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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Scenari

Una donna al Quirinale: perché salgono le quotazioni di Elisabetta Belloni

Draghi sempre più lontano dal Colle. C'è l'ok anche di Salvini: l'intera maggioranza non gradirebbe il trasloco del premier. E' un'ipotesi che prende corpo quella della prima donna alla Presidenza della Repubblica: i nomi

Una donna al Quirinale dopo Sergio Mattarella? Resta il fatto che il candidato favorito resta sempre Mario Draghi, staccatissimo dagli altri, ma una sua salita al Colle per prendere il posto dell'attuale Capondello Stato porterebbe secondo molti osservatori alla cadua del governo. E' un'ipotesi che prende corpo quella della prima donna alla Presidenza della Repubblica. I nomi ci sono e se ne possono mettere in fila tanti. Lo fa oggi anche la Stampa, ipotizzando quali possono essere le candidate più forti.

Totoquirinale: è la volta di una Presidente donna?

Liliana Segre ha detto "no grazie". Ma ci sono anche altri nomi. Vediamoli: Rosy Bindi e Anna Finocchiaro, ex minsitre con storie politiche diverse alle spalle ma molta esperienza. E poi tra le altre ipotesi c'è il nome dimRoberta Pinotti: più giovane, ancora in Parlamento, è stata - come Sergio Mattarella - ministra della Difesa.

A destra si racconta invece di "un lavorio costante": da parte della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, protagonista pochi giorni fa di una sontuosa cerimonia nella giornata contro la violenza sulle donne. Dell'ex sindaca di Milano, ora vicepresidente della Lombardia, Letizia Moratti. Più al centro, torna il nome dell'ex ministra della Giustizia Paola Severino.  Ma il quotidiano torinese sottolinea che salgono sanche le quotazioni dell'attuale Guardasigilli Marta Cartabia: "Il suo recente viaggio negli Stati Uniti è stato visto come una manovra di accreditamento (se vale per Giancarlo Giorgetti, perché non per lei?)". Outsider la costituzionalista Lorenza Carlassare.

Chi è Elisabetta Belloni: salgono le sue quotazioni 

E poi c'è un nome intorno al quale potrebbero girare tutti i nuovi equilibri: "Elisabetta Belloni: già alla direzione generale della Farnesina, ora a capo dei servizi segreti, non è solo una carta tenuta coperta per la via del Colle. Racconta uno dei molti giocatori sullo scacchiere-Quirinale: «Se davvero Draghi vuole diventare presidente, nessuno sarà in grado di fermarlo. A quel punto, bisognerebbe assicurare un nuovo governo e bisognerebbe dargli un'impronta di novità, mettendo da parte l'ipotesi grigia del ministro dell'Economia Daniele Franco. Chi meglio di una donna?». O meglio, tirando fuori nomi e cognomi, chi meglio di Elisabetta Belloni?

Il governo Draghi ha nominato Belloni lo scorso maggio alla direzione generale del Dis. Prima donna alla guida di una struttura dell’intelligence. Ambasciatrice, romana, è considerata da sempre neutrale alle dinamiche dei partiti. Stimata da Luigi Di Maio (prima del Dis era segretaria generale della Farnesina), ma anche da Matteo Renzi e da Paolo Gentiloni. Nel centrodestra, scriveva il Foglio qualche giorno fa - ha da sempre un filo diretto con Gianni Letta. Ma è anche "la donna del “quasi”. Nel 2018  Elisabetta Belloni danzò sui giornali per qualche giorno come quasi premier di una maggioranza Pd-M5s, scenario che andò subito in frantumi (salvo ripresentarsi dopo un anno). Questo nome ritorna adesso nei ragionamenti del deep state qualora la matasse diventassero difficili da dipanare. Davanti cioè a un sostanziale muro contro muro delle forze del Parlamento con franchi tiratori in stato di grazia e partiti spappolati".

Romana, 63 anni, dal maggio del 2016 fino a maggio 2021 era alla guida della macchina della Farnesina, prima donna segretario generale del ministero degli Esteri. Studentessa al liceo Massimo di Roma, lo stesso dove ha studiato Mario Draghi, laureata in scienze politiche alla Luiss nel 1982, è entrata in carriera diplomatica nel 1985, ricoprendo incarichi, tra gli altri, a Vienna e Bratislava. Nel 2004, anche in questo caso prima donna a ricoprire questo ruolo, viene nominata capo dell'Unità di crisi della Farnesina, gestendo, tra le varie emergenze, i rapimenti di italiani in Iraq e in Afghanistan e lo tsumani nel sudest asiatico. Dal 2008 al 2012 è direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo e poi dal 2013 al 2015 assume le funzioni di direttore generale per le Risorse e l'innovazione. Promossa ambasciatore di grado nel 2014, nel 2015 è stata capo di gabinetto dell'allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Dal 5 maggio 2016 era la prima donna segretario generale della Farnesina. Negli anni il suo nome era più volte circolato come ministro degli Esteri.

Parla quattro lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco) ed è vedova dell’ambasciatore Giorgio Giacomelli, morto a febbraio del 2017.

Mario Draghi resterà a Palazzo Chigi?

Ieri anche Matteo Salvini si è accodato a chi auspica (non solo prevede) che Draghi «rimarrà a lungo» alla guida del governo e comunque sino al 2023. Una posizione che segue quella, analoga, espressa negli ultimi due giorni da Luigi Di Maio, Enrico Letta (seppur in modo più velato), Carlo Calenda e soprattutto Silvio Berlusconi. Visto che c'è l'om anche di Italia viva e Di Leu, l’intera maggioranza non gradirebbe il trasloco del premier sul Colle.

"Non è un dato da poco - nota oggi Repubblica -  anzi è la prima volta, da quando l’attuale esecutivo ha lasciato i blocchi di partenza, che si verifica tale congiuntura. Questa circostanza da un lato sancisce una nuova spaccatura nel centrodestra: Giorgia Meloni, infatti, si è sempre espressa per l’ascesa di Draghi al Quirinale e per un successivo, immediato, voto anticipato". Draghi sa bene che oggi i leader politici a fatica potrebbero garantirgli l’appoggio compatto dei propri parlamentari, con lo spauracchio delle elezioni anticipate. Accetta di proseguire il suo mandato a Chigi "ma a una condizione chiara, seppur non esplicitata sinora: che qualsiasi altra scelta per il Colle non spacchi la sua maggioranza. Non tollererebbe fibrillazioni superiori a quelle subite sinora. Ecco perché, come detto da Romano Prodi ieri, difficilmente si potrà giungere a una candidatura di una parte imposta sull’altra (e Prodi in questa chiave ha escluso il proprio nome e quello di Berlusconi)", ragiona il quotidiano.

"Il modo più corretto è un confronto nelle forze politiche, nei gruppi parlamentari - dice l'ex premier Giuseppe Conte al Corriere della Sera -  Non c’è dubbio. Ma poi serve il confronto tra gruppi e tra forze politiche. Esistono un’area progressista e un’area di destra. Ma quando si ragiona per scegliere la figura che garantisca l’unità del Paese e rappresenti felicemente tutti gli italiani, allora c’è uno sforzo da fare, bisogna uscire dallo steccato dell’alleanza precostituita, dialogare anche con le forze di centrodestra e di destra. Si deve trovare una persona di grande profilo morale e autorevolezza che possa guidarci per i prossimi 7 anni".  Tutto aperto dunque. Con l'ipotesi che possa essere di una donna il nome in grado di mettere d'accordo maggioranza e opposizione per l'elezione di chi succederà a Sergio Mattarella. Magari proprio Elisabetta Belloni.

E se il nuovo presidente della Repubblica non fosse un politico?

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