Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

F35: maggioranza e governo congelano l'acquisto dei caccia

La Camera impegna il governo “relativamente al programma F35 a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”

La Camera impegna il governo “relativamente al programma F35 a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”. Così è stato scritto nella mozione di maggioranza sugli F35 a firma dei capigruppo di maggioranza Speranza, Brunetta, Dellai, Pisicchio, Formisano. Se l’acquisizione dei cacciabombardieri di ultima generazione è stato uno dei temi caldi di queste ultime 48 ore, a Montecitorio non è stato fatto nessun passo avanti. Ma intendiamoci, neppure nessuno indietro.

La questione, in sostanza, è stata congelata. Il perché sta tutto dentro l’idea che sorregge il governo di emergenza nazionale: le larghe intese appunto. Sì, perché sullo sfondo del voto in aula si era profilata una rottura clamorosa dell’asse Pd-Pdl. Movimento 5 Stelle e Sel infatti avevano presentato una mozione che senza troppi giri di parola andava ad azzera il progetto. Uno stop deciso apprezzato da diversi esponenti del Pd. L’acquisto dei cacciabombardieri, infatti, esporrebbe lo Stato ad un esborso mastodontico. Si parla di circa 50 miliardi di euro, secondo le stime europee, spalmanti da qui al 2052. Un capitalo di spesa enorme, stridente in tempi di vacche magre e crisi economica stringente. Meglio indirizzare quei denari altrove, il coro di chi dal Pd, era deciso ad appoggiare la premiata ditta Grillo-Vendola. Così la maggioranza, anche a seguito delle scintille interne al governo sul tema, si è spesa per cercare una via d’uscita meno dolorosa possibile.

PASSA LA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA - La Camera ha infatti approvato, con 381 sì, la mozione dalla maggioranza sugli F35. I no sono stati 149. In precedenza era stata bocciata la mozione di Sel con 378 voti contrari e 136 voti a favore. Il documento approvato impegna il governo a dare impulso a concrete iniziative, anche in sede Ue, per la crescita della dimensione della Difesa comune europea in una logica di "condivisa razionalizzazione delle spese". L'altro impegno è quello di non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione sul programma sugli aerei F35 senza che il Parlamento si sia espresso in merito.

LA RUSSA – Mozione di maggioranza unitaria e via al dibattito in aula. In tutto questo non sono mancate le critiche. Come quella di Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, che ha alzato i toni della discussione: “La domanda è molto semplice: dobbiamo o no avere un’Aeronautica? Secondo me sì. Decida pure il Parlamento quindi ma l’Aeronautica italiana deve rimanere all’altezza con un numero di aerei sufficienti”.
Più cauta la posizione della Lega Nord, che si è riservata di valutare bene la soluzione mediata dall’asse Pd-Pdl prima di esprimere un parere: “L’unica cosa certa è che nessuna soluzione pasticciata potrà incontrare il parere favorevole della Lega”, ha sottolineato Gianluca Pini, vicepresidente del Carroccio alla Camera.

GOVERNO – Una volta depositato il testo dall’esecutivo, tanto per non gettare benzina sul fuoco, è arrivato il parere favorevole. Gli F35, secondo quanto detto a Montecitorio dal ministro della Difesa Mario Mauro, “devono andare a sostituire” altrettanti velivoli dell’aeronautica, come i Tornado, arrivati alla fine del loro percorso, con questo obiettivo “in tempi non sospetti, fin dal 1998” sono stati individuati “questi strumenti”. “Non c’è nessun velivolo che si aggiunge agli esistenti nell’ottica di una esibizione muscolare”.

POLEMICA L’AERONAUTICA – In giornata non è mancata la presa di posizione dell’Aereonautica. In questo caso sono scesi in campo gli ex capi di Stato Maggiore dell'Aeronautica scendono in campo difendendo l'impegno dell'Italia nel programma Joint strike fighter . “Polemiche sui caccia? Stiamo parlando del nulla”, spiega il generale Vincenzo Camporini. “Non ci sono 14 miliardi nel cassetto da tirar fuori per pagare gli F35, con i quali si vorrebbero invece costruire asili o altro. La realtà è che non c’è alcun tesoretto da utilizzare. Se invece bombardiamo il programma JSF, i posti di lavoro li cancelliamo davvero”. Di fatto, spiega l'ex capo dell'Arma Azzurra, “senza Tornado e AV8 saremmo stati fuori dai giochi nella campagna libica, e chissà se in nostra assenza gli impianti petroliferi di interesse italiano sarebbero stati risparmiati”.

Il progetto dei caccia F35, rimarca Camporini, “è di una convenienza industriale assoluta. E consente di colmare un’esigenza operativa stringente: quella di sostituire macchine datate, aerei che ormai hanno 30-40 anni. Io volavo con F 104, aerei andati in pensione con 42 anni di servizio. Ci avviciniamo a questa soglia anche per i Tornado. Ora acquisteremmo 90 aerei nuovi, invece dei 256, peraltro di tre tipi diversi, acquisiti a suo tempo. Il rapporto è di tre a uno. Più riduzione di così”

Non ha dubbi il generale Leonardo Tricarico: “Dobbiamo capire se l'Italia vuole rivestire un ruolo nelle sue partecipazioni nelle missioni a guida Nato o in coalizione. L’Aeronautica deve avere i mezzi per ricoprire i ruoli finora assunti. Questo tipo di caccia va a sostituire i Tornado AMX, che a breve andranno in pensione: qualunque altra sostituzione, comporterebbe una serie di inconvenienti, come il prezzo superiore e performance più ridotte. Dov’è il problema? Se vogliamo continuare, servono i mezzi e questo è il più capace e conveniente. Se così non fosse, apriamo un dibattito nel paese per rivedere il ruolo delle Forze Armate”.

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