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Sabato, 4 Febbraio 2023
L'intervista

Fratelli d'Italia e la guerra all'etichetta sul vino: "Rischiamo che altri seguano l'Irlanda"

Il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo Zucconi presenta una mozione per difendere il made in Italy. "Commissione contro Parlamento europeo è un corto circuito" dice a Today. L'intervista

Il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo Zucconi è imprenditore nel turismo, è proprietario di alcune attività di ristorazione lungo il litorale dell'alta Toscana. Turismo e impresa sono gli ambiti nei quali dà il suo maggior contributo al partito e al governo Meloni. Non a caso è sua la mozione presentata per impegnare il governo a salvaguardare l'export del vino in Europa, dopo la normativa introdotta in Irlanda (a cui la Commissione Eu ha dato l'ok) per cui le bottiglie di alcolici avranno la stessa etichetta delle sigarette: "Nuove gravemente alla salute".   

Onorevole lei nella mozione parla di un "pericoloso precedente". Avete paura che le nuove leggi introdotte in Irlanda possano allargarsi ad altri Paesi europei?
"In questa vicenda siamo stati in molti ad indignarci. Abbiamo avuto l'appoggio di Paesi come Francia e Spagna perché quanto chiesto dall'Irlanda è privo di ogni senso logico conosciuto. Alla sua domanda le rispondo che sì, il timore c'è perché, come la Commissione Ue ha autorizzato con un silenzio assenso quella che per noi è una richiesta inaccettabile, potrebbe di conseguenza provocare nuove iniziative legislative simili da parte di altri Stati. Allo stesso tempo però auspichiamo che non si vada contro l'indirizzo politico dettato dal Parlamento europeo, che, con la risoluzione del 16 febbraio del 2022, aveva chiesto di contenere nelle etichette informazioni sul consumo moderato e responsabile di alcol; cosa ben diversa da quanto invece chiesto dall"Irlanda che di fatto ha estremizzato e mal interpretato la suddetta risoluzione".

E se altri Paesi seguissero l'Irlanda? Quali scenari per l'export italiano di vino?
"Il nostro dovere è quello di tutelare la salute in primis e poi l'economia della nostra nazione: il settore vinicolo in Italia è tra i più riconosciuti, basti pensare che nel 2022 il fatturato ha visto una crescita del 12% rispetto all'anno prima, che prevedeva un fatturato di 12 miliardi di euro. Solo di export stiamo parlando di circa 8 miliardi nel 2022. Vien da sé che una legge che terrorizza sul consumo di vino, moderato s'intende, provocherebbe una forte discesa del settore enogastronomico e di conseguenza turistico-esperienziale".

"Nuoce alla salute", stessa etichetta su vino e sigarette? Come stanno davvero le cose

State di fatto chiedendo al governo di alzare le barricate in Europa sull'eventuale etichettatura dei vini
"
Nessuna barricata al contrario vogliamo che venga seguita la linea già delineata dal Parlamento Europeo. Soprattutto stiamo cercando di evitare che il vino venga paragonato alle sigarette e ai produttori del tabacco".

Allora cosa dovrebbe fare secondo lei il Governo di preciso per impedire che la Commissione proponga un proprio atto legislativo in quel senso?
"Il nostro Governo si impegnerà, innanzitutto, in sede Ue a scongiurare, anche nei prossimi consigli Europei, l'adozione del progetto normativo irlandese. Dopodiché si impegnerà a garantire che venga messa un'etichettatura che non sia fuorviante e rispetti le regole europee: la frase "pericolosi per la salute" venga eliminata perché priva di prove scientifiche e incompatibile con l'uso moderato dello stesso".

Chiede anche al governo l'impegno a non seguire l'eventuale "applicazione di sistemi di etichettatura". Ma se la Commissione dovesse promuovere una legge, l'Italia non sarà forse obbligata ad adeguarsi?
"Intanto siamo in attesa dell'autorizzazione da parte dell'Organizzazione mondiale del commercio, che entro 60 giorni dovrà esprimersi sulla normativa irlandese. Siamo sicuri che questa storia avrà un lieto fine, ma suggeriamo a questo punto all'Irlanda di trovare altre soluzioni al suo problema sociosanitario legato all'abuso di superalcolici che sta proprio alla base della richiesta fatta".

Insomma, vorreste che la Commissione segua le indicazioni del Parlamento ma quella dell'assemblea è un indirizzo meramente politico. Cosa fare concretamente per far cambiare linea alla Commissione che, con una norma, può davvero mettere in crisi il mercato del vino?
"Il problema è di tipo politico. Non sindachiamo la modalità con cui l'Irlanda ha agito nell'ambito della propria sovranità, sindachiamo il fatto che, avallando questa normativa, la Commissione europea vada contro l'indirizzo politico del Parlamento Europeo, lo stesso parlamento che conferisce la fiducia alla Commissione. Quando una proposta come questa va contro l'indirizzo politico del parlamento e vari Paesi membri, abbiamo un cortocircuito che non può essere trascurato".

Senta Zucconi lei, per difendere la bontà della posizione italiana in Europa, tira una linea netta: fra promuovere il consumo responsabile di un prodotto che, se consumato in eccesso, può avere anche gravi conseguenze e la sua criminalizzazione tout court. Ma non può valere lo stesso ragionamento con sostanze come la cannabis per esempio?
"Non si può paragonare l'uso moderato e responsabile del vino a quello della cannabis. In primis la cannabis è una droga illegale in Italia; il vino invece fa parte della nostra tradizione radicata nei secoli, nella nostra storia culturale, economica, commerciale e sociale. Fare uso di droga non è mai una scelta giusta".

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