza un governo, Mario Monti si scopre indiano. Con tanto di Fort Apache, Palazzo Chigi. Per la prima volta della storia repubblicana gli italiani sono stati chiamati alle urne in inverno (problemi di mal tempo annessi). Per la prima volta un premier uscente ha atteso i dati elettorali asserragliato all’interno della sede istituzionale dell’esecutivo, o meglio, nella residenza dedicata al primo ministro.

Era atteso per le 18.30 nel quartier generale di Scelta Civica, il Professore, visto il tonfo patito alle urne, ha scelto di rinchiudersi nelle sue stanze in attesa che si chiariscano i dati delle elezioni. Con lui il ministro Andrea Riccardi , il portavoce dei montiani Mario Sechi.La storia a volte è davvero beffarda. Mario Monti non è mai stato eletto. Senatore a vita per meriti sul campo, messo da Napolitano alla guida del Paese per colpe della politica, ha provato la via delle elezioni dopo aver condotto la supplenza dei tecnici. Ma la “salita in campo” non ha pagato. I sondaggi lo davano ampiamente sopra il 10%, fino a sfiorare il 15%. Da qui l’asse con Bersani, come unica via per oltrepassare con slancio il guazzabuglio al Senato. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Per adesso Scelta civica, il Centro, varcherebbe la soglia di Palazzo Madama con appena 9 senatori. Pensare ad una coalizione con questi numeri, la famosa famiglia allargata tra Vendola e Bersani regolatore di traffico, è roba da ridere.

Sono i numeri che fanno franare le certezze e gli orizzonti di ieri. Grillo ha spolpato ogni possibile via di intesa. Il centro – sinistra vince e vincerà alla Camera, come previsto. Ma non avrà i numeri al Senato. Non solo, alla fine potrebbe essere la seconda forza in aula. Monti e la sua decina di seggi, praticamente inutili alla causa del centro – sinistra. Cosa rimane: o la via tecnica, fatta da nuovi professori, e con una nuova guida (Monti è bruciato nei numeri, lo dice la democrazia e i suoi voleri), appoggiata da Pd e Pdl. O la via di nuove elezioni visto che Grillo difficilmente si metterà a sedere sia con Bersani che con il Cavaliere. E un’ultima immagine: Monti aggrappato alle stanze di Palazzo Chigi. Per l’ultima volta.

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