Fine vita, mondo politico "senza coraggio": 13 proposte di legge sono ferme in parlamento

Nel nostro Paese la discussione è ripartita. Ci sono 13 proposte di legge sul fine vita ferme in Parlamento dall'inizio dell'attuale legislatura (6 alla Camera e 7 al Senato). Pd e M5s hanno la compattezza necessaria per portare avanti un discorso comune su un tema così delicato?

A che punto è il dibattito politico sull'eutanasia in Italia?  Il caso di Marieke Vervoort, la campionessa paralimpica che pochi giorni fa ha scelto di morire e porre fine alle atroci sofferenze causatele da un'incurabile malattia muscolare degenerativa, fa tornare d'attualità il tema del fine vita. 

Nel nostro Paese la discussione è ripartita dopo la recente sentenza della Consulta sulla vicenda di Dj Fabo, aiutato dal radicale Marco Cappato a raggiungere la Svizzera per poter ottenere l'eutanasia. E' stata una sentenza storica: per la prima volta c'è stata un'apertura vera al suicidio assistito, stabilendo una volta per tutte che non è punibile chi agevola il suicidio nei casi come quelli di Fabiano, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale: condizioni di vita non compatibili con la sua dignità secondo Dj Fabo, che a fatica e con l'aiuto di chi gli voleva bene è riuscito ad andare fino in fondo. Lui, come tanti altri, avrebbe voluto che fosse possibile farlo in Italia. Forse in futuro lo sarà, ma la strada è ancora molto lunga.

Fine vita, ci sono 13 proposte di legge ferme in Parlamento

"Sul tema del fine vita - ha commentato la presidente della commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo (M5s)- le commissioni Giustizia e Affari sociali torneranno a riunirsi appena sarà possibile leggere la sentenza della Consulta. Questa è la decisione presa dall'ultimo ufficio di presidenza congiunto, con l'obiettivo di riprendere il ricco lavoro parlamentare già avviato e con l'auspicio di un confronto sereno tra tutti i gruppi per concordare un testo che inserisca nell'ordinamento i principi costituzionali definiti su questa delicata materia". 

Ci sono 13 proposte di legge sul fine vita ferme in Parlamento dall'inizio dell'attuale legislatura (6 alla Camera e 7 al Senato). Da quando a metà anni Ottanta se n'è iniziato a parlare anche in ambito politico gli ostacoli sono stati numerosi. La prima proposta di legge del deputato socialista Loris Fortuna risale al 1984. 

Ogni legislatura si assiste alla medesima sequenza di avvenimenti: provvedimenti depositati senza arrivare mai a risultati concreti. Un piccolo passo avanti nel 2017, con l'ok parlamentare alla legge sul testamento biologico. La discussione potrebbe ripartire a breve a Montecitorio: serve però una volontà condivisa delle forze di maggioranza. Pd e Movimento 5 stelle hanno la compattezza necessaria per portare avanti un discorso comune su un tema tanto delicato?

E' lecito nutrire più di qualche dubbio, ma i presupposti sembrano esserci. Dopo la sentenza del caso Dj Fabo la senatrice Pd Valeria Fedeli, capogruppo in commissione Diritti umani, ha chiarito che "la politica deve fare la sua parte".  Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera spera in un "intervento legislativo risolutivo e rispettoso dei diritti fondamentali della persona".

Secondo i giudici della Corte Costituzionale "non è punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli". Serve però una legge, una buona legge.

Eutanasia, solo l'8 per cento degli italiani nettamente contrario

Secondo un sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7 solo l'8% degli italiani è contrario all’eutanasia senza se e senza ma. A fine anni novanta le opinioni erano molto più polarizzate: i "no" rappresentavano ancora una percentuale cospicua, pari al 42% del campione. I tentennamenti dei partiti che temono di perdere parte del "voto cattolico" se legiferano sul tema del fine vita sembrano sempre più fuori dal tempo.

World Medical Association: "Contrari all'eutanasia"

"Il massimo rispetto per la vita e  il forte impegno per i principi dell'etica medica ci porta ad essere  fermamente contrari all'eutanasia e al suicidio assistito dal medico". E' la risoluzione adottata dalla World Medical Association, che  rappresenta i medici di 120 Paesi, a conclusione della 70esima  assemblea generale svoltasi a Tiblisi. "Nessun medico - prosegue la  risoluzione pubblicata sul sito internet della Wma - dovrebbe essere  costretto a partecipare all'eutanasia o al suicidio assistito, né  dovrebbe essere obbligato a prendere decisioni sul fine vita".

"Il medico, che rispetta il diritto fondamentale del paziente di  rifiutare trattamenti medici, non agisce contro la deontologia nel non mettere in atto o nell'interrompere tali trattamenti indesiderati al  paziente, anche se tale atto esita nel decesso", conclude la  risoluzione. Il presidente della Wma, Frank Ulrich Montgomery, ha affermato: "Dopo aver tenuto conferenze consultive coinvolgendo tutti i rappresentati  dei continenti, riteniamo che questa formulazione sia in linea con le  opinioni della maggior parte dei medici di tutto il mondo". Il Canada  e l'Olanda si sono dimesse dalla Wma.

Il sondaggio sull'eutanasia che inchioda governo e parlamento

welby cappato

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