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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica Italia

Terremoto nel Governo, il ministro per gli affari regionali Enrico Costa si è dimesso

Il ministro esponente del Nuovo Centrodestra lascia in polemica aperta con il premier Gentiloni. Solo ieri Alfano aveva annunciato la fine della collaborazione con il Pd ma aveva assicurato l'appoggio al governo Gentiloni.

Il ministro Enrico Costa, ha presentato in data odierna le proprie dimissioni al presidente del Consiglio dei ministri. Il titolare del dicastero per gli Affari Regionali aveva già minacciato le dimissioni: a pesare sulla decisione sarebbero soprattutto le tensioni anche interne alla maggioranza sullo ius soli, ma anche la riforma penale voluta dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e il nuovo codice antimafia.

Indiscrezioni vedono l'ex ministro in uscita dal gruppo di Alfano e in dialogo con Forza Italia. Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ringraziando Costa per il contributo dato all'Esecutivo, assume l'interim degli Affari Regionali.

Alfano: Dimissioni tardive

"Le dimissioni di Enrico Costa inevitabili e tardive. Credevo lo facesse già un paio di giorni fa". Lo dichiara il leader di Ap e ministro degli Esteri Angelino Alfano, che aggiunge: "Lo diciamo da tempo: noi vogliamo costruire un'area autonoma, una forza indipendente da destra e da sinistra. Abbiamo idee, forza e coraggio per fare qualcosa di grande. Comprendiamo che chi non ce la fa, faccia scelte diverse, ma noi andiamo avanti per la nostra strada, senza metterci in fila da nessuna parte", conclude il ministro degli Esteri e leader di Ap. 

Il ministro Costa si è dimesso

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Le dimissioni presentate con la seguente lettera. "Caro Presidente, ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche.

Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia. In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C'è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il Governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica.

Tu, caro Presidente, hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo.

Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al Governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero. Ho avuto un'occasione unica ed ho fatto un'esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di Governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di Ministri che si sono dimessi spontaneamente. Rassegno, pertanto, con la presente, le mie dimissioni dall'incarico di Ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del Governo".

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