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Domenica, 2 Ottobre 2022
Elezioni Politiche 2018

Sondaggi politici, quali sono i punti deboli

I sondaggi elettorali sono al centro del dibattito politico in vista delle elezioni del 4 marzo. Quali sono i loro punti deboli? Scopriamo come sono effettuati, con quali modalità e perché possono sbagliare

Quali sono i punti deboli dei sondaggi elettorali? Non è banale chiederselo in giorni in cui pare che tutto dipenda da essi. Anche se sappiamo che non sono verità acclarate, ma solo ipotesi, i sondaggi attirano la nostra attenzione, ci incuriosiscono e, soprattutto ora che ne è vietata la pubblicazione, li cerchiamo. Dovrebbero essere considerati come uno strumento di stima dei consensi delle varie parti politiche che concorrono alle elezioni, ma spesso i sondaggi diventano notizie da spacciare come risultati certi ad uso e consumo di quel partito o di quel leader politico.

Un sociologo esperto in metodologie delle scienze sociali come Paolo Natale, docente alla Statale di Milano, ha spiegato, nel suo saggio “Attenti al sondaggio” (Laterza), quali sono i punti deboli di ogni ricerca di mercato, in particolare quelle legate al voto: «Tre sono forse le principali: la difficoltà di avere a disposizione campioni realmente rappresentativi della popolazione, soprattutto dopo l’avvento massiccio della telefonia mobile e l’utilizzo di interviste su Internet; l’indecisione o, a volte, le menzogne consce e inconsce dei rispondenti sul proprio orientamento di voto; il costo elevato di rilevazioni demoscopiche che debbano andare in profondità su ambiti territoriali molto ristretti, come ad esempio i collegi elettorali».

Meno spendi, più errori avrai

Realizzare un sondaggio è costoso e più al sondaggio si chiede precisione (ad esempio sapere come andrà il voto in determinati collegi elettorali oppure come voterà una certa fascia della popolazione) più il sondaggio ha costi elevati. Inoltre, i costi dipendono anche dalle modalità con le quali approccio il mio campione di popolazione (almeno 800-1.000 persone). Prima dell'era di internet, le modalità di intervista prevedevano, ad esempio, il sondaggio postale, oggi caduto in disuso. Lasciando in da una parte il sondaggio diretto, dove c'è l'incontro fisico tra intervistato e intervistatore (con costi altissimi, quindi si tratta di una modalità riservata per ricerche particolari, con elevata profondità dell'indagine), gli strumenti adoperati nei sondaggi elettorali sono le interviste telefoniche con l'operatore, quelle telefoniche con messaggi automatici e i sondaggi effettuati via web, questi ultimi i più economici in assoluto.

Quando telefono per intervistare qualcuno, questo qualcuno potrebbe non rispondere oppure potrebbe rispondere ma chiedendo di essere richiamato più tardi, e questo comporta inevitabilmente problemi e perdita di tempo, tempo che si traduce in costi più alti. Se, ad esempio, il mio campione prevede che io raccolga le opinioni di un maggiorenne che vota per la prima volta nell'area di Ancona, e il maggiorenne non risponde, non è che io possa sostituirlo a piacimento, magari con una sessantenne dell'area di Sassari, no, debbo per forza trovare un campione identico a quello che non mi ha risposto.

Sondaggi internet: veloci, economici ma non sempre esatti

Oggi, poi, con la rete fissa sempre meno adoperata, dovrebbe farla da padrona la telefonia mobile, ma sappiamo bene che non tutti i numeri di cellulare sono disponibili per le società che effettuano sondaggi. Ecco, allora, che sempre più sta avanzando la modalità web: con la mail non rischi di dover richiamare dieci volte perché l'utente non c'è o perché trovi il telefono occupato, così si risparmia tempo e denaro, ma i rischi di errore sono maggiori. I sondaggi su internet, come quelli di Ipsos ad esempio, sono strutturati con dei panel, al quale l'utente deve iscriversi per ricevere poi e-mail di invito a partecipare a questo o quel sondaggio. È provato che chi si iscrive a panel dove si svolgono anche od esclusivamente sondaggi elettorali, ha una sua forte connotazione politica, quindi quel campione di popolazione potrebbe essere non così attendibile.

La ponderazione, strumento di correzione ma anche di errore

Un altro punto debole dei sondaggi sta nelle 'ponderazioni' che gli esperti devono fare, con un certo margine di discrezionalità e quindi di errore. Sappiamo, ad esempio, che molte persone sono piuttosto riluttanti a dichiarare, anche in forma anonima, per chi voteranno. Ecco perché spesso le società demoscopiche accompagnano la domanda sul voto a un'altra che riguarda l'ultimo voto dato. Poiché io so come sono andate le ultime elezioni, è chiaro che potrò confrontare i dati: alle ultime elezioni, quante persone dichiararono di votare un certo partito? Quante persone mi dicono adesso che lo avevano votato? E quanti voti prese davvero quel partito? Qual è stata la differenza tra ciò che avevo previsto nel mio sondaggio e il voto reale? Partendo da questi dati, posso cercare di correggere il sondaggio per le attuali elezioni. Si tratta di calcoli che avvengono tramite formule che possono variare di agenzia in agenzia, quindi si capisce come i numeri dei vari sondaggi vadano sempre presi con le pinze.

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