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Domenica, 2 Ottobre 2022
Elezioni Politiche 2018

Programmi elettorali, cosa promettono i partiti su lavoro e occupazione

In Italia sale il numero degli occupati e diminuisce la disoccupazione giovanile, ma il confronto-scontro tra i partiti si gioca proprio su questo nervo scoperto del Paese: il lavoro

I dati Istat dicono che l’Italia si appresta ad affrontare questa tornata elettorale delle elezioni politiche con una situazione occupazionale "migliore" rispetto al passato: la disoccupazione è all’11% (nel 2013 era al 12,9%); i disoccupati sono 2 milioni 800mila (nel 2013 erano 3 milioni 293 mila); gli occupati sono 23 milioni 188mila (nel 2013 erano 22 milioni 270 mila); il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è al 32,7% (nel 2013 era al 42,4%). È in questo quadro che si inserisce lo scontro fra partiti nella campagna elettorale ormai agli sgoccioli: il tema del lavoro, la sua ricerca, la sua stabilità o instabilità è uno dei più sentiti dall'elettorato. Se da una parte il Pd punta sul bicchiere mezzo pieno, dall'altra 5 Stelle, Centrodestra e Leu guardano al bicchiere mezzo vuoto, criticando i governi Renzi e Gentiloni per non aver creato lavoro stabile.

Elezioni, sfida su tasse, pensioni, lavoro, scuola e reddito: i programmi e le promesse 

Programma lavoro, Pd: salario minimo e riduzione del costo del lavoro

Il Partito democratico, che rivendica il miglioramento della situazione occupazionale in questi 5 anni, propone il salario minimo universale, considerata una misura di civiltà per combattere l’opportunismo dei lavoretti sottopagati e dei contratti pirata. Altra proposta targata Pd è quella di ridurre il costo del lavoro per il tempo indeterminato a tutele crescenti di un punto all’anno per 4 anni, in modo che alla fine della prossima legislatura il costo dei contributi sia al 29% rispetto all’attuale 33%. E allo stesso tempo, propone di far costare di più il lavoro temporaneo se usato in maniera reiterata. Il Pd, inoltre, vuole introdurre una buonuscita compensatoria, che l’impresa dovrà pagare a un lavoratore che non viene stabilizzato. Per venire incontro ai cambiamenti della società, infine, propone un “codice personale di cittadinanza attiva” per ogni lavoratore, nel quale confluirà un conto personale della formazione per un monte ore complessivo minimo iniziale di 150 ore.

Elezioni Politiche 2018: i candidati (FOTO ANSA)

Programma lavoro, Centrodestra: rilanciare l'economia per avere più occupazione

Il centrodestra, nel programma sottoscritto dai quattro i partiti che lo compongono, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia, il tema del lavoro non ha un capitolo specifico, ma viene affrontato con alcune proposte finalizzate a rimettere in moto l'economia, come la revisione del Codice degli appalti per rilanciare gli investimenti e l’occupazione; gli incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro; la tutela del lavoro delle giovani madri; e la volontà di raggiungere l’obiettivo della piena occupazione per i giovani attraverso stage, lavoro e formazione.

Programma lavoro, 5 Stelle: salario minimo garantito e reddito di cittadinanza

Il Movimento 5 Stelle propone il salario minimo garantito e il reddito di cittadinanza, e anche un incremento del trattamento retributivo in favore dei lavoratori meno pagati. Si propone, inoltre, l’implementazione dello smart working e l’introduzione di tutele nei confronti delle lavoratrici, e dei lavoratori autonomi e non. Altra proposta dei Cinquestelle è quella di investire sul rafforzamento delle politiche attive del lavoro e potenziare i Servizi pubblici per l’impiego in modo da garantire l’accompagnamento all’inserimento lavorativo.

Programma lavoro, LeU: abolire il Jobs Act e ripristinare articolo 18

Liberi e Uguali propone di superare il Jobs Act e di ripristinare l’art.18. Vuole disboscare la giungla di forme contrattuali precarie, anche se non specifica nel dettaglio in che modo. LeU manifesta, inoltre, l’intenzione di ridiscutere quegli accordi internazionali che antepongono la finalità del libero scambio alla tutela dei diritti dei lavoratori; e indica in un piano straordinario di investimenti la strada maestra per aumentare l’occupazione, puntando sulla messa in sicurezza del territorio, degli edifici pubblici e delle abitazioni.

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