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Sabato, 29 Gennaio 2022
Elezioni regionali 2013

Storace-Pannella: "Problema tecnico" e salta l'accordo

Niente apparentamento alle regionali del Lazio tra il leader de La Destra, candidato della coalizione di centrodestra contro Zingaretti, e i Radicali. Pannella: "Simbolo giunto in ritardo". Storace si scusa: "Impegnato alle liste nazionali ho tardato a compilarlo"

E' saltato l'accordo di 'apparentamento' tra La Destra e i Radicali per la candidatura di Francesco Storace alla presidenza della Regione Lazio. L'accordo, ha spiegato il leader radicale Marco Pannella, non si farà "per motivi tecnici" legati alla trasmissione ai potenziali alleati del simbolo elettorale da parte del candidato governatore del centrodestra.

Un 'fidanzamento' che avrebbe avuto l'effetto di abbassare sensibilmente per i Radicali la soglia di sbarramento al Consiglio rispetto a una corsa solitaria, ma che per diversi giorni ha spiazzato letteralmente i militanti, agli antipodi di Storace per idee e valori. I due parlano quasi contemporaneamente, l'uno a Radio Radicale, l'altro a La7. "Non sono riusciti a portarci prima delle 16,45 di oggi (ieri ndr) il loro simbolo - ha affermato Pannella - Storace si è scusato perché non è riuscito ad attuare, non so perché, quanto necessario al compiersi dell'accordo. Lui è stato sempre corretto. Ci ha anche proposto di mettere uno dei due consiglieri radicali uscenti in lista, ma entrambi hanno detto di no".

SIMBOLO - Storace conferma: "Siccome mi sono dovuto dedicare alle liste nazionali del mio partito - ha detto il leader de La Destra - ho tardato a compilare il simbolo della coalizione che mi porta alla candidatura. L'ho trasmesso solo oggi (ieri ndr) a Pannella. Il problema che lui ha è che deve raccogliere firme in calce a un simbolo con la mia candidatura e questo può creare delle difficoltà". "Me ne scuserei anche in trasmissione - ha aggiunto Storace - ma non ho avuto il tempo. Sono corretti, aggiunge, non vogliono derogare alle regole". Insomma, il 'nemico' è Zingaretti, nei confronti del quale Pannella ha dato giudizi durissimi. Il candidato del centrosinistra, pur essendo favorevole a un accordo anche programmatico con i Radicali, aveva posto una condizione: non ricandidare, in nome del rinnovamento, i due consiglieri radicali uscenti Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo.

CANDIDATURA ROSSODIVITA - Da lì l'offerta di Storace di 'un taxi', un apparentamento tecnico (cioé senza sottoscrizione del programma) che aveva spaccato il partito. Contrari erano il segretario nazionale Mario Staderini e Matteo Mecacci (esplicitamente) nonché Emma Bonino, chiusa in un silenzio che la dice lunga. Davvero difficile immaginare, al momento, che i Radicali possano tornare a bussare da Zingaretti, che ha ribadito: "Non sono io che ho detto no all'accordo, sono loro che hanno rifiutato". Dunque, si procede in corsa solitaria, con l'ex capogruppo Rossodivita candidato governatore. E una rete la lancia, ancora una volta, Francesco Storace: "Vorrei che questa alleanza tecnica ci possa essere. Poi se Pannella ha difficoltà con le firme per la candidatura alla presidenza di Rossodivita possiamo aiutarlo anche lì".

PANNELLA - Marco Pannella che su Radio Radicale ha lanciato pesanti accuse al candidato del Pd Nicola Zingaretti: "Anche Zingaretti ha un vizio congenito ricattatorio di stampo comunista, fascista. Ha trovato degli alibi indecorosi per non presentare quelli che hanno illuminato la sua base su come funzionava la struttura tecnicamente criminale della Regione Lazio". Pannella, che ha parlato di "fascismo radio-televisivo, pardon antifascismo" per come a suo dire è stata trattata la vicenda del possibile accordo con Storace nel Lazio. "Storace ha preso lui l'iniziativa con dichiarazioni straordinariamente belle sui due consiglieri regionali radicali. Accetto le sue scuse (sulla consegna avvenuta solo ieri del simbolo del candidato di centrodestra ai radicali, ndr). Non siamo noi che ci siamo ritirati. Non abbiamo detto no a Storace. Non abbiamo avuto paura di essere rigorosi". Pannella ha più volte ringraziato Storace per l'idea di un accordo "politico detto tecnico, come lo ha definito, volto a far rieleggere i due consiglieri radicali uscenti al Consiglio regionale del Lazio, protagonisti delle denunce sfociate poi nel caso Fiorito". "L'accordo con il centrosinistra - conclude - non c'era invece stato perché Nicola Zingaretti aveva posto come condizione l'azzeramento di tutti i consiglieri, anche dei due radicali".

IL TAXI DI STORACE - Candidato presidente con La Destra che ha sottolineato: "Io non chiedo ai Radicali di sottoscrivere il mio programma perché siamo il giorno e la notte. Per me la sacralità della vita è una cosa seria, l'indissolubilità della famiglia è una questione importante, sono questioni sostanziali. Dico però 'se vi serve un taxi' i radicali hanno la possibilità di entrare in Consiglio regionale stando in una coalizione che, poiché supererà una certa cifra, abbatterà lo sbarramento per loro". Francesco Storace che nel corso dell programma 'In Onda' su La7, ha proseguito: "Una consuetudine di rapporti c'é. Io ero presidente della commissione vigilanza della Rai, fui quello che parlò del 'genocidio' dei Radicali come cultura, come politica dalla Rai". Poi ha aggiunto: "E' grave il mancato apparentamento con la sinistra e anche la tonalità. Il dissenso si è manifestato con una violenza inaudita. Io ho letto frasi terribili sul web nei confronti di questa ipotesi di alleanza tecnica".

PD - Balletto che trova il dissenso del segretario del Pd Roma Marco Miccoli: "Alleanza si, alleanza no, alleanza forse. Tra Pannella e Storace continua una farsa grottesca. Rimaniamo davvero basiti dal modo in cui i due stanno prendendo in giro i cittadini del Lazio e i loro elettori". (da Roma Today)

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