Venerdì, 22 Ottobre 2021
Elezioni Politiche 2018

Scandalo rimborsi, Di Maio corre ai ripari: i nomi delle 10 'pecore nere'

Il candidato premier del Movimento 5 Stelle ha chiesto al Ministero dell'Economia di pubblicare tutti i dati sulle restituzioni. Intanto sul sito delle Iene è comparsa la lista dei 'furbetti' pentastellati 

Lo scandalo rimborsopoli si allarga e travolge il Movimento 5 Stelle quando alle elezioni politiche del 4 marzo mancano meno di tre settimane. Ad essere messo in discussione è uno dei capisaldi dei pentastellati, la restituzione delle rispettive indennità che, al grido “onestà, onestà”, era uno dei cavalli di battaglia di Di Maio e soci, oltre che un'iniziativa pregevole che potrebbe essere presa in considerazione da tutti i parlamentari. Ma questo è un altro discorso. 

Tornando ai pentastellati, a far uscire alla luce del sole le irregolarità e le mancate restituzioni sono state le Iene, che con un servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti, hanno svelato l'esistenza di alcuni 'furbetti' a 5 stelle, che avrebbero revocato l'ordine di bonifico con cui dovevano restituire parte dell'indennità da parlamentari.

I 'giustizieri' in abito nero di Mediaset hanno anche pubblicato sul loro sito una lista con i nomi dei 10 parlamentati M5s colpevoli di avere falsificato le restituzioni di parte degli stipendi al Fondo per il microcredito:

  • Silvia Benedetti;
  • Massimiliano Bernini; 
  • Maurizio Buccarella; 
  • Elisa Bulgarelli; 
  • Andrea Cecconi; 
  • Emanuele Cozzolino; 
  • Ivan Della Valle; 
  • Barbara Lezzi;
  • Carlo Martelli; 
  • Giulia Sarti.

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Il mancato versamento di queste somme avrebbe provocato un 'buco' di circa un milione di euro, su una cifra complessiva vicina ai 23 milioni di euro. Un anticipo, anzi un assaggio, quello delle Iene, che promettono altri fuochi d'artificio: “E non è finita qui. Prossimamente vi daremo nuovi aggiornamenti”.

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Di Maio corre ai ripari

Mentre lo scandalo si allarga a macchia d'olio, il candidato premier M5s Luigi Di Maio si è recato al ministero dell'Economia e della Finanza per chiedere di avere accesso all'elenco dei portavoce che hanno effettuato i versamenti con il totale dell'importo versato nei 5 anni di mandato: “Noi chiediamo al ministero dell'Economia di pubblicare tutti i dati di quanto restituito dal M5s”. 

Di Maio si è affidato come di consueto a Facebook: "Abbiamo consegnato al Ministero le richieste di tutti i nostri candidati per avere le cifre esatte di quanto ognuno di noi ha restituito. Il totale è di oltre 23 milioni di euro! I partiti hanno restituito zero, ma si sono pappati tutto!”.

“Una cosa è certa – ha detto Di Maio uscendo dal Mef – sul fondo ci sono 23 milioni 468 mila euro. Ciò significa che M5s ha restituito decine di milioni di euro di stipendi. Saprete i dati al dettaglio: chi ha fatto il furbo sarà messo fuori. Esiste un’unica forza politica in Italia che ha tenuto fede alle promesse: se c’è qualche mela marcia ve la farò conoscere io. Ci sarà una grande operazione di trasparenza che come al solito faremo noi. Ringrazio per l’attenzione sul tema, ci ha permsso di fare pulizia”.

Cosa succederà a queste pecore nere? Di Maio ha voluto subito prendere le distanze e condannare il comportamento scorretto: come già successo in passato con altri esponenti a 5 stelle, 'macchiatisi' di irregolarità differenti, sembra inevitabile la 'cacciata' per chi ha tradito le regole e la fiducia del Movimento.

Di Maio ha anche incontrato la Iena Filippo Roma, come confermato dal suo profilo Facebook, per dimostrare i bonifici da lui stesso effettuati al fondo per il Microcredito per un totale di oltre 150mila euro: “"Ho anche rinunciato alle indennità aggiuntive da vice presidente della Camera in tutto ho restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370mila euro".

Grillo: “Ci siamo rimasti male”

A stretto raggio è arrivato anche il commento di Beppe Grillo, che ha detto la sua con una nota e un video pubblicati sul suo blog: “Vorrei dirvi qualcosa su quello che sta succedendo, che leggo sui giornali, di queste donazioni. In fondo abbiamo donato 23 invece di 24. Ma dovete capire che queste dieci, dodici persone , chi sono non lo so, hanno una malattia che si chiama Sindrome Compulsiva di Donazione Retroattiva ed io la conosco bene questa sindrome perché colpisce anche molti genovesi. Quando devi dare la donazione a Genova , devi donare 10, magari 2 te li tieni per rimborso spese. Loro hanno esagerato un po’ nel rimborso spese".

"Ci siamo rimasti male - prosegue Grillo - voglio dire, anche io ci sono rimasto male, tanti attivisti ci sono rimasti male, vorrebbero andare sotto casa di questi e far casino, lasciate stare. Io invece ho un omaggio da dare ed è un libro, intitolato “Come smettere di fare schifo quotidianamente”, sono 10 consigli che comunque loro non seguiranno. L’importante è che parlino di queste cose perché capiranno che non sono rimborsi ma donazioni. E quindi noi siamo diversi anche quando doniamo, diversi da tutti, oltre!”.

Le reazioni e l'effetto boomerang

Mentre Di Maio si è recato al Mef per chiarire la situazione, sui social arrivano le prime reazioni dei diretti interessati. Barbara Lezzi ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook la foto dei bonifici, ammettendo l'esistenza di uno non andato a buon fine: “Dalle verifiche che ho svolto in banca, risulta un unico bonifico non andato a buon fine. In quei giorni del gennaio 2014 ho effettuato diversi versamenti di cui ho le ricevute, tutti allo sportello, (anche successivamente non sono stati mai eseguiti on line) e l'unica cosa che mi riconosco è la negligenza del non avere seguito l'esito delle operazioni. Esito che per un bonifico è negativo presumibilmente per carenza di fondi. In allegato posto ricevuta del bonifico che risulta rifiutato e la copia del versamento al fondo che ho provveduto ad eseguire questa mattina, appena venuta a conoscenza di questa discrepanza. Ho restituito 132741,20 euro, ho contribuito insieme ai miei colleghi all'apertura di 7000 nuove imprese. Questo è un fatto concreto che si evince dai controlli che ho effettuato. La mia buonafede mi rende tranquilla”.

Sulla stessa linea anche Emanuele Cozzolino, che su Facebook scrive: “Viste le polemiche di questi giorni e l'uscita del mio nome sulla questione dei versamenti mi è d'obbligo rendere pubblico quanto ho versato fino ad oggi sul fondo del Microcredito. Rivisti i conti in cinque anni sono ben 179.543,26€. Confermo anche che nel 2014, a fronte di problemi personali, ho mancato di versare circa 13.000€, tra le altre cose una parte di questi sono anche rimasti fermi sul conto stesso che utilizzo per fare le movimentazioni. Avevo intenzione di colmare questi versamenti successivamente ed entro il termine del mio mandato. Ho utilizzato una parte dei soldi che erano in mia piena disponibilità in un momento di difficoltà personale, forse con leggerezza ma con vera intenzione di restituirli. Questa cifra è stata ripianata in questi gironi e ad oggi confermo di aver restituito volontariamente e in toto la cifra sopra indicata: 179543,26€, alla quale bisogna ancora aggiungere la rendicontazione di gennaio, febbraio e marzo 2018 che calcolerò appena sarà terminato il trimestre corrente”.

Un chiarimento simile a quello di Carlo Martelli: “La settimana scorsa ho proceduto a effettuare, come confermato sul blog delle stelle, un versamento al Fondo per il Microcredito per mettermi in regola con le restituzioni pubblicate sul sito tirendiconto.it. Il ritardo è stato dovuto a seri motivi di natura personale e nel merito dei quali non entro. Voglio solo precisare che non c'è nessuna legge che ci obbliga a dimezzarci lo stipendio, quindi tutto quello che facciamo è su base volontaria. In questi anni ho rinunciato a 204.731 € e questo resta. So però di aver mancato nei confronti degli iscritti del MoVimento 5 Stelle, anche se la mia coscienza è a posto perché ho restituito fino all'ultimo centesimo come promesso. Come già scritto sul blog, i probiviri decideranno sul mio caso in piena autonomia. In ogni caso ho già espresso nei giorni scorsi l'intenzione di rinunciare alla mia elezione. Continuerò a sostenere il MoVimento e i candidati del mio collegio. Lo sento come un dovere nei confronti di chi mi ha dato fiducia alle parlamentarie”.

Meno combattivo Ivan Della Valle, che sempre sul suo profilo social si è congedato dal popolo dei 5 stelle con un lungo post: “Buonasera a tutti, questo sarà il mio ultimo post come rappresentante del MoVimento Cinque Stelle. Come sapete il recente caso mediatico sulle rendicontazioni M5S ha visto coinvolti diversi parlamentari tra cui il sottoscritto”.

E se molti mantengono un religioso silenzio, c'è chi, come Elisa Bulgarelli, chi ringrazia per la visibilità in attesa delle dovute verifiche: “Ovviamente per quanto riguarda la mia posizione, sarà tutto chiarito. Ringrazio comunque le iene per avermi dato la visibilità che non ho mai avuto in questi anni per il lavoro svolto”.

Così, mentre Di Maio spera nell'effetto boomerang sugli altri partiti, gli elettori italiani, M5s e non, attendono chiarimenti sul caso rimborsopoli, perché l'onestà non va soltanto sbandierata e gridata ai quattro venti, ma prima di tutto dimostrata.

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