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Martedì, 5 Marzo 2024
La polemica

"La felpa con simboli satanici della sorella di Giulia Cecchettin": il delirio del consigliere regionale Valdegamberi

In un post su Facebook, l'esponente della lista civica di Zaia si lascia andare a dichiarazioni pesanti, arrivando ad insinuare una "recita" da parte di Elena. Il presidente del Veneto e la Lega si dissociano

Forse in cerca di qualche ora di visibilità, forse spinto dall’irrefrenabile impulso di dover per forza esternare qualcosa, un consigliere regionale del Veneto, al secolo Stefano Valdegamberi, ha pensato bene di attaccare, sulla sua pagina Facebook, quanto dichiarato da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, che in queste ore di profondo dolore sta utilizzando i riflettori che suo malgrado si ritrova puntati addosso per una lodevole opera di divulgazione sulla piaga della violenza di genere. 

Le insinuazioni

"Ho ascoltato a Dritto e Rovescio le dichiarazioni della sorella di Giulia - ha scritto sulla sua pagina Valdegamberi, esponente del gruppo misto eletto nella lista Zaia - e posso dire che non solo non mi hanno convinto per la freddezza ed apaticità di fronte a una tragedia così grande, ma mi hanno sollevato dubbi e sospetti che spero i magistrati valutino attentamente. Non condivido affatto la dichiarazione che ha fatto. Mi sembra un messaggio ideologico, costruito ad hoc, pronto per la recita". 

I "simboli satanici"

Cosa debbano approfondire i magistrati non è dato saperlo, o meglio, probabilmente potrebbero decidere di approfondire le esternazioni del consigliere, che di fatto arriva ad insinuare che in qualche modo Elena Cecchettin fosse a conoscenza di quello che Filippo Turetta avrebbe fatto alla sorella Giulia; ma il delirio non finisce qui: "E poi quella felpa con certi simboli satanici - scrive ancora Valdegamberi - aiuta a capire molto… spero che le indagini facciano chiarezza. Società patriarcale?? Cultura dello stupro?? Qui c’è dell’altro? Basta andare a vedere i suoi social e i dubbi diventano certezze. Il tentativo di quasi giustificare l'omicida dando la responsabilità alla "società patriarcale". Più che società patriarcale dovremmo parlare di società satanista, cara ragazza.  Sembra una che recita una parte di un qualcosa predeterminato e precostituito. Forse mi sbaglio ed è solo la mia suggestione, conclude.

Omicidio Giulia Cecchettin: tutti gli indizi sulla premeditazione di Filippo Turetta (che rischia l'ergastolo) 

Insomma, siamo in pieno sproloquio da chat di telegram, quelle in cui trovi terrapiattisti, seguaci di Trump e Putin, gente che si curava il covid con i clisteri alla candeggina diffondendo fake news sui vaccini. Il problema è che questo signore siede in un consiglio regionale, non in un’osteria di Seren del Grappa. E questo la dice lunga sulla selezione che viene fatta quando si preparano le liste. In realtà, la felpa portata dalla sorella di Giulia Cecchettin è acquistabile sullo store di "Thrasher Mmagazine", una rivista che parla di skateboard e che col satanismo ovviamente non c'entra nulla.

Il posti di Stefano Valdigamberi

Scarpa (Pd): "Valdegamberi si dimetta"

"Nel suo disgustoso comunicato - dichiara la deputata Rachele Scarpa del Partito Democratico - Valdegamberi mette in discussione l'esistenza di una società patriarcale e della cultura dello stupro. Ma soprattutto commette ancora violenza: è assolutorio, distoglie l'attenzione da ciò che è successo, rompe il silenzio in cui, anche solo per pudore, farebbe meglio a restare. Grazie dunque all'ennesimo ricco maschio bianco, che usa la sua posizione di personaggio pubblico per dare fiato alla bocca e per rafforzare quella stessa cultura che uccide, anziché decostruirla. Si dimetta immediatamente. Le sue parole inquinano il discorso pubblico e mettono in pericolo tutte noi".

Zaia: "Mi dissocio totalmente dalle parole di Valdegamberi"

Nel frattempo, sull’altro fronte, la Lega si affretta a divulgare un comunicato in cui si dice che il consigliere non è mai stato un iscritto o un militante del partito. E anche il Presidente del Veneto, Luca Zaia, condanna nettamente da quanto scritto dal suo consigliere: mi dissocio totalmente da quanto scritto da Stefano Valdegamberi - ha detto - e mi dissocio totalmente dalle sue parole, sia nei concetti espressi che nelle modalità. Penso che sia il momento del dolore e del suo rispetto, non certo quello di invocare l'intervento di magistrati sulle dichiarazioni personali della sorella di una ragazza che ha perso la vita in questo modo tragico. Siamo tutti chiamati a una riflessione profonda, intima, e soprattutto a combattere ogni forma nella società di violenza sulle donne. Giulia è la 105esima vittima innocente in questo Paese; c'è un grande lavoro da fare per formare l'intera comunità; ben venga il lavoro nelle scuole, sulle nuove generazioni e sull'intero strato sociale".

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