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Sabato, 1 Ottobre 2022
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Elezioni politiche 2022, il fac simile della scheda elettorale (e come si vota)

Scheda di colore rosa per la Camera, gialla per il Senato. Si vota con il Rosatellum. Ecco come esprimere le proprie preferenze in maniera corretta, dove si mette la "X" senza rischiare di farsi annullare il voto, e come vengono assegnati i seggi

Oggi, domenica 25 settembre 2022, dalle ore 7 alle 23, l'Italia vota per rinnovare il Parlamento. Il rinnovo di Camera e Senato avviene con tempi anticipati rispetto alla naturale scadenza del 2023, in seguito alle dimissioni del governo presieduto da Mario Draghi, a cui ha fatto seguito lo scioglimento del Parlamento decretato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per la Camera, il numero di deputati da eleggere è di 400, dei quali 8 eletti nella circoscrizione estero. Per il Senato, il numero di senatori da eleggere è di 200, di cui 4 nella circoscrizione estero. Come si vota? E con quale sistema? Come è fatta la scheda elettorale? In questa guida rapida cerchiamo di spiegare in maniera semplice come esprimere le proprie preferenze in maniera corretta, dove si mette la "X" senza rischiare di farsi annullare il voto, e come funziona l'assegnazione dei seggi. Andiamo con ordine.

Partiamo dal punto un po' più ostico, ma fondamentale: la legge elettorale. Il metodo previsto dalla legge elettorale in vigore, il Rosatellum, è lo stesso utilizzato per le ultime elezioni legislative, quelle del 2018. Si tratta di un sistema misto tra proporzionale e maggioritario, nel senso che, in base ai voti presi dai vari partiti, assegna circa due terzi dei seggi del prossimo Parlamento - tra Camera e Senato - con il sistema proporzionale, e circa un terzo con il sistema maggioritario. Detto in altre parole, parte dei seggi viene assegnata con i voti ottenuti nei collegi uninominali, che seguono il metodo maggioritario: ogni partito o coalizione presenta un solo candidato e viene eletto il più votato di tutti. I seggi restanti sono spartiti con le preferenze che risultano dai collegi plurinominali, in cui viene eletto un numero di candidati proporzionale ai voti ricevuti da ogni lista o coalizione.

Dove si mette la "X" sulla scheda elettorale?

La legge elettorale è la stessa sia per la Camera dei deputati che per il Senato, e la sua impostazione si riflette inevitabilmente sulla scheda elettorale che domenica 25 settembre i cittadini troveranno alle urne. I candidati saranno quindi divisi in collegi uninominali e collegi plurinominali. Il meccanismo di voto non è però immediato. L'elettore avrà una scheda per la Camera (di colore rosa) e una per il Senato (di colore giallo), concepite allo stesso modo. Sulla scheda vengono stampati i nomi dei candidati al collegio maggioritario (uninominale) aggregati per coalizioni. Sotto ciascun nome, sono stampati i simboli dei partiti che lo appoggiano con (ciascuno) fino a quattro candidati per il collegio proporzionale (plurinominale).

Per poter votare, ai seggi bisognerà portare un documento d'identità valido e la tessera elettorale. L'elettore dispone di diverse modalità di voto. Per non rischiare di invalidare la scheda, è bene conoscerle tutte. Se l'elettore vuole votare soltanto per l'uninominale, gli basterà tracciare una croce sul nome del candidato uninominale prescelto. In questo caso, il voto va a quel candidato nella parte maggioritaria, e viene poi distribuito per la parte proporzionale insieme a tutti gli altri espressi nello stesso modo, tra i partiti della coalizione che lo sostiene. Se vuole votare anche per il plurinominale, l'elettore traccerà una croce anche sul simbolo del partito preferito: la seconda "X" non è necessaria, perché ridondante, ma la scheda elettorale viene comunque considerata valida.

Tracciando invece la croce solo sul simbolo del partito, il voto si trasferisce automaticamente anche al candidato per l'uninominale. In questo caso si dà il proprio voto a quel partito nella parte proporzionale, e quindi si contribuisce a eleggere i suoi candidati nel collegio plurinominale: più voti prende, più candidati riuscirà a eleggere dalla sua lista di quattro nomi. Non c'è voto disgiunto: non si può quindi votare per un candidato all'uninominale e contemporaneamente per un partito che non appoggia quel candidato, ma ne appoggia un altro. In questo caso, la scheda verrà considerata nulla. Di seguito, i fac simile delle schede elettorali diffusi dal ministero dell'Interno (clicca qui se non vedi i fac simile).

Elezioni Camera: il fac simile della scheda elettorale

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Elezioni Senato: il fac simile della scheda elettorale

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Nel dettaglio, prendendo come esempio il fac simile di scheda elettorale diffuso per l'elezione dei membri del Senato, di colore giallo, vediamo come le possibilità per l'elettore sono diverse. Tracciando solo una "X" sul nome del candidato uninominale, ad esempio, si vota anche per i collegi plurinominali: il voto verrà spartito tra le liste sotto il nome del candidato uninominale. A ciascuna sarà assegnata una percentuale del voto, sulla base dei voti complessivi ottenuti in quel collegio (come nella foto qui sotto: clicca qui se non vedi i fac simile).

fac simile scheda elettorale elezioni domenica 25 settembre 2022-2

Allo stesso modo, tracciando una "X" a matita sulla lista nel collegio plurinominale, si va ad esprimere in automatico anche il voto per il collegio uninominale, che andrà al candidato sostenuto dalla lista per cui si è deciso di votare (l'esempio in foto qui sotto).

fac simile scheda elettorale elezioni domenica 25 settembre 2022 2-2-2

Sulla scheda è però possibile tracciare anche più di una "X". Si possono ad esempio indicare sia la lista che i nomi che la accompagnano nel collegio plurinominale. Anche in questo caso, il candidato uninominale otterrà un voto (l'esempio in foto qui sotto).

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La scheda è valida anche se decide di segnare una "X" sia sul nome del candidato al collegio uninominale che sul simbolo della lista nel plurinominale (foto qui sotto).

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Quello che invece non è previsto dal Rosatellum, come detto, è il voto disgiunto. Se si traccia una "X" per il candidato di un collegio uninominale e un'altra su una lista che non lo supporta, la scheda non è considerata valida (foto qui sotto).

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E non si possono nemmeno esprimere due voti per due diversi candidati nei collegi uninominali (foto qui sotto).

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Infine, non si può votare per due liste diverse (foto qui sotto).

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