rotate-mobile
Domenica, 5 Febbraio 2023
Politica Italia

Ferie (in)finite, dopo 32 giorni di pausa riapre il Parlamento ma la legislatura è quasi finita

Camere chiuse fino al 12 settembre, tre giorni dopo gli onorevoli matureranno il vitalizio e poi sarà la legge elettorale a tenere banco fino alla discussione sulla "Manovra 2018". Poi sarà già tempo di elezioni con tanti saluti alle leggi "improrogabili"

Con l'informativa del Governo sul caso Regeni riprendono dopo 32 giorni di ferie i lavori del Parlamento. A partire da domani 5 settembre gli onorevoli torneranno a sedere sulle poltrone delle commissioni a Montecitorio e a Palazzo Madama ma solo il 12 settembre il "potere legislativo" si ridesterà dal sonno estivo con la riapertura anche della Camera e del Senato.

Una politica bloccata per salvare le poltrone

Il primo tema strettamente politico ad essere affrontato a Montecitorio sarà quello sulla legge elettorale. Il 6 settembre alle 12 la commissione Affari costituzionali della Camera riprenderà la discussione dopo che il testo è naufragato in Aula al primo voto segreto, l’8 giugno scorso.

Vitalizi, il 15 settembre scatta la super pensione per gli onorevoli

Al Senato, invece, la prima data segnata in calendario è quella del 6 settembre, quando in commissione Affari costituzionali scadrà alle 18 il termine per presentare gli emendamenti al disegno di legge sull’ineleggibilità e incompatibilità del magistrati.

Alla riapertura dalla Camera il 12 settembre l'ordine del giorno prevede la ripresa della discussione della proposta di legge, a prima firma Emanuele Fiano (Pd), sull’introduzione del reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Il Senato ha invece convocato alle 15.30 la conferenza dei Capigruppo per decidere il calendario, che verrà comunicato dal presidente all’Aula, riunita alle 17.

Poco tempo per legiferare, dopo il bilancio legislatura chiusa

Per mercoledì 27 settembre il Governo deve varare la nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza, primo passo verso la presentazione da parte dell’Esecutivo del disegno di legge di bilancio 2018, entro il 20 ottobre. Il testo occuperà gran parte delle discussioni tra gli onorevoli dei vari schieramenti che poi dovranno approvare la legge, con eventuali modifiche entro il 31 dicembre.

Il  passaggio parlamentare si presenta delicato: a dover essere approvata la richiesta del Governo di aumentare il deficit per avere maggiori risorse da investire sulla crescita e sul lavoro giovanile. Per il via libera alla lettera serve la maggioranza assoluta dei voti. E i numeri sono sul filo soprattutto al Senato

A quel punto la legislatura sarà praticamente chiusa e spetterà al capo dello Stato la decisione di sciogliere le Camere e proclamare la data delle elezioni per la primavera del 2018. Molte le leggi che non vedranno mai la luce. 

Ius soli e le sue sorelle: le leggi a rischio naufragio in Parlamento

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ferie (in)finite, dopo 32 giorni di pausa riapre il Parlamento ma la legislatura è quasi finita

Today è in caricamento