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Venerdì, 14 Giugno 2024
Nuovo governo

Napolitano ha deciso: Enrico Letta è il nuovo premier

Il Presidente della Repubblica, dopo la fitta giornata di colloqui di ieri, ha scelto il vicesegretario del Pd per costruire un governo di larghe intese. Per la squadra di ministri si attingerà dai "dieci saggi"

Gianni Letta è il nuovo presidente del Consiglio incaricato da Giorgio Napolitano per formare il nuovo governo. Il vicesegretario del Pd ha accettato l'incarico "con riserva". Ora si tratta di andare a cercare in Parlamento i numeri per formare una maggioranza che dia vita a un esecutivo.

DA DOMANI CONSULTAZIONI. Enrico Letta apre le danze per dar vita a un nuovo governo che sarà, ovviamente, di larghe intese: "Cercherò di utilizzare il più breve tempo possibile" ha spiegato ai giornalisti dal Quirinale "inizierò già domani e spero nel più breve tempo possibile di tornare a sciogliere la riserva con la quale ho accettato l'incarico del Presidente della Repubblica".

"Il mio grande impegno - ha spiegato Letta - sarà a far sì che da questa vicenda possa uscire una politica italiana diversa con riforme istituzionali per ridurre il numero dei parlamentari, cambiare il bicameralismo e una nuova legge elettorale". Per farlo, però, "serve la più grande coesione possibile".

Per quanto riguarda la questione interna al Partito democratico, Letta si è detto "confortato dal fatto che il Pd ha già fatto una riunione che ha deciso a larga maggioranza con un documento molto chiaro che è la base che mi ha portato ad accettare l'incarico di oggi e ha dato al Presidente della Repubblica di scegliere questa strada piuttosto che altri nomi dei toscani che giravano in queste ore. Mi faccio forte del senso di responsabilità che ha assunto ieri il Pd".

VIDEO - Letta: "Il mio governo non nascerà per forza" | Napolitano: "Letta è sì giovane ma esperto"

NAPOLITANO. Poche ma chiare, invece, le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha spiegato di aver scelto Letta, "giovane ma esperto" in quanto "ha le caratteristiche adatte per un compito delicato" come quello di "formare un Governo di larga maggioranza".

"Si è aperta la strada alla formazione del governo - ha spiegato Napolitano - di cui ha urgente il paese, una formazione troppo lungamente attesa dal paese. Questa e' la sola prospettiva possibile: una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare la maggioranza. E' essenziale in questa fase nella quale ci sono ancora ricadute polemiche di stagioni precedenti che si affermi un clima di massimo rispetto reciproco tra le forze politiche impegnate a collaborare alle formazione del governo".

PERCHE' LETTA. A differenza di Amato, Letta dovrebbe tenere più compatto il partito non solo al momento del voto di fiducia ma anche durante l'attività di governo, evitando il rischio di un Vietnam parlamentare al quale - nel caso in cui il governo fosse invece di profilo più basso - potrebbe aggiungersi il Pdl inserendo i "falchi" nella squadra dell'esecutivo. Non è un mistero che il programma di governo Napolitano lo ha invece bene in mente, con il lavoro dei "saggi" che il capo dello Stato vorrebbe rapidamente esaminato ed approvato. E a favore di Letta pesa anche la possibilità di includere la Lega: ribadito oggi il veto ad Amato da parte del Carroccio, puntare sul vice segretario Pd potrebbe togliere a Roberto Maroni la comoda opzione di restare fuori dal governo e da lì drenare consensi anche al Pdl.

LA SCHEDA: CHI E' ENRICO LETTA

IL TOTO MINISTRI: ECCO I NOMI

ESECUTIVO "DI SAGGI". Con Letta al govorno, nell'esecutivo entreranno counque nomi "pesanti", vista anche la netta preferenza di Silvio Berlusconi per nomi autorevoli che possano dargli le garanzie richieste. Leader politici di primo piano come D'Alema e Franceschini per il Pd, Alfano e Schifani per il Pdl, e a questo punto forse anche l'ex premier Mario Monti. Una squadra che verrebbe completata attingendo al bacino dei "saggi". E dunque Mario Mauro (nella doppia veste di esponente di vertice di Scelta Civica e di componente dei gruppo di lavoro insediato da Napolitano) e poi Salvatore Rossi, Luciano Violante, Gaetano Quagliariello. Altri rumors vorrebbero poi almeno due tecnici - Monti e Cancellieri - restare in carica come ministri degli Esteri e dell'Interno.

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