Mercoledì, 28 Luglio 2021
Elezioni Politiche 2018 Italia

Espulsi dal Movimento 5 stelle in 9 sono stati comunque eletti in Parlamento

C'è chi non ha fatto neppure campagna elettorale: Di Maio aveva ritirato loro il simbolo ma nonostante le accuse di non aver restituito parte dello stipendio o di aver contravvenuto alle regole di autodisciplina del M5s entreranno alla Camera e Senato, per sedersi dove?

Fuori dal Movimento 5 stelle ma dentro il Parlamento: tra gli eletti in Parlamento anche molti componenti della pattuglia dei candidati 5 stelle sfiduciati dal Movimento. Un caso per tutti, a Pesaro Andrea Cecconi, tra i primi a finire nella bufera della rimborsopoli, ha vinto contro il ministro Minniti praticamente senza fare campagna elettorale.

Ma non è il solo, una piccola pattuglia di ex M5s siederà in Parlamento. Al termine dello spoglio, risultano eletti in tutto nove tra senatori e deputati allontanati a vario titolo dal Movimento dal capo politico Luigi Di Maio: sono i deputati uscenti finiti nella tempesta della mancata restituzione di quota dello 'stipendio', ma anche per vicinanza alla massoneria o per indagini 'nascoste' al momento della presentazione dei curricula per la candidatura. 

Maurizio Buccarella, già vicepresidente della commissione Giustizia del Senato, coinvolto nella vicenda della restituzione degli emolumenti, ha rinunciato alla proclamazione, ma l'operazione non è "andata a buon fine" risulta nell'elenco del Ministero della Giustizia fra coloro che sono stati richiamati a Palazzo Madama. Siederà nel gruppo Misto, non volendo avvicinarsi a nessun altra formazione, e, spiega lavorerà per portare avanti il progetto dei 5 Stelle. 

In Senato è stato rieletto anche Carlo Martelli, finito sotto accusa del programma Le Iene per "revocato i bonifici con cui restituiva parte dello stipendio al Ministero per lo Sviluppo Economico". Martelli è stato allontanato dal gruppo parlamentare e sul blog del M5S è stato dichiarato che il senatore ha poi regolarizzato i bonifici restituendo i soldi mancanti.

In Parlamento entra anche Catello Vitiello che vince a Castellamare nonostante Luigi Di Maio gli avesse impedito di utilizzare il simbolo per via della sua iscrizione ad una loggia massonica

Anche Silvia Benedetti e Giulia Sarti, deputate uscenti, sono finte nella stessa polemica. Un boomerang per gli altri partiti, ha sempre sostenuto Di Maio, rivendicando che solo il Movimento ha restituito 23 milioni allo Stato. Il deputato pentastellato Giulia Sarti - toccata dal caso rimborsopoli - avrà il suo secondo mandato da parlamentare grazie al paracadute nel listino proporzionale.

Non hanno ottenuto i voti necessari all'elezione Emanuele Cozzolino, uscente dalla Camera, e la senatrice Elisa Bulgarelli. A Reggio Calabria per il Senato non ce la fa per un soffio l'altro candidato in odore di massoneria Bruno Azzerboni. Fuori a Lucca anche Piero Landi.

In Senato anche Emanuele Dessì finito nella polemica per l'irrisorio affitto mensile della sua abitazione. 

Tra gli eletti anche Antonio Tasso ha vinto con il 40% nel collegio di Cerignola il seggio alla Camera. Era finito in una vicenda di Cd non originali salita agli onori delle cronache.

Sempre tra gli sfiduciati dal Movimento il presidente del Potenza calcio, Salvatore Caiata, espulso una decina di giorni fa dal Movimento perché non aveva inserito nel curruculum il fatto di essere indagato per riciclaggio. "Io espulso dai Cinquestelle? Per ora è stato avviato un procedimento di espulsione. Io però non rinuncio alla mia elezione, perché dovrei rinunciarci? Ho fiducia affinché la cosa si possa ricomporre velocemente in modo che possa tornare all'interno del Movimento”. dice Caiata ospite di Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora

"Io non ho un'indagine in corso, l'ho avuta, ora è finita. Mi aspetto che arrivi l'archiviazion. Ci sono ancora due settimane prima dell'insediamento delle camere, magari le cose si chiariranno. Mi impegnerò a fare quanto ho detto a prescindere dal banco in cui mi siederò"

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