Sabato, 15 Maggio 2021
Politica / Milano

All'armi son tornati: gli ex An si sfilano dal Pdl

Il prossimo 17 novembre a Milano Ignazio La Russa chiamerà a raccolta gli ex 'finiani' che oggi sono anche ex 'berlusconiani'. In prima fila, Giorgia Meloni. Freddi Gasparri e Alemanno. Contrario Matteoli. Ma ormai il dato è tratto: per la (ex) destra sociale non c'è posto nel nuovo centrodestra

Segnatevi questa data: 17 novembre. Il luogo: Milano. Quel giorno, nella città meneghina, potremo dire che "Alleanza nazionale è risorta" dalle ceneri del Pdl. Perché a Milano, il prossimo 17 novembre, la guerra intestina che sta minando il partito di Silvio Berlusconi arriverà a un punto di non ritorno: gli ex An, guidati dal colonnello Ignazio La Russa, hanno infatti indetto una manifestazione per mettere le cose in chiaro. Loro, gli ex Msi, poi ex An, sono pronti a diventare ex Pdl.

E quando parliamo di 'loro' parliamo soprattutto di Ignazio La Russa sul fronte milanese e Giorgia Meloni su quello romano. Perché gli altri tre 'big' che una volta erano finiani, quindi berlusconiani, cioè Maurizio Gasparri, Altero Matteoli e Gianni Alemanno, in questa partita sono ai margini. In attesa di capire quello che sarà del Pdl.

GUERRA DI POSIZIONE. E' una partita a scacchi in cui ognuno nel Pdl cerca di non perdere. Il prossimo 17 novembre a Milano si terrà quell'appuntamento 'identitario', della 'destra (ex) sociale' che si sarebbe dovuto tenere il prossimo week end. Ma il quadro politico è troppo incerto e un altro mese può essere utile a sciogliere qualche nodo.

L'evento - al quale sono stati invitati comunque tutti i vertici del Pdl - è in agenda parecchi giorni dopo la conclusione (qualunque essa sia) della crisi lombarda e le elezioni siciliane, per questo nessuna ipotesi può essere esclusa.

SCENARI INCERTI. Perché se già qualcuno pensa ai contorni del nuovo partito, altri invitano ad attendere gli sviluppi nel Pdl - e le mosse del Cav - prima di dipingere scenari di scissione. Un indizio in questa direzione però c'è, visto che da Fli si parla di accordo vicino sul patrimonio dell'ex An. Una soluzione che certamente libererebbe risorse per tutte le anime che furono di via della Scrofa.

EX AN MA NON SOLO. Parlare di ex An è spiegare 'chi sono' gli ideatori della futura scissione ma, a livello di contenuti, è ormai fuorviante. Perché se La Russa e (pur con qualche dubbio) Meloni davvero considerano praticabile una scissione pilotata - o comunque non nascondono questo schema per tenere il punto nel partito - Maurizio Gasparri resta convinto che il progetto non sia realizzabile e non avrebbe condiviso fino in fondo l'idea della manifestazione 'identitaria'.

LA RUSSA vs GASPARRI. Certo è che nonostante decenni di sodalizio, i due da mesi restano fermi su posizioni differenti. Anche ieri sera, nel corso di una cena con alcuni parlamentari larussiani-gasparriani, l'idea del nuovo partito ha animato il dibattito interno alla componente. Una discussione alla quale non partecipa da tempo Altero Matteoli - fermo nell'intenzione di seguire Berlusconi in ogni caso - e che non viene del tutto condivisa da Gianni Alemanno, influenzato nelle scelte dalla delicata partita sul Comune di Roma.

LE PAGELLE DEL CAVALIERE. Intanto fra ex An ed ex azzurri è l'ora dei veleni. Da giorni in ambienti aennini gira un aneddoto che ha ormai assunto i contorni della leggenda, che infatti adesso tutti smentiscono. Si vocifera di due parlamentari provenienti da FI, di un 'incarico' ricevuto direttamente da Berlusconi, di pagelle compilate per il Cavaliere. Giudizi sulla spendibilità in campagna elettorale dei colleghi di partito, vista l'esigenza di rinnovare i volti della nuovo contenitore politico di Berlusconi. L'indiscrezione, naturalmente, ha innervosito non poco diversi pidiellini.
 

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