Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

"Matteo, salvami tu": De Luca si aggrappa a Renzi per governare

Il candidato Pd in Campania tira dritto dopo le polemiche sulla legge Severino: "Chi viene eletto dai cittadini governa, come dice Renzi". Allo studio un piano di sospensione "naturale" in caso di vittoria

Vincenzo De Luca (Infophoto)

ROMA - Ci sono le polemiche sui cosiddetti "impresentabili" nelle liste amiche e i malumori per l'inchiesta giudiziaria sul termovalorizzatore della sua città, per la quale è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio a un anno di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici (pene sospese). Le elezioni regionali si avvicinano e Vincenzo De Luca tira dritto, nonostante il rischio che la regione venga "decapitata".

Il candidato del Partito democratico in Campania non ha paura, nonostante la Cassazione abbia dirottato alla magistratura ordinaria il giudizio sull'applicazione della legge Severino, che potrebbe creare problemi nell'insediamento dell'ex sindaco di Salerno (dopo un'eventuale vittoria alle prossime amministrative). "Sulla base delle anticipazioni di una pronuncia della Cassazione - ha commentato De Luca - si è sviluppato un altro episodio della strategia della 'confusione'. Hanno paura di perdere. Sono alla disperazione. Se la Cassazione stabilisce che la competenza è del tribunale ordinario, piuttosto che del Tar, per noi non cambia assolutamente nulla".

De Luca ha citato il presidente del Consiglio: "Renzi ha chiaramente definito la Severino un problema superabile, confermando che chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare. Rimaniamo sui problemi dei cittadini. Prepariamoci a far rinascere la Regione dell'immobilismo e dei quattrocento consulenti inutili".

IL CASO DE LUCA - Il caos su queste elezioni è iniziato il ventuno gennaio, quando De Luca è stato condannato dal tribunale di Salerno, con pena sospesa, a un anno di reclusione e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per abuso di ufficio in relazione alla nomina di un project manager per il progetto di realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. Poi, per effetto della legge Severino, due giorni dopo è stato sospeso per 18 mesi dalle sue funzioni di sindaco di Salerno, alle quali tre giorni dopo lo ha rimesso il Tar della Campania. 

"MATTEO, SALVAMI TU" - Il sindaco "sceriffo", eletto con veri plebisciti primo cittadino di Salerno per quattro volte ma sconfitto alle regionali di cinque anni fa, è dunque sicuro che in ogni caso la legge Severino sarà un problema risolvibile. Anche perché sa che il governo sta studiando un piano di "non intervento", per lasciare che si arrivi a una sospensione "naturale" di De Luca nel caso di una sua vittoria. Per la stessa legge Severino, infatti, il presidente del Consiglio su relazione del prefetto e sentito il ministro degli Interni, deve procedere alla sospensione immediata per diciotto mesi dell'amministratore condannato. In alternativa la legge Severino può sempre essere modificata (è stata ventilata l'ipotesi di un decreto), almeno nella parte in cui inibisce le cariche elettive anche ai condannati in primo grado per abuso d'ufficio.

AL VOTO "ALLA CIECA" - Sarebbe questo l'auspicio dello stesso De Luca, che in un'intervista al Corriere della Sera non nasconde qualche perplessità sull'impianto del provvedimento: "Col casino di norme che c’è non sai mai se stai violando qualcosa. Ma Santo Iddio, ci sarà una differenza tra l’errore amministrativo e il reato penale? Con l’accusa di abuso d’ufficio puoi buttare nel calderone tutto". E poi c'è una terza via, che pare sia quella più caldeggiata da Renzi e tuttora allo studio dei tecnici. Si tratta di un piano di sospensione ritardata di almeno trenta giorni, con un ritocchino sui tempi della legge: in tal modo De Luca, in caso di vittoria, potrebbe comunque avere il tempo di nominare il suo vice e formare il Consiglio regionale. I tempi sarebbero tutti gestiti da Palazzo Chigi. E intanto la regione andrebbe avanti con il "reggente" (ovviamente Pd) fino alla sentenza della Consulta. In attesa della decisione di un giudice ordinario sui politici condannati, in Campania i cittadini andranno dunque alle urne "alla cieca". Impossibile sapere se, in caso di vittoria di De Luca, sarà effettivamente il candidato del Pd a governare la regione. Non un problema da poco.

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