Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica Milano

Expo, vie d'acqua mai realizzate: la Corte dei Conti chiede ad Acerbo 1,5 milioni di euro

Atto di citazione per l'ex subcommissario e responsabile di Padiglione Italia che ha già patteggiato tre anni, legato all'appalto per la realizzazione dei 20 km di canali che avrebbero dovuto collegare Darsena e Fiera

MILANO -  La Procura regionale della Corte dei conti della Lombardia ha notificato un atto di citazione per un presunto danno erariale di oltre un milione e mezzo di euro ad Antonio Acerbo, ex sub commissario di Expo nonché responsabile unico del procedimento e presidente della commissione aggiudicatrice dell’appalto per il progetto (mai realizzato) delle cosiddette Vie d’Acqua Sud, vale a dire il canale di collegamento tra la Darsena di Milano e il sito espositivo Expo.

Ad aggiudicarsi l’appalto fu l’associazione temporanea di imprese guidata dalla Maltauro di Vicenza con un’offerta da oltre 42 milioni di euro, il 23% in meno rispetto alla base d’asta. Una gara pilotata, secondo del pool anticorruzione della Procura di Milano. Così, a ottobre 2014 Acerbo finì agli arresti domiciliari per corruzione e turbativa d’asta insieme all’imprenditore Giandomenico Maltauro e al manager Expo Andrea Castellotti. L’ex sub commissario Expo uscì dal procedimento patteggiando 3 anni di carcere con un risarcimento di 100 mila euro a favore della società Expo.

I pm contabili vogliono presentargli il conto per il danno erariale: l’atto di citazione che gli è stato notificato equivale infatti a quella che nel processo penale è la richiesta di rinvio a giudizio.

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