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Giovedì, 20 Giugno 2024
Nuovo governo

Tutto pronto per il Governo Letta: ora i ministri

Il presidente incaricato è pronto a sciogliere le riserva: colloquio con Napolitano per fare il punto sulle consultazioni. Intanto si delinea la squadra di governo. A bordo D'Alema e almeno quattro "berlusconiani"

Il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta si è recato nelle prime ore di questa mattina al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Il colloquio è durato circa due ore e mezza ed è servito ai due per fare il putno della situazione sul prossimo incarico di governo.

Intanto Letta continua a considerare l'incarico di formare il nuovo governo "un peso forse più grande" di quello che le sue "spalle possono sopportare", ma dopo la prima giornata di consultazioni l'obiettivo è più vicino.

La svolta che rafforza la sua posizione è arrivata dal leader del Pdl, Silvio Berlusconi, fermo sulla volontà di non rinunciare alla sostanza del programma economico proposto, ma allo stesso tempo deciso a evitare strappi: la restituzione dell'Imu non è un totem e se il nuovo esecutivo farà propria la sostanza dell'agenda economica del centrodestra "il nome e cognome dei prossimi ministri non è certo un problema. Nessuno veto e nessuna richiesta da parte nostra". L'unico no pregiudiziale riguarda il dg di Bankitalia Fabrizio Saccomanni perché "abbiamo già dato con i tecnici".

SOLO VENTI GIORNI FA LETTA PARLAVA COSI': "MAI AL GOVERNO CON BERLUSCONI"

Un fallimento di Letta, per il Cavaliere, sarebbe disastroso: "Non voglio nemmeno pensarci - ha detto al Corriere della Sera e al Gornale da Dallas (Usa), dove ha partecipato all'inaugurazione della biblioteca e del museo che celebrano l'amico George W. Bush -. Bisogna muoversi subito, bisogna uscire dalla recessione che uccide l'economia. Letteralmente: ci sono imprenditori che si suicidano, lo vedete anche voi. E io, che sono anche imprenditore, vedo ovunque situazioni terribili, aziende con le spalle al muro. Non c'è tempo da perdere. Ma ho sentito Alfano, sia lui che Brunetta erano soddisfatti: mi sembra che le cose si stiano mettendo bene".

Parole di incoraggiamento sintetizzate da Berlusconi a Letta anche in una telefonata "di trenta secondi", ha precisato ieri il premier incaricato. Oggi il vice segretario del Pd tenterà la stretta finale e valuterà se ci sono effettivamente le condizioni per sciogliere la riserva. Con Berlusconi, che tornerà in serata dal Texas, non è previsto alcun faccia a faccia. Certo è che ieri "la discussione con il Pdl - ha ammesso Letta - è stata più lunga, quasi due ore, ma d'altronde molte ore ci vorranno ancora perché veniamo da un tempo di diffidenze profonde. Restano differenze significative e serve ancora tempo".

TOTOMINISTRI. I nomi? Sono sempre quelli ma con due new entry: Massimo D'Alema e Annamaria Cancellieri. Su questi due nomi Letta avrebbe il benestare del Pdl e farebbero da "baricentro" alla squadra di governo che conterebbe - in rapporto - su un "berlusconiano" ogni due esponenti del Pd. E con un occhio ai "saggi" per tenere dentro i montiani.

Quel che sembra certo è che sarà Enrico Letta a scegliere tre ministeri, quelli chiave, in accordo con Napolitano: Economia (dove andrebbe uno tra Giuliano Amato e Fabrizio Saccomanni sul quale però pesa il no di Berlusconi), Interni (Annamaria Cancellieri) e Giustizia (Michele Vietti).

Al Pdl andrebbero la Difesa (da chiarire il nome, Renato Schifani?), la Salute (Maurizio Lupi), Pari Opportunità (Mara Carfagna) e con Gaetano Quagliariello, "Pdl ma in quota saggi" alle Riforme. Sembra infatti difficile che Mariastella Gelmini possa tornare all'Istruzione. Più probabile che Angelino Alfano diventi vicepremier.

Fronte Pd, gli esponenti in odore di ministero restano invece Graziano Delrio (Coesione territoriale), uno tra Tiziano Treu o Stefano Fassina (Lavoro), Sergio Chiamparino e Dario Franceschini. Ai montiani (anche qui "quota saggi") potrebbe invece essere delegata l'Istruzione con Mario Mauro e i Beni Culturali (Ilaria Borletti Buitoni?).

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