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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Elezioni Politiche 2018 Italia

Di Maio vuole tagliare gli stipendi dei parlamentari ma scivola (ancora) sui congiuntivi

Quattro errori in tre righe: il capo politico pentastellato inciampa ancora sulla grammatica. Il caso rimborsopoli agita ancora il Movimento mentre Di Maio annuncia di voler denunciare per danno d'immagine i candidati "massoni"

Due congiuntivi sbagliati e altri errori in tre righe: Luigi Di Maio prova a scrollarsi di dosso lo scandalo dei rimborsi ma scivola sulla grammatica. Il candidato premier del Movimento 5 stelle ha lanciato la proposta di dimezzare lo stipendio dei parlamentari come primo atto politico del Movimento 5 stelle da presentare in Parlamento subito dopo le elezioni. Ma nel video che pubblicizza l'iniziativa Luigi Di Maio sventola un foglio infarcito di strafalcioni.

Elezioni, Di Maio: "Dimezzare gli stipendi"

“a far votare in Parlamento a tutto il gruppo parlamentare che rappresento, un (una, ndr) legge che dimezza (invece che dimezzi, ndr) le indennità dei Parlamentari e introduce (introduca, ndr) la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa (spese, ndr)”.

Due congiuntivi spariti, "una legge" che diventa maschile e "spesa" al posto di spese: refusi o meno, urge un correttore di bozze.

Massoni in lista, Di Maio denuncia per danno d'immagine

In un video pubblicato sempre su Facebook Luigi di Maio annuncia inoltre iniziative contro i tre candidati M5s che avevano omesso di dichiarare la loro iscrizione ad una loggia massonica. "Chi ha mentito a me e agli elettori non la passerà liscia" scrive Luigi Di Maio che in video annuncia: "Ci sono tre candidati che ci hanno mentito, non ci avevano detto che erano stati iscritti alla massoneria. Non solo li abbiamo espulsi dal movimento, ma oggi vi dico due cose: una è che li denuncerò personalmente come capo politico del movimento per danno di immagine del M5s. Due: visto che Michele Ainis ci ha spiegato che i candidati possono rinunciare alla proclamazione, noi chiederemo a queste tre persone di rinunciare alla proclamazione andando in Corte di appello".

Rimborsopoli, Di Maio: "Rinunciare proclamazione"

"Lo stesso vale per coloro che non hanno rispettato il patto delle donazioni e che sono candidati - spiega ancora Di Maio facendo menzione del caso rimborsopoli -  devo dire che non sono tutti ricandidati quelli che non hanno restituito, ma a quelli che sono ancora candidati sarà chiesto di rinunciare alla proclamazione andando alla Corte di appello".

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