Mercoledì, 16 Giugno 2021
Un blitz a sorpresa chiude l'era Conte-Vecchione

Chi è Elisabetta Belloni, la prima donna a capo dei servizi segreti in Italia

Con un blitz a sorpresa il governo Draghi chiude l'era Vecchione-Conte. La nomina benedetta da Gabrielli. Si decide anche su Aise ed Aisi

Ieri Mario Draghi ha chiuso l'era di Gennaro Vecchione nominando al Dis (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza) Elisabetta Belloni, finora segretario generale della Farnesina. Al suo posto subentra l’ambasciatore Ettore Sequi, che è stato suo capo di gabinetto. La nomina di Belloni segue quella di Franco Gabrielli e dei direttori delle agenzie operative: Giovanni Caravelli all’Aise e Mario Parente all’Aisi (prorogato ieri per un altro anno).

Chi è Elisabetta Belloni, la prima donna a capo dei servizi segreti in Italia

Romana, 63 anni il primo settembre, l'ambasciatrice Elisabetta Belloni dal maggio del 2016 era alla guida della macchina della Farnesina, prima donna segretario generale del ministero degli Esteri. Studentessa al liceo Massimo di Roma, lo stesso dove ha studiato Mario Draghi, laureata in scienze politiche alla Luiss nel 1982, è entrata in carriera diplomatica nel 1985, ricoprendo incarichi, tra gli altri, a Vienna e Bratislava. Nel 2004, anche in questo caso prima donna a ricoprire questo ruolo, viene nominata capo dell'Unità di crisi della Farnesina, gestendo, tra le varie emergenze, i rapimenti di italiani in Iraq e in Afghanistan e lo tsumani nel sudest asiatico.

Dal 2008 al 2012 è direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo e poi dal 2013 al 2015 assume le funzioni di direttore generale per le Risorse e l'innovazione. Promossa ambasciatore di grado nel 2014, nel 2015 è stata capo di gabinetto dell'allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Dal 5 maggio 2016 era la prima donna segretario generale della Farnesina. Negli anni il suo nome era più volte circolato come ministro degli Esteri e anche come capo del Dis. Ma anche, nel 2018, come presidente del Consiglio scelta da Sergio Mattarella. 

Il quotidiano La Repubblica ipotizzava all'epoca un ticket di governo Belloni-Salvatore Rossi, con la numero due della Farnesina affiancata all'Economia dal direttore generale della Banca d'Italia nell'era di Ignazio Visco. Elisabetta Belloni è stata la prima donna segretario generale della Farnesina, nominata da Paolo Gentiloni, ed è docente di Cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma. In ottimi rapporti con Gianni Letta e con il mondo accademico che piace ai pentastellati, ha apprezzamenti bipartisan (buoni rapporti con il Movimento 5 Stelle e con ruoli dirigenziali nei governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi). Parla quattro lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco) ed è vedova dell’ambasciatore Giorgio Giacomelli, morto a febbraio del 2017.

Il blitz di Draghi per la nomina di Belloni

Ieri si attendeva la nomina di un vice in sostituzione del generale Carmine Masiello, che si è trasferito allo Stato Maggiore della Difesa. Invece il presidente del Consiglio, in accordo con Gabrielli, ha salutato Vecchione che era un uomo di Conte e che, secondo quanto scrive oggi l'agenzia di stampa Ansa, era all'oscuro della decisione di Palazzo Chigi e non era stato convocato alla riunione del Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (Cisr) che ha deciso le nomine. Vecchione era stato all'audizione del Copasir dove aveva parlato dell'incontro in autogrill a Fiano Romano tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il capocentro dello stesso Dis, Marco Mancini, di cui aveva dato notizia Report. In precedenza un altro ambasciatore, Giampiero Massolo, aveva diretto il Dis.

La Stampa scrive oggi che dell’uscente Vecchione, si racconta che la carta segreta fosse l’amicizia tra la sua ex moglie e Olivia Paladino, la fidanzata dell’avvocato ritrovatosi premier. Insieme alla comune devozione a Padre Pio. La Belloni nel 2004 da capo dell'Unità di Crisi della Farnesina aveva gestito il rapimento dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo da parte dei Talebani. Il quotidiano ricorda proprio oggi che il direttore del Dis non è un vero capo dei servizi segreti, anche perché i capi di Aise e Aisi sono molto gelosi delle loro competenze.

Ma di sicuro Belloni saprà come gestire il rapporto delle due agenzie col capo del governo, con gli altri ministri. E saprà rappresentare tutto il comparto della sicurezza in giro per il mondo con competenza.

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