Domenica, 7 Marzo 2021

Il governo del cambiamento non cambia sugli F35: "Ma non ne compreremo altri"

Il M5s ha sempre combattuto per cancellare il programma degli F35 ma il ministro della Difesa Trenta conferma che l'Italia non comprerà altri caccia (rispetto a quelli già programmati) ma che bisogna "valutare bene il costo di tagliare o mantenere"

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta lo ribadisce: "Sicuramente non compreremo nessun altro F35" ma "stiamo analizzando tutte le implicazioni dei tagli" e alla fine "potremmo scoprire, dall'analisi che stiamo facendo, che tagliare costa più di mantenere". Lo fa in un'intervista a Omnibus in risposta "alle strumentalizzazioni di questi giorni" sul tema degli F35, come spiega lei stessa poi su Facebook condividendo il video del suo intervento nel programma politico di La7 nel quale ha spiegato: 

Intorno agli F35 si crea un indotto tecnologico, di ricerca e occupazionale, che noi taglieremmo. Quindi bisogna valutare bene il costo di tagliare o mantenere. Potremmo scoprire, dall'analisi che stiamo facendo, che tagliare costa più che mantenere. Ma sicuramente non ne compreremo di nuovi

A Omnibus, Trenta ha detto che "sarebbe bene riuscire, a livello politico, ad allungare il periodo all'interno del quale noi dovremmo comprare questi F35 perché così avremmo un po' più di budget a disposizione da investire in progetti europei. Le spese militari hanno una ricaduta anche nel settore civile: Internet nacque come progetto militare". 

Il caso è nato in seguito all'intervista che Trenta ha rilasciato al sito DefenseNews  qualche giorno fa, nella quale il ministro assicurava che non avrebbe tagliato gli ordini per gli F35, ammettendo però la possibilità di allungare il periodo di acquisto già programmato, per diluire la spesa nel tempo. 

"E' un programma (quello dell'acquisto di 90 F35, ndr) che abbiamo ereditato e sul quale abbiamo diverse domande; per questo stiamo valutando il programma considerandone i benefici per l'interesse nazionale dal punto di vista industriale e tecnologico, visto che ora siamo al governo", aveva detto Trenta, specificando poi: "Cercheremo di allungare le consegne anzichè tagliare gli ordini, il che ridurrebbe compensazioni e significherebbe sanzioni". 

F35, il paradosso: "Ritardi e costi raddoppiati, ma non possiamo ritirarci" 

La battaglia del M5s contro gli F35 e le critiche 

Il ministro della Difesa del governo Conte quindi dice che l'Italia non comprerà altri F35 rispetto ai 90 già programmati, che però in parte devono essere ancora acquistati e pagati.

La posizione di Trenta, annunciata a DefenseNews e ribadita a Omnibus, ha creato non poche polemiche, alla luce della battaglia che il M5s ha sempre fatto per cancellare il programma degli F35.

Durante la presentazione alla stampa del programma del Movimento in vista delle elezioni, la deputata Tatiana Basilio spiegava: "Riteniamo il programma degli F35 inutile e costoso e per questo deve essere chiuso al più presto". Ma nel programma elettorale del M5s per la difesa però gli F35 non vengono mai mensionati: si fa solo riferimento alla proposta di “spostare buona parte degli investimenti pubblici, oggi impiegati nei programmi d’armamento tradizionali, verso lo sviluppo e la ricerca di strumenti più attuali come la cyber security e l’intelligence". 

Nel 2013 lo stesso Movimento chiedeva di abbandonare "in via definitiva" il programma "ponendo in essere ogni inutile azione al fine di risolvere il contratto d'acquisto dei velivoli" mentre Alessandro Di Battista definiva l'acquisto degli F35 "uno strumento di morte". 

L'ex senatore del Pd Francesco Russo è tra quelli che ha puntato il dito contro il voltafaccia del M5s. 

Per 4 anni il M5S ci ha letteralmente insultato sul programma relativo agli F-35: “Corrotti, venduti alle lobby delle armi” tanto per citare, a memoria, due degli epiteti più ricorrenti.
L’altro ieri il Ministro della Difesa Trenta (scelto dal M5S) ha confermato, in un’intervista al portale Defense News, l’acquisto degli F-35.
Quindi delle due l’una: o i grillini sono corrotti e venduti alla lobby delle armi oppure per quattro anni hanno raccontato un sacco di bugie ai cittadini. A voi la scelta.

Anche Giuseppe Civati di Possibile accusa:

Non ci sono penali da pagare per quanto riguarda lo stop all'acquisto degli F-35. La relazione della Corte dei Conti dello scorso anno evidenziava che la partecipazione nazionale al programma non è soggetta a penali contrattuali e denunciava soltanto che lo spreco è in fase molto avanzata. Quindi o ha sbagliato la Corte dei Conti o la ministra della Difesa Trenta sta cercando giustificazioni per proseguire il piano. Del resto l'attuale governo è in perfetta scia del precedente sulla spesa militare. Davvero difficile individuare delle differenze tra Pinotti e Trenta. Anche la motivazione della tutela dell'occupazione è una giravolta rispetto a quanto diceva il Movimento 5 Stelle appena un anno fa. Un suo illustre esponente, Alessandro di Battista, scriveva l'8 agosto 2017 che i posti di lavoro creati da questo programma sono pochissimi

[VIDEO] Ecco come spara un F35 in volo 

Ricondividendo su Facebook l'intervista a Omnibus, la stessa Trenta chiede ai propri follower di esprimere un'opinione sul tema. La maggioranza si esprime a favore del ministro e del suo ragionamento, ma c'è anche chi ricorda: "F35 una scelta non in linea con quanto detto anche a suo tempo da Di Battista", ricevendo come risposta da un altro utente: "Sì, ma non si può più rescindere i contratti se sapete un minimo di funzionamento dei contratti.... ci sono penali da pagare e iter lunghissimi purtroppo".

f35 commenti facebook trenta_censored-2

Che è un po' quello che diceva tre anni fa l'allora ministro della Difesa Roberta Pinotti: "F35 nessuna conferma nessuna disdetta. Numero di 90 stabilito precedente Governo. Programma prosegue secondo illustrazione data al Parlemento".

pinotti f35-2

Allora però la reazione di Carlo Sibilia, esponente di spicco del Movimento, fu quella di accusa il ministro e il Pd di "alto tradimento". 

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