Lunedì, 17 Maggio 2021
L'intervista

"La politica ha deluso, ora porto avanti la lotta per l’eutanasia legale nel nome di Fabo"

A parlare in una intervista a Today.it è Valeria Imbrogno, compagna di dj Fabo. C'era anche lei alla Suprema Corte di Cassazione, dove è stata depositata la richiesta di referendum per l'eutanasia legale

Valeria Imbrogno

"Questa è una giornata importante perché rappresenta la prosecuzione della battaglia che abbiamo iniziato insieme, che ha iniziato Fabiano e per questo sono davvero contenta di essere qui. Fabiano mi ha chiesto di portare avanti questa lotta e oggi sono qui per questo".

Parla così a Today.it Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani, conosciuto ai più con il nome di Dj Fabo, l’uomo che, dopo essere rimasto tetraplegico a seguito di un incidente, nel 2017 scelse di morire con il suicidio assistito in una clinica svizzera, facendosi aiutare da Marco Cappato. Ed è proprio vicino al segretario dell’associazione Luca Coscioni che parla Valeria. Lei, che è sempre stata al fianco di Fabo, nella vita come nella sua battaglia personale e politica per la libertà di scelta individuale, oggi è entrata alla Suprema Corte di Cassazione di Roma insieme a tutti i compagni della Coscioni, per depositare il quesito referendario con cui rendere legale l'eutanasia in Italia, abrogando parzialmente la legge l’articolo 579 del codice penale.

"Spero che serva davvero a dare una spinta a tutto quello che è stato fatto fino ad adesso perché il Parlamento fino ad ora non ne ha parlato assolutamente, la politica non ha preso in considerazione per nulla il tema dell’eutanasia. Per questo stiamo cercando ancora una volta di portare avanti questa giusta battaglia. Abbiamo firmato, abbiamo depositato e oggi andiamo avanti con una battaglia iniziata tanto tempo fa. Con questo referendum speriamo di riuscire a smuovere qualcosa in maniera definitiva".

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Ma il paese è pronto per fare questa scelta?
"Gli italiani sono pronti per dire la loro sull’eutanasia, lo vediamo dalle tante richieste che arrivano direttamente all’associazione e questo è il motivo per cui io oggi sono qui".

Come vive questa giornata, ripensando a quanto passato insieme a Fabo?  
“Penso solo che la politica non è intervenuta, non ha fatto nulla ed è il motivo vero per cui io sono ancora qui. Per me è come se un po’ ci fosse ancora lui, so che a lui avrebbe fatto piacere portare avanti questa battaglia, so che lui ci sarebbe stato e quello che sto facendo, lo faccio con l’obiettivo di portare avanti la sua battaglia”.

Lei ha detto che la politica non decide, ma secondo lei cosa blocca una eventuale discussione sull’eutanasia?
"Il mio parere è che in Italia ci siano istituzioni contrarie come la Chiesa e che ci sono altre priorità che in questo momento il Parlamento sta gestendo. In generale l’eutanasia non è considerato un tema troppo importante, quando invece credo sia fondamentale per la libertà di ognuno di noi".

Non è ottimista adesso all’idea di un governo in cui ci siano dentro quasi tutte le forze parlamentari?
"Indipendentemente da questo io sono ottimista, ma per la battaglia che inizia oggi, che spero abbia esiti favorevoli. Se non ci credessimo non saremmo qui".

Oggi, in una giornata così importante, cosa le viene in mente ripensando al passato?
"Che sono ancora qui a portare avanti qualcosa che lui ha iniziato e che continuerò a portare avanti perché la sua volontà era quella".

Se Fabo fosse qui? 
"Sarebbe felicissimo di essere qui, sarebbe battagliero come lo è sempre stato nella vita".  

Eutanasia legale, depositata la richiesta per un referendum popolare

Le parole di Valeria Imbrogno arrivano nella giornata in cui Radicali, Più Europa, Volt, Partito Socialista Italiano e Possibile, si sono dati appuntamento davanti alla Suprema Corte di Cassazione in piazza Cavour a Roma. Lì, con in testa l’associazione Luca Coscioni, hanno depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale. "In questi anni l'immobilismo del Parlamento è stato tale che neanche i richiami della Corte costituzionale e il processo Cappato-Dj Fabo lo hanno scalfito” hanno detto Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani al termine dell'iniziativa promossa insieme a Marco Cappato e Mina Welby.

Eutanasia legale, che cosa succede adesso?

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del deposito della proposta, ci sarà la vidimazione dei moduli di raccolta firme. A quel punto parte ufficialmente la campagna di raccolta firme. I promotori potranno cominciare a raccogliere le firme dal 1 luglio per 3 mesi, al termine dei quali dovranno consegnare un numero minimo di 500mila firme entro e non oltre il 30 settembre. Se la Corte Costituzionale dovesse approvare, allora gli italiani saranno chiamati a decidere se cancellare o meno parte dell’articolo del codice penale sull’omicidio del consenziente.

In sostanza verrebbe abrogata una parte dell’articolo 579 del codice penale. Se gli italiani dovessero votare “Sì” all’eutanasia legale, allora chiunque induca la morte in modo attivo in un paziente maggiorenne, in determinate condizioni psico-fisiche e totalmente consenziente, non potrà essere penalmente perseguito.

In prima linea da sinistra Mina Welby, Valeria Imbrogno e Marco Cappato - FOTO ANSA-2

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