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Lunedì, 3 Ottobre 2022
L'attesa

Renzi-Calenda, è il giorno dell'accordo: cosa sappiamo finora

I due ex democratici si incontreranno e decideranno i punti dell'accordo elettorale. Uno dei nodi da sciogliere è quello del Reddito di cittadinanza. L'ex ministro ha commentato: "Vediamo, sono ottimista"

Oggi è il giorno in cui si dovrebbe siglare un accordo fra Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi. Dopo lo strappo dell’ex ministro con il Partito democratico, Calenda potrebbe essere l’azionista al 50% della nascita del così detto terzo polo di centro, anche se in verità di poli se ne conterebbero quattro perché c’è sempre il Movimento 5 Stelle che va da solo. L'accordo ci sarebbe già. I due leader hanno appuntamento in giornata per chiudere e annunciare l'intesa. Restano davvero minimi i dettagli da limare, come quello legato al simbolo, che dovrebbe avere il nome di Calenda in risalto rispetto al logo di Iv, una questione che sta creando qualche tensione dentro Italia viva. Renzi, da parte sua, sta ripetendo da giorni ai suoi che ''la politica è generosità''.

Uno degli elementi sul tavolo è il Reddito di cittadinanza che Renzi vuole abolire mentre Calenda non lo vuole eliminare del tutto ma riformare. Calenda infatti ha spiegato che "ci sono persone che non sono in grado di lavorare e vanno aiutate, vanno portate nelle agenzie private che facciano formazione e colloqui settimanali e se si rifiuta l'offerta si perde. Credo che sia una misura di buon senso, su questo abbiamo una differenza di vedute che cercheremo di comporre. Sulla linea siamo allineati, i problemi sono stati sulla scelta, molto diversa".

Fatto sta che nelle prossime ore potrebbe essere siglato l’accordo. “Vediamo, oggi in giornata decideremo, sono ottimista, spero che si faccia, credo che si farà, le percentuali lasciano il tempo che trovano” ha detto Carlo Calenda, che poi si toglie qualche sassolino nella scarpa commentando la candidatura di Emma Bonino e Carlo Cottarelli nel Pd. "La Bonino una volta mi disse una cosa che mi colpì molto: noi Radicali odiavamo quelli che venivano chiamati gli indipendenti di sinistra e li chiamavano i dipendenti di sinistra. Gli indipendenti di sinistra erano quelli che una volta il Partito comunista metteva nelle sue liste per far vedere che in fondo era aperto e democratico anche alle persone che non provenivano dal Partito comunista, ma che alla fine non contavano niente. Ecco, questo credo è il rischio che stiano correndo sia la Bonino che Cottarelli. Però è una scelta loro, sono persone di qualità, va bene così. Credo che la candidatura di Carlo Cottarelli sia stata decisa "per poter dire agli elettori guardate non c'è Calenda ma c'è Cottarelli. Ma al di là di questo l'ho commentata con un certo fair play. Penso che Cottarelli commetta un grave errore perchè va in una coalizione in cui metà del Pd e tutto ciò che sta a sinistra del Pd e i Cinquestelle, che torneranno con il Pd due minuti dopo le elezioni”.

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