Giovedì, 22 Aprile 2021
QUIRINALE

Toto Quirinale, i partiti alla conta interna: ecco i possibili scenari

Al Pd bastano 'bastano' solo 59 voti per eleggere il successore di Napolitano ma a pesare saranno sopratutto le divisioni interne ai partiti. Berlusconi teme i franchi tiratori, Grillo alla finestra. Ecco cosa può succedere

Le votazioni non sono ancora iniziate, ma negli schieramenti è già partita la conta interna. Tra i candidati papabili a succedere a Giorgio Napolitano si sono fatti i nomi - tra gli altri - di Anna Finocchiaro, Antonio Martino e Giuliano Amato, ma a pesare saranno soprattutto le divisioni all’interno di Pd e Forza Italia, e in molti sono già pronti a scommettere sul caos. 

Il via alle votazioni mercoledì 29 gennaio. Il plenum dell’assemblea è composto da 1009 membri: a partire dal quarto scrutinio basterà la metà più uno degli elettori per incoronare il successore di Napolitano. Tradotto in cifre, e al netto dei franchi tiratori, al Pd sarebbero sufficienti 'solo' 59 voti per trovare la quadra. Ma se guardiamo alla vita interna dei partiti le cose si complicano notevolmente.  

AREA DEM - Nel Pd gli scenari sono più che mai incerti. Sul Foglio di oggi, Claudio Cerasa ne ha dato ampio resoconto con tanto di conti matematici attribuiti a conteggi interni al Partito Democratico. Secondo Cerasa, tra Camera e Senato, Renzi potrebbe contare su 275 voti sicuri, 99 a rischio e 41 già persi in partenza, tra civatiani e bersaniani. Insomma, i franchi tiratori potrebbero essere addirittura di più di quelli che impallinarono Prodi nelle passate elezioni. 

FORZA ITALIA - Fino a ieri i forzisti sembravano aver trovato la quadra su Antonio Martino, nome che sembrava mettere d’accordo anche il Nuovo Centro Destra di Alfano e rinsaldare le fila dei moderati. Nelle ultime ore però si è registrato il passo indietro del Cav. Secondo La Stampa, infatti, proporre una candidatura di bandiera vorrebbe dire "offrire un bersaglio ai 'franchi tiratori' interni che, nel caso di Forza Italia, sono una quantità industriale".

M5S - Meno caotica la situazione nel partito di Grillo e Casaleggio. I due leader dei 5 Stelle hanno giocato d'anticipo, chiedendo al premier una rosa di nomi, su cui dovrà pronunciarsi la rete. Difficile però, se non impossibile, ipotizzare una convergenza con le altre forze in campo.

I NOMI PIU’ QUOTATI - Tra i dem nelle ultime ore si è fatto insistentemente il nome della senatrice Anna Finocchiaro. La sua candidatura sarebbe apprezzata da FI ed NCD e secondo Libero  c'è "chi sostiene che la senatrice sia il vero nome su cui hanno trovato un accordo Renzi e Silvio". Un altro nome è quella del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: a suo favore l’endorsement di due uomini molto vicini a Renzi, Matteo Orfini e il vicesegretario Debora Serrracchiani.

Secondo il Sole 24 Ore il grande favorito resta invece Giuliano Amato in quanto "personalità di area democratica" e pertanto "gradita anche a Berlusconi". Punto di debolezza: "Non ha un proprio partito e dal Pd potrebbero mancargli voti". In ballo ci sono poi altri candidati, meno conosciuti ai non addetti ai lavori, ma che all’ultimo momento potrebbe rientrare in corsa. Come l’ex presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco, o Raffaele Cantone, giovanissimo e stimato presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, che potrebbe compattare il fronte a sinistra del Pd. 

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