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Sabato, 4 Dicembre 2021
Politica

L'Europa avverte l'Italia: i conti sono a rischio

Nella legge di bilancio 2017 ci sarebbe una "significativa deviazione" rispetto agli obiettivi di risanamento dei conti di medio termine, fanno sapere da Bruxelles. Il parere definitivo sulla questione però si avrà solo tra uno o due mesi

C'è anche l'Italia tra i sei Paesi dell'Unione che secondo la Commissione europea appaiono "a rischio di inadempienza" delle regole del patto di Stabilità e di crescita in base ai piani di bilancio preparati per il 2017. Nel parere elaborato da Bruxelles, si legge che questi Stati, che oltre alla penisola contano Belgio, Cipro, Lituania, Slovenia e Finlandia, i piani presentati mostrano una "significativa deviazione" rispetto agli obiettivi di risanamento dei conti di medio termine precedentemente previsti.

Il rapporto dell'Ue supplementare sul bilancio 2017 dell'Italia verrà presentato comunque dopo le riunioni di Eurogruppo e Ecofin del 5 e 6 dicembre, quindi che successivamente al referendum sulle riforme costituzionali. Lo ha riferito il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici nella conferenza stampa di presentazione dei pareri sul bilanci 2017. "Non c'è un termine specifico. Verrà presentato a breve e questo può voler dire un mese o due", ha poi puntualizzato il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. 

Il premier Renzi intanto alza la voce, con "l'anticamera del veto che potremmo esprimere sul nuovo bilancio" europeo per il 2020-2026. "Il bilancio europeo 2014-2020 - aveva spiegato il presidente del Consiglio intervistato da Zapping su Radio1 - è deciso dal governo Monti del 2012. E sono numeri negativi per l'Italia: mettiamo 20 miliardi e ne prendiamo 12. Questi 8 miliardi di nostro contributo vanno all'Ungheria, alla Slovacchia, ad altri Paesi, in nome della solidarietà europea. Così è per una decisione di Monti. Io ho detto: se alcuni Paesi pensano di essere altruisti e solidali solo se c'è da prendere soldi, noi quando ci sarà da discutere del bilancio 20120-2026 siamo pronti a mettere il veto. Quella di oggi è una riserva, non siamo in grado di poterlo bloccare, ma esprimiamo il nostro disaccordo: in particolare non voglio che costruiscano i muri con i miei soldi".

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