Domenica, 20 Giugno 2021
L'intervista

La fronda dei parlamentari di FI contro la federazione leghista: "Così Berlusconi si libera dei dirigenti"

In una intervista a Today.it, l'ex Ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito spiega come il matrimonio con Salvini sia un progetto avviato già dal primo Governo Conte: "Forza Italia diventa subalterna alla Lega"

Elio Vito - foto Ansa

Non è uno di quei politici sempre attenti alla forma e al politicamente corretto perché in più occasioni si è tirato addosso critiche da parte di colleghi di partito per le sue idee e posizioni controcorrente, tanto che qualcuno, all’interno di Forza Italia, lo aveva anche definito un “disturbatore”. Sono forse le scorie di una militanza nei Radicali di Pannella, nelle cui fila fu eletto nel 1992 e nel 1994. Lui, Elio Vito, già Ministro per i rapporti con il Parlamento tra il 2008 e il 2011 e oggi vice capo gruppo alla Camera di Forza Italia, si dice fieramente radicale e mantiene la sua pelle di ribelle liberale tra gli azzurri. Dopo aver bacchettato Antonio Tajani per le sue frasi sulla famiglia, aver partecipato alle manifestazioni di piazza a sostegno del Ddl Zan, che lui ha votato alla Camera e di cui si dichiara irriducibile sostenitore, adesso mette in guardia tutti, Silvio Berlusconi in primis, dalla ipotesi di federazione con la Lega:

“Sono assolutamente contrario, l’ho detto pubblicamente e mi auguro che la federazione con la Lega non si realizzi. Ma non perché contrario ad un principio di unità nel centrodestra, ma per Forza Italia. Con il Governo Draghi abbiamo l’occasione di recuperare la nostra centralità all’interno delle forze riformiste che sostengono il Premier. Poi, una volta riunite si potrà porre un problema di alleanze, ma lo fai alla fine. Dare oggi per scontata una alleanza con le forze sovraniste non serve a Forza Italia, che rischia di essere subalterna”, ci racconta.

Insomma lei vedrebbe Forza Italia con altri compagni di viaggio.
“Lo dico come provocazione, ma meglio Forza Italia al centro di una galassia liberale e riformista con Toti, Renzi e Calenda che non la federazione con la Lega. Non lo dico per dare contro alla Lega, ma per tutelare gli interessi di Forza Italia e anche di Berlusconi perché se c’è un tema, ed è legittimo, sulla sua candidatura a Presidente della Repubblica, la sua unica possibilità è evitare di fare il candidato di bandiera della Lega e porsi invece in una posizione di dialogo con tutte le forze politiche, cosa che l’attuale Governo gli consente di fare”. 

Eppure Berlusconi ha fatto saltare le riunioni con i territori e sembra voler tirare dritto senza ascoltare il partito.
“Lui è presidente e leader. E’ legittimo che prenda le sue decisioni per il partito, come legittimo da parte degli altri avanzare critiche”.

Sì, però un conto sono le critiche e un conto è vedere sempre Forza Italia su più posizioni, di fronte a varie tematiche. Che succede dentro Forza Italia, ci sono spaccature?
“Ma no, è la vivacità di un partito, in altri patiti non ci sono forse posizioni diverse? E’ la ricchezza e la forza del partito, quando assumo le mie posizioni dal palco delle manifestazioni pro Ddl Zan, non ho tolto qualcosa a Forza Italia, semmai ho portato qualcosa al mio partito”. 

Insomma lei è e resta un fedelissimo di Forza Italia e Silvio Berlusconi. Ma non ha nemmeno ricevuto una proposta da parte di Coraggio Italia?
“No, non mi ha chiamato nessuno perché mi conoscono. Sanno bene che non lascio Forza Italia. Confermo che non cambierò la mia bio: deputato di Forza Italia e juventino”. 

Di solito è più facile cambiare partito che fede calcistica:
“Sì ma stia tranquillo che non cambio nessuna delle due”. 

Tornando alla politica, lei insomma vede Forza Italia al centro di un progetto riformista, ma lì ora c’è un vuoto cosmico.
“Quello che dico pure io, questa situazione è iniziata con la penultima legislatura, quando c’era al governo la Lega con i Cinque Stelle e i riformatori erano tutti all’opposizione. Forza Italia è lì che ha cominciato ad appiattirsi sulla Lega. Lei mi trovi un elemento su cui Forza Italia ha fatto opposizione serrata”. 

Non ci fu proprio opposizione da destra.
“E infatti noi lì abbiamo cominciato a perdere voti, il progetto della federazione con la Lega è iniziato lì, non è una cosa di una settimana fa ma viene fuori dall’esperienza del primo Conte. Ma ora Berlusconi può guidare un nuovo polo riformista e con anche maggiore autorevolezza, può giocarsi la partita per diventare presidente della Repubblica”. 

Ma col senno del poi, lei che è sempre stato dentro Fi e che ha grande stima per il presidente Berlusconi, ma ripensando alle leggi ad personam, al conflitto di interessi e alle riforme mai fatte, non crede che Berlusconi abbia sbagliato qualcosa?
“Sbagliato no perché era anche il contesto, c’erano gli alleati che lo frenavano e oggi dispiace che si voglia consegnare propri a quegli alleati che al tempo gli avevano impedito di fare riforme come quella della giustizia. Così Berlusconi rinuncia al profilo da riformatore e quella di oggi non è la Forza Italia che conoscevo una volta. Si è arroccata intorno a poche figure e, con la federazione con la Lega, Berlusconi si vuole liberare di questi dirigenti”. 

Ma li ha nominati lui.
“E adesso ricoprono troppi ruoli e se ne vuole liberare così, con la federazione”.

Senta lei è un difensore del Ddl Zan, ma da liberale, non le fa impressione quella parte in cui di prevedono attività scolastiche. Non si rischia la propaganda?
“No, quella parte deriva dall’introduzione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, già istituita dall’Onu. E’  una formula di rito quando si prevedono certe leggi, sono momenti nella giornata in cui si fanno richiami al rispetto e stigmatizzando ogni forma di discriminazione. Come quando ci sono le cerimonie per ricordare le foibe. Qui usato formula di rito, ma proselitismo, legge vietata discriminazione”. 

Lei si sente ancora radicale, cosa le manca di Pannella?
“Non manca perché è vivo e presente”. 

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