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Domenica, 29 Maggio 2022
Palla al Senato

Sull'eutanasia sì della Camera e si spacca il centrodestra

"Mi sono basato anche sulla mia esperienza di presidente della fondazione Gigi Ghirotti" ha detto a Today Emilio Carelli (CI)

A fare la differenza sono stati i deputati dell’arco del centrodestra. Quelli che hanno votato contro la posizione di maggioranza del gruppo parlamentare. Infatti dentro Forza Italia ci sono stati sette deputati a favore del fine vita e cinque fra i banchi di Coraggio Italia. In alcuni casi, a pesare, sono state le esperienze personali di chi, avendo vissuto storie dolorose, hanno ritenuto giusto spingere la legge sul fine vita in Senato. Fra questi ci sono Renata Polverini di Forza Italia e Emilio Carelli di Coraggio Italia.  

“Sono a favore di questa legge in base anche alla mia esperienza personale perché, per anni, sono stato presidente della fondazione nazionale Gigi Ghirotti, che si occupa di dare sollievo ai malati terminali di cancro. – ha detto direttamente a Today il deputato fucsia Emilio Carelli - In questo ruolo ho conosciuto la problematica del fine vita e ho maturato esperienze personali a proposito. Ecco perché considero il testo comunque valido e capace di mediare anche varie posizioni, cercando di risolvere il problema di coscienza grave e dando a medici e famiglie comunque uno strumento valido”.

L’esperienza personale è anche quella vissuta dalla forzista Renata Polverini, che ha detto: “Non ho competenze mediche e scientifiche, ma ho qualche esperienza di vita che giustifica ampiamente il mio voto a favore di questo provvedimento. Penso che ciascuno di noi, purtroppo, abbia avuto esperienze dirette di persone care. Ecco quelle persone ci chiedevano non di essere liberate dalla vita, ma di essere liberate da qualcosa che non gli assomigliava più. Questo per me è sufficiente per votare favorevolmente a questo provvedimento". Fatto sta che alla fine, da Fi, si sono sganciati anche Cassinelli, Giannone, Novelli, Vito, Prestigiacomo e Spena. Mentre dentro Ci Berardini, De Girolamo, Rizzone e Scanu. 

Hanno votato controcorrente, ma al contrario, per il no, sette deputati di Italia Viva, che aveva lasciato libertà di coscienza: Baldini, Colaninno, D'Alessandro, Ferri, Frate, Gadda e Toccafondi. E' quanto emerge dai tabulati della votazione con cui la Camera ha dato il primo via libera al testo sul fine vita. Nel resto del centrosinistra invece, Pd e Movimento 5 Stelle hanno votato compattamente senza alcun distinguo. 

Molti anche gli assenti. Infatti, scorrendo i tabulati, tra le fila dei gruppi contrari al provvedimento (Lega, Forza Italia, FdI e Ci), si registrano le assenze più numerose: 59 i deputati della Lega (su 133) che non hanno partecipato al voto, pari al 44,36%; a seguire Forza Italia con 38 deputati che non hanno partecipato al voto (su 80), pari al 47%; 14 i deputati di Fdi (su 36) che non hanno partecipato al voto. Quanto ai non partecipanti al voto tra i banchi dei gruppi che sostengono la legge, sono 17 quelli di M5s, 12 del Pd, 6 di Iv.

Bagarre prima del voto per le parole di Trizzino (ex M5s)

"Nessuno di noi ha la verità in tasca, soprattutto quando ci si addentra nei temi dell'etica della vita e della morte. Concludo con un augurio rivolto a chi voterà contro questa legge: che non debba mai pentirsene". Queste le parole proferite in Aula dall’ex M5s Giorgio Trizzino, suonate a chi lo ha contestato come un inopportuno malaugurio. Immediate le proteste degli esponenti del centrodestra, con l'intervento del deputato azzurro Antonio Palmieri: "Mi era già successo personalmente due anni fa che il collega Trizzino in commissione mi avesse augurato di dovermi trovare nelle condizioni previste da questa norma. Credo sia gravissimo che su questo provvedimento un collega si alzi in Aula e auguri ai colleghi che non votano come lui di andare incontro alle sofferenze rispetto alle quali tutti noi abbiamo il massimo rispetto e la massima comprensione. Io già dimenticato e ho già perdonato per quanto mi riguarda, però questo modo è inconcepibile". 

Trizzino ha poi replicato dicendo che "alcuni di noi hanno esperienza diretta su casi di terminalità, quindi chiedo che ci sia un'apertura più ampia e una conoscenza più specifica di queste condizioni. In questo senso invito i colleghi ad essere presenti all'interno di quel tipo di sofferenze nella fase di terminalità. Non c'era alcun intento offensivo o evocativo di chissà quali auguri malefici". 
 

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