Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Ora il M5s guarda al passato: "Dobbiamo imparare dal vecchio Partito comunista"

Il viceministro Fioramonti: "Servono struttura pesante con sedi e centri studi, è valutazione tecnica". Il ministro Fraccaro: "Vogliamo organizzazione che fa da filtro sui territori"

Selfie con sostenitori per il vicepremier - ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Il Movimento 5 stelle prova a cambiare pelle dopo i brutti risultati elettorali alle regionali in Abruzzo e Sardegna e dopo la continua erosione di consenso a vantaggio della Lega degli ultimi mesi.  Il viceministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5s) al quotidiano Il Messaggero dice che il M5s dovrebbe "imparare dal vecchio Pci, con struttura pesante con sedi e centri studi". Non è dato sapere che cosa ne pensino base e attivisti. Ma sarebbe una rivoluzione copernicana per un partito nato e cresciuto grazie al web e grazie anche alla critica durissima a tutta la "vecchia politica"

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"Abbiamo bisogno di essere presenti fisicamente con delle sedi per rispondere alle domande dei cittadini" dice Fioramonti,secondo cui serve "un altro tipo di radicamento", diverso dal modello Lega, e di "luoghi di studio ed elaborazione del pensiero". 

M5s, che cambiamento: dalla democrazia diretta al "vecchio Pci"

Parole sorprendenti, se si pensa che i pentastellati sono gli alfieri del voto online e della democrazia diretta. Quasi non sembra di sentire parlare un deputato del M5s: "Dobbiamo radicarci nei territori, il Movimento leggero non funziona più". Fioramenti, che è un docente di Economia politica, cita l'esempio del Partito Comunista Italiano: "Sì, il miglior modello da seguire è proprio quello. Io ho 40 anni e dunque ho vaghi ricordi del Pci, ma ci serve quel tipo di professionismo. Gli intellettuali e gli economisti devono incontrarsi, parlarsi. E dare dei punti di riferimento [...] Ampi spazi dove confrontarci sono necessari. Perché poi da queste postazioni, dai centri studi si possono dare indicazioni importanti".

Il Pci "era un contenitore che funzionava", continua. "La mia non è una valutazione politica, ma tecnica. Adesso siamo nel 2019, ma certe cose non si improvvisano. Mettere in rete le competenze è importante".

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Fraccaro e Conte (Ansa)

Fraccaro (M5s): "Un'organizzazione farà da filtro sui territori"

"Non si può comparare un risultato locale con le politiche. In Sardegna ci siamo presentati per la prima volta e già entriamo in Consiglio con una squadra di portavoce a 5 stelle. Proprio per essere più forti alle amministrative vogliamo darci un'organizzazione che farà da filtro sui territori". E' quanto ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro in un'intervista al Corriere della Sera.

"L'organizzazione del M5S è un passo in avanti, farà da raccordo con tutti i cittadini. Come è nel nostro Dna non sarà calata dall`alto ma al contrario sarà il frutto di una discussione tra gli attivisti", ha aggiunto. A proposito del fatto che sul blog molti stanno criticando la scelta di rompere il tabù dei due mandati, il ministro ha risposto che "il mandato da consigliere, per le sue caratteristiche, non può essere considerato alla stregua di quello da parlamentare e conteggiato come tale. È un'esperienza da valorizzare e in tal senso ci muoveremo".

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