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Martedì, 17 Maggio 2022
La corsa al Colle

Elisabetta Casellati presidente della Repubblica: perché è possibile (e perché no)

Chi è Maria Elisabetta Alberti Casellati e quali sono gli scenari con la proposta del nome del presidente del Senato per il Quirinale

Ci sono le carte scoperte e poi quelle coperte. Il nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati appartiene a quest'ultimo mazzo. Quella della presidente del Senato non è una candidatura ufficialmente sul tavolo, ma già da qualche giorno si vocifera che il centrodestra potrebbe tentare il "blitz" (detto tra virgolette) proponendo proprio il suo nome a partire dalla quarta votazione, quando per eleggere il presidente della Repubblica basterà la maggioranza assoluta dei voti.

Paradossalmente le quotazioni di Casellati sono salite nel momento in cui i leader di Lega, Fdi e Forza Italia hanno deciso di non includerla nella rosa dei nomi "quirinabili" su cui si sarebbe tentata (almeno a parole) un'intesa con il centrosinistra. Segno evidente, così almeno si ragiona in ottica Quirinale, che il suo non è un nome "da bruciare". Interrogato sul punto Salvini è stato evasivo, ma se vogliamo anche allusivo: Casellati, ha detto, è stata tenuta fuori dalla rosa perché "non ha bisogno di essere candidata" e "non ha bisogno che la sponsorizzi io". 

Chi è Elisabetta Casellati

Ma chi è Elisabetta Casellati e perché la sua candidatura (benché non ufficializzata) viene ritenuta credibile? Nata a Rovigo il 12 agosto del 1946, Casellati si è laureata in giurisprudenza a Ferrara e specializzata in diritto canonico nella Pontificia Università Lateranense. È stata ricercatrice universitaria all'Università di Padova e poi avvocato matrimonialista di molti vip (tra i suoi assistiti Stefano Bettarini e Gabriele Muccino). Nel 1994 ha aderito a Forza Italia, di cui è una militante della prima ora; nello stesso anno è stata eletta per la prima volta senatrice ed è diventata segretaria del partito nell'aula di Palazzo Madama. Fedelissima di Berlusconi lo ha seguito prima nel Pdl e poi di nuovo in Forza Italia. Nelle ultime cinque legislature è stata sempre eletta. 

Una forzista doc che non si è fatta mancare incarichi istituzionali di un certo prestigio. Dal 2004 al 2006 è stata sottosegretaria alla Salute del governo Berlusconi bis e dal 2008 al 2011 ha ricoperto lo stesso incarico al ministero della Giustizia. Il 15 settembre 2014 è stata eletta dal Parlamento membro laico del Csm dimettendosi da senatrice. Quasi quattro anni dopo è diventata la prima donna presidente a sedersi sul più alto scranno del Senato (carica che tuttora detiene), grazie anche ai voti dei 5 Stelle allora alleati con la Lega.

Quella di Casellati è stata una carriera quasi trentennale che l'ha vista militare sempre in Forza Italia e nel centrodestra. Dal punto di vista dei diritti ha spesso espresso posizioni conservatrici opponendosi ad esempio alla legge sui diritti civili tra persone dello stesso sesso perché "la famiglia non è un concetto estensibile". Si è anche spesa (condividendo una battaglia leghista) sul tema della sicurezza affermando che "la legittima difesa è sempre legittima. Chi viola una proprietà privata - aveva detto prima di diventare presidente del Senato - deve sapere che rischia una reazione. La legge attuale è insufficiente, va cambiata". 

Perché Casellati potrebbe essere eletta (e perché no)

Quella di Casellati è inevitabilmente una candidatura "di parte" come del resto lo sono state quelle di Mattarella e Napolitano per il centrosinistra. Il punto è tutto qui: Salvini, Meloni e Berlusconi sono persuasi che sia arrivato il momento di esprimere un Capo dello Stato della loro area. E chi meglio della seconda carica dello Stato? "La Casellati, come Fico, sono le più alte cariche istituzionali" ha fatto notare Salvini. "Quindi non fanno parte di rose politiche, di proposte. Sono lì. Casellati è candidabile senza che Salvini la proponga". Il ruolo dunque gioca a suo favore. Per intenderci: se non si arrivasse alla fumata bianca entro il 3 febbraio (data di scadenza del settennato di Mattarella) sarebbe proprio Casellati a prenderne il posto pro-tempore diventando la presidente reggente. Il centrodestra potrebbe dunque tentare il "blitz" dalla quarta votazione, sperando di arrivare al magic number di 505 grazie ai franchi tiratori.

Si guarda in particolare in casa 5 Stelle. A sentire i parlamentari del M5s (che pure la votarono nel 2018, sebbene in presenza di un accordo per l'elezione di Fico alla Camera), il nome di Casellati "è irricevibile", "un nome divisivo come Berlusconi". Ma nel segreto dell'urna tutto è possibile. Il tentativo potrebbe perfino andare in porto. L'ostacolo più grande semmai è un altro: una prova di forza del centrodestra risolverebbe (forse) i giochi per il Quirinale, ma d'altra parte farebbe deflagrare in mille pezzi il governo. Il segretario del Pd Letta è stato perentorio: "Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all'opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un'operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto". E se per la destra non fosse un male? 

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