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Lunedì, 24 Gennaio 2022
ELEZIONI

Lo tsunami elettorale di Grillo spaventa i mercati: "Addio crescita"

Dopo la Reuters e il suo punto sulle elezioni dal titolo "Comunque vada il voto, Roma brucerà", ecco l'allarme di Standard&Poor's: un Senato ingovernabile "farà perdere terreno all'Italia"

L'allarme lo ha suonato la Reuters: "Comunque vada il voto, Roma brucerà". Il motivo? Gli investitori finanziari tifano per un governo Bersani dal retrogusto montiano. Ma la realtà, lunedì sera, potrebbe essere ben diversa.

Le possibilità che un governo Bersani-Monti possa prendere in maniera salda le redini del paese sono scese dal 50-60% di inzio mese al 20-30% di oggi. Monti e Bersani saliranno a Palazzo Chigi - la previsione della Reuters - ma non avranno i numeri per un governo "fote e stabile, riformista". Tutta "colpa" di Beppe Grillo che riempirà il Parlamento "di voti nuovi, insesperti, "anti sistema" che si rifiuterà di trattare con altri politici e perfino con il Governo".

Il che porterà l'Italia a continuare "sulla china del lento e costante declino economico". Un declino "che continuerà indipendentemente dal risultato elettorale".

GRILLO SI PREPARA A INVADERE ROMA

Dopo la Reuters, ecco Mario Monti: "Grillo esprime le preoccupazioni che io esprimo. Io sono così insoddisfatto della politica bipolare e tradizionale quanto le piazze di Grillo. La differenza è che lì c'è la protesta come da noi, ma stento a vedere la proposta che possa migliorare l'Italia. Le persone che votano Grillo e voterebbero sì a un referendum sull'uscita dell'Italia dall'euro, poi dovrebbero riempire delle piazze ancora più grandi per protestare contro lo stato catastrofico in cui l'Italia entrerebbe. Ci vogliono proteste ma anche proposte".

Una lettura, quella del premier uscente, evidentemente dettata da quelle agenzie di rating e da quegli investitori a lui tanto vicini. Non a caso Standar&Poor's ha addirittura dedicato un commento politico alla situazione italiana: "C'è il rischio che dopo le elezioni del 25 febbraio ci possa essere una perdita di slancio sulle imporanti riforme strutturali necessarie per migliorare le prospettie di crescita".

Il faro dei mercati sul voto italiano, dopo la Reuters, fa uscire allo scoperto S&P mentre, a meno di una settimana dal voto, la forte affermazione attesa per il Movimento 5 Stelle potrebbe scompaginare i giochi per le principali formazioni, con il Pd dato dai sondaggi per favorito ma con una maggioranza a rischio al Senato. "L'implementazione delle misure per rilanciare le prospettive di crescita del medio termine - scrive Moritz Kraemer, responsabile di S&P per i rating sovrani di Europa, Medio Oriente e Africa - dipende dalla forza del mandato che il prossimo governo in tutti e due i rami del Parlamento".

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