"Se io fossi premier": le proposte dei bambini ai candidati alle elezioni

Mense scolastiche, libri, contrasto al bullismo e baby gang, ma soprattutto diritti e solidarietà: queste le proposte nel video realizzato da Save the Children

Non votano ancora, sono troppo piccoli. Ma in realtà sanno già di cosa dovrebbe occuparsi la politica. A pochi giorni dalle elezioni politiche, bambini e ragazzi che frequentano i Punti Luce di Save the Children in Italia – 23 spazi ad alta densità educativa presenti attualmente in 18 città - hanno indossato per un giorno i panni dei candidati alle prossime elezioni immaginando, se ad essere eletti alle urne fossero proprio loro, quali azioni metterebbero in campo, dall’educazione alla povertà, dall’ambiente alla solidarietà.

Mense scolastiche, libri, servizi, piste ciclabili, viaggi di istruzione per tutti, lotta al bullismo e alle baby gang, ma soprattutto maggiore inclusione e diritti: queste le prioprità dei più giovani, protagonisti del video "Se io fossi premier...."

La scuola è il luogo dove bambini e ragazzi passano la maggior parte del loro tempo, sanno cosa funziona e cosa no. Hanno le idee ben chiare. Tutti gli alunni devono avere libri su cui studiare e devono poter accedere alla mensa scolastica. Uno dei ragazzi intervistati ricorda il caso di un suo compagno, che ha dovuto aspettare mezz'ora perché la mamma portasse i soldi per la mensa, mentre tutti gli altri mangiavano. Ma servono anche soldi per attività educative al di fuori dell'orario scolastico e palestre in tutte le scuole e misure per garantire che tutti possano prendere parte al viaggio di istruzione, se le famiglie non hanno risorse sufficienti. Chiedono anche più biciclette e piste ciclabili.  

Bullismo e baby gang sono temi altrettanti sentiti dai ragazzi. I piccoli candidati spiegano decisi: è fondamentale il coinvolgimento delle famiglie e delle scuole. E poi c'è la questione della solidarietà. Tra i banchi di scuola, i bambini imparano subito che "siamo tutti uguali" e non devono esserci distinzioni di razza o condizione. “All’inizio tutti mi trattavano male, nessuno stava vicino a me perché ero straniero – spiega uno dei piccoli candidati – Vorrei che questa cosa non succeda di nuovo con gli altri bambini che vengono in Italia”.

“Ascoltare il punto di vista dei bambini sugli aspetti della vita che li riguardano da vicino è fondamentale per offrire soluzioni concrete ai loro bisogni e ai problemi che devono affrontare quotidianamente", dice Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. "Nelle loro proposte ai candidati, i minori hanno sollevato questioni importantissime sulle quali i rappresentanti politici che siederanno al Governo e in Parlamento saranno chiamati ad intervenire mettendo in campo politiche efficaci o implementando pienamente leggi già approvate". 

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“La povertà è uno dei temi principali su cui i bambini si sono soffermati nel loro programma elettorale. In particolare, i bambini hanno testimoniato, con tanti esempi concreti, l’importanza di superare la “povertà educativa” e le discriminazioni che si presentano anche a scuola, quando ad un bambino, a causa della povertà familiare, viene preclusa la possibilità di avere i libri di testo, di partecipare alla gita scolastica, di mangiare alla mensa con i propri compagni di classe. I bambini e le bambine che hanno partecipato ai laboratori per “Se io fossi premier…” sognano poi una scuola ed una comunità nella quale tutti i bambini di origine straniera si sentano pienamente accolti e sia contrastato ogni fenomeno di bullismo e di violenza. Speriamo che il nuovo Parlamento sappia fare tesoro di queste indicazioni. I bambini non partecipano al voto: sta nella responsabilità degli adulti fare in modo che la loro voce sia costantemente ascoltata nella definizione delle priorità del governo e che i diritti dei più piccoli non siano dimenticati”, conclude Milano.  
 

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