Venerdì, 22 Ottobre 2021

Il fascismo non si scioglie, si sconfigge

Siete arrabbiati per il Green Pass? Anche noi siamo molto arrabbiati. Siamo furiosi dopo aver visto un manipolo di violenti in forma di squadrismo attaccare un luogo simbolo della democrazia, cioè la sede del più grande sindacato dei lavoratori, sfondata dopo aver vigliaccamente picchiato e colpito con un bidone tre poliziotti che resistevano a decine di picchiatori; siamo arrabbiati perché li abbiamo visti prendersi gioco delle regole quando hanno seguito gli slogan di un signore, Giuliano Castellino, che in una piazza neanche ci sarebbe dovuto stare; siamo imbestialiti dopo aver visto come questi fascisti del vecchio millennio siano anche riusciti a picchiare infermieri e medici di un Pronto Soccorso. 

La rabbia ci porta a reagire con durezza. Ci porta a dire “Basta, sciogliamo Forza Nuova”. Possiamo farlo. Possiamo anche chiudere tutte le organizzazioni estrema destra, per quanto poi la politica dovrà essere convincente quando ci spiegherà la linea di demarcazione tirata tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Ma ammettiamo per un momento che non vi siano dubbi sul fatto che Forza Nuova sia fuori dal recinto della legalità. Sciogliamola, come chiede la mozione del deputato Pd Emanuele Fiano. E poi che succede? 

Forse ci sentiremo meglio, ma non avremo risolto il problema. Intanto c'è un problema di opportunità e ordine pubblico. Se sciogliamo le associazioni politiche, diventa molto più difficile per la polizia controllare queste persone, cercare di anticipare le mosse degli eversori e stroncare sul nascere eventuali reati. Agiranno in totale clandestinità e diventeranno un pericolo ulteriore per la collettività e per lo Stato, che farà più fatica ad investigare il sottobosco di chi usa una bandiera politica per coprire atti criminali. Con l’ulteriore pericolo, di renderli martiri, di ammantarli di un nuovo fascino agli occhi di chi si sente abbandonato dallo Stato e non crede più nella politica. Il fascismo non si scioglie come un'aspirina, si combatte con la ragione delle buone idee. 

Si puniscano i singoli per i reati da loro commessi, lo si faccia all’interno di un processo pubblico e possibilmente anche veloce. Combattiamo invece la cultura fascista con la politica, quella che si prende le responsabilità, che si fa carico dei problemi dei cittadini e li risolve attraverso le norme e i servizi. Così non solo disinneschiamo il pericolo che le cattive idee possano trovare proseliti, ma rispondiamo ai problemi che si nascondono dietro l'altra piazza, dei 10mila no Pass. 

Perché l’altro errore in cui non si deve cadere è pensare che quella fosse una piazza di fascisti. Quella rabbia va analizzata, compresa e se deriva da un disagio sociale, va lenita con l'intervento dello Stato. La rabbia è un sentimento importante perché ci aiuta a riconoscere cosa non va e da cosa dobbiamo tenerli lontani. È pericoloso reprimerla, banalizzandola attraverso lo sterile dibattito di “fascisti contro antifascisti”, come è pericoloso confondere i violenti con chi, legittimamente, contesta il Green Pass o una qualsiasi scelta di Governo.  

È invece necessario un grosso sforzo da parte di chi ha responsabilità politica e di Governo, per rispondere al meglio alle vere urgenze di un Paese che non è rappresentato dalla piazza di Roma, ma dall’80% degli italiani vaccinati. Intanto restiamo in attesa che qualche leader politico faccia i conti con se stesso perché o si sta in democrazia e si è antifascisti e contro ogni autoritarismo e totalitarismo o si legittima la violenza di Forza Nuova e magari, quando fa comodo, si prendono pure i loro voti. 

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